Visualizzazione degli ultimi post con etichetta territorio. Mostra i post precedenti
Visualizzazione degli ultimi post con etichetta territorio. Mostra i post precedenti

venerdì 5 febbraio 2010

Lettera dal futuro

Caro ex Sindaco,
Avevo 15 anni al tempo in cui Lei era sindaco di Caselle e a quell’età gli interessi, si sa, sono ben altri che quelli di occuparsi di piani regolatori e costruzioni. Mi capitava talvolta di ascoltare i discorsi degli adulti al tempo della realizzazione del centro commerciale vicino all’aeroporto.
Caselle aveva già avuto un grande sviluppo edilizio nel capoluogo e nelle frazioni. Il buon senso e, soprattutto, l’amore per il paese dove Lei nacque e visse una buona parte della sua vita, avrebbe dovuto condurLa, come logica conseguenza, ad adoperarsi per proteggere il territorio da un’ulteriore, insostenibile invasione del mattone e dell’asfalto.
Ed invece la storia fu un’altra, quella che ben tristemente conosciamo. Fu così che quasi tutto il verde esistente e le costruzioni si sostituirono ai prati. Come sarebbe potuta andare diversamente la storia di Caselle se Lei fosse stato un sindaco coraggioso ed avesse fermato in tempo le pressioni delle imprese edilizie!
Adesso a Caselle siamo in tanti, tantissimi. Il comune, con i tagli continui operati dalle varie Finanziarie succedutesi, è sempre più in difficoltà nell’erogare ai propri cittadini adeguati servizi. Chi ci ha guadagnato in tutto questo? Non certo la qualità della vita dei casellesi.
Certo che se essi fossero stati meno distratti in quegli anni cruciali forse la storia sarebbe stata diversa… Troppo tardi, ormai facciamo parte della grande periferia di Torino insieme ai comuni nostri confinanti, e siamo tutti appassionatamente in coda al mattino ed alla sera dentro le nostre automobili…
Distinti saluti
Caselle, 3 febbraio 2027

sabato 7 novembre 2009

Un'occasione per la nostra città

Il noto pittore casellese Stefano Rollero ci invia alcune riflessioni che con piacere pubblichiamo.
Per pura curiosità sono andato a visitare il sito: http://www.stopalconsumoditerritorio.it/, sono stato colpito dal modello di "Cassinetta di Lugagnano", una comunità di quasi 1800 abitanti. Un paesino incastonata sulle sponde del Naviglio Grande, ad una ventina di chilometri a sud-ovest di Milano, nel mezzo dell'ultimo polmone verde che abbraccia il capoluogo lombardo. Un territorio fertile per l'agricoltura, un paesaggio ambientale e architettonico incantevole. Cosa ha deciso l'amministrazione? Di attuare una politica urbanistica e territoriale che metta in dubbio il principio della crescita infinita, obiettivo, semplice e dichiarato: fermarci, far respirare la terra e lanciare un messaggio nuovo ed inequivocabile, anche agli altri comuni. Qui mi fermo e vi invito a leggere il "minilibro" realizzato dal sindaco Domenico Finiguerra su: http://www.domenicofiniguerra.it/.
Detto ciò, è possibile conciliare la tutela dell'ambiente e lo sviluppo del territorio, la protezione della natura e l'attività dell'uomo?
In generale la tutela delle acque, la protezione della flora e della fauna, la difesa del suolo e la salubrità dell'aria, sono l'imperativo ecologico supremo che a Caselle cozza con altri e ben più potenti imperativi: il dominio dei cementificatori e del mercato immobiliare, il calcolo privatististico nelle scelte amministrative, l'affarismo e la speculazione.
Questa non è retorica, vorrei sostituire semplicemente l'equazione "sviluppo" = degrado ambientale, con l'equazione "tutela e valorizzazione della natura" = ambiente protetto risorsa per tutti.
Non mi pare una cosa astratta e impossibile.
Un esempio, che senso ha parlare (in futuro?) di un mega-parco nell'area del cono di atterraggio degli aerei, quando ci sono risorse naturali che non vengono valorizzate? Ad esempio il percorso della stradina sterrata, che da piazza Merlo raggiunge il lago Gioia di pesca sportiva e prosegue, affiancando la superstrada, fino a sbucare in strada Mappano. Attualmente è un'area lasciata all'abbandono, (passando in bici ho notato alcuni punti con scarico di rifiuti) perché non creare un progetto di recupero per un sentiero ciclopedonabile anche per disabili, attrezzato di valore naturalistico e, perché no, anche turistico?
Potrebbe essere nel suo piccolo, un contributo a capire che la natura sta nel saperci accorgere e stupire anche attraverso le sfumature delle foglie, l'insieme dei rovi, il fluire di un ruscello, lo spazio circondato da prati e svariati alberi, un riscoprire, vedere e sentire a livello sensoriale, emotivo e conoscitivo che il tram tram di tutti i giorni ci ha disabituati, e che fanno nel quotidiano occasione per un reale contatto con la natura.

