Caro ex Sindaco,Avevo 15 anni al tempo in cui Lei era sindaco di Caselle e a quell’età gli interessi, si sa, sono ben altri che quelli di occuparsi di piani regolatori e costruzioni. Mi capitava talvolta di ascoltare i discorsi degli adulti al tempo della realizzazione del centro commerciale vicino all’aeroporto.
Caselle aveva già avuto un grande sviluppo edilizio nel capoluogo e nelle frazioni. Il buon senso e, soprattutto, l’amore per il paese dove Lei nacque e visse una buona parte della sua vita, avrebbe dovuto condurLa, come logica conseguenza, ad adoperarsi per proteggere il territorio da un’ulteriore, insostenibile invasione del mattone e dell’asfalto.
Ed invece la storia fu un’altra, quella che ben tristemente conosciamo. Fu così che quasi tutto il verde esistente e le costruzioni si sostituirono ai prati. Come sarebbe potuta andare diversamente la storia di Caselle se Lei fosse stato un sindaco coraggioso ed avesse fermato in tempo le pressioni delle imprese edilizie!
Adesso a Caselle siamo in tanti, tantissimi. Il comune, con i tagli continui operati dalle varie Finanziarie succedutesi, è sempre più in difficoltà nell’erogare ai propri cittadini adeguati servizi. Chi ci ha guadagnato in tutto questo? Non certo la qualità della vita dei casellesi.
Certo che se essi fossero stati meno distratti in quegli anni cruciali forse la storia sarebbe stata diversa… Troppo tardi, ormai facciamo parte della grande periferia di Torino insieme ai comuni nostri confinanti, e siamo tutti appassionatamente in coda al mattino ed alla sera dentro le nostre automobili…
Distinti saluti
Caselle, 3 febbraio 2027
Caselle, 3 febbraio 2027














Quando parliamo di difesa del territorio ma soprattutto su come si può "consumare il territorio" possiamo riflettere anche sui progetti che sono a noi vicino e che possono mettere a dura prova le risorse ambientali e naturali. La diga di Combanera, nelle Valli di Lanzo, è una di quei progetti sui quali riflettere.