venerdì 4 settembre 2009

Calce e carrello

I grandi centri commerciali crescono come funghi. In Piemonte il loro numero è raddoppiato in otto anni e un sacco di richieste di nuovi insediamenti sono al vaglio dell'apposita commissione regionale. Come abbiamo spesso denunciato su questo blog, il consumo di territorio cresce a ritmi frenetici senza alcuna programmazione efficace devastando il territorio e la rete del piccolo commercio.
Inoltre spess ci si trova di fronte a casi alquanto dubbi in materia di legalità e trasparenza delle procedure di acquisizione delle aree e delle convenzioni con le amministrazioni locali.
Nei giorni scorsi i consiglieri regionali Turigliatto e Lepri hanno presentato una proposta per mettere mano alle regole in questo settore, che evidentemente non stanno funzionando come dovrebbero.

mercoledì 29 luglio 2009

Matto mattone

Rispunta il mattone! Dopo i vari condoni edilizi, ecco l’ennesimo e fin troppo prevedibile “piano casa” con cui s’intende rilanciare l’economia italiana. Grazie ai fondi che verranno stanziati dal governo, i comuni potranno aggiornare i loro piani regolatori e dare il via alla costruzione di 100.000 alloggi.
Sembra proprio che per questo governo l’economia debba necessariamente passare anzitutto dal cemento, con grande profitto per i produttori dello stesso (compresa la mafia che ormai gestisce buona fetta del mercato edilizio in tutta Italia). Ma questa crisi economica non doveva forse farci riflettere e portarci a modificare il nostro sprecone stile di vita? Macché! Si preferisce addirittura costruire nuove e pericolose centrali nucleari piuttosto che ridurre semplicemente e saggiamente il consumo di energia.
Volendo comunque continuare a credere religiosamente nell’economia, non è di certo con simili provvedimenti “tampona falle” che potrà verificarsi il famigerato rilancio. E quando avremo costruito questi benedetti alloggi? E quando i cittadini avranno ben ampliato le loro case? E’ ovvio che si tornerà al punto di partenza.
Anzi, la situazione peggiorerà perché nel frattempo avremo distrutto altro territorio, messo ulteriormente in crisi l’ecosistema e il mancato investimento nei settori basilari dell’istruzione e della ricerca procurerà all’Italia uno spaventoso ritardo rispetto alle altre nazioni.
Un paese senza più ingegno né eccellenza è destinato a diventare un paese di manovalanza e ad assumere una marcia in meno rispetto ai propri concorrenti mondiali.
La situazione, quindi, è particolarmente grave e se non emergerà presto nessuna vera politica, nessun nuovo leader realmente illuminato che non brilli soltanto della luce riflessa dalle proprie sorgenti mediatiche, l’Italia potrebbe anche impiegare decine di anni per risollevarsi, ammettendo che vi riesca.

mercoledì 8 luglio 2009

Venaria: 2.000 nuovi alloggi in arrivo

Ogni tanto ci piace dare un’occhiata ai comuni limitrofi per osservare cosa accade oltre i nostri confini. Questa volta abbiamo volto lo sguardo a Venaria dove la locale amministrazione sta portando avanti un mega progetto di variante al Piano regolatore che prevede la costruzione di circa 2.000 nuovi alloggi e con un insediamento di circa 4.200 abitanti. Un impatto non indifferente per una cittadina di 34.000 abitanti.
Si tratto di decine di migliaia di metri quadri di territorio agricolo, di edifici pubblici che verranno demoliti o ristrutturati e piazze che faranno posto a nuovi insediamenti abitativi di cui nessuno sente la necessità, visto che negli ultimi sei anni Venaria ha perso circa 1.000 abitanti.
Questa di Venaria è l’ennesima conferma del fatto che i nostri territori sono presi d’assalto da uno sviluppo urbanistico spregiudicato e miope, da giunte di centro-destra e centro-sinistra.
L’età dell’oro dei palazzinari degli anni ’80 sembrava essere terminata per sempre, e invece la nuova generazione di amministratori locali ha affinato le capacità con l’esperienza, sperimentando nuove modalità per sostenere il partito del cemento (che, oggi come ieri, non conosce colore politico). Parlare di speculazione edilizia e di cementificazione del territorio è quasi un eufemismo.

lunedì 15 giugno 2009

Caro Beppe

E' la volta di Cose Nostre ritornare sull'argomento che tanto sta facendo discutere in questo ultimo periodo a Caselle. Ecco la replica del direttore del mensile edito dalla Pro Loco di Caselle agli strali lanciati dal sindaco in Consiglio comunale:

Caro Beppe,
perdonerai il tono informale, ma ci conosciamo da sempre e suonerebbe falso e distante qualsiasi altro modo di riferirmi a te.
Perché questa lettera? Venendo nello specifico, è che faccio fatica a credere che tu possa aver davvero proferito in una seduta del Consiglio Comunale quanto riportato da due settimanali locali. Anche se l’avessi sentito con le mie orecchie, ugualmente non mi capaciterei che tu possa sul serio pensare quanto pubblicato.
Per riassumere a coloro che si fossero persi gli antefatti, dirò che l’oggetto che ha scatenato la tua reazione è da ritenersi parte del contenuto dell’inchiesta condotta da Alessandro Forno sul futuro della realizzazione del progetto delle Aree ATA. In modo particolare, per ciò che m’è dato sapere, è stata fonte di profonda irritazione una dichiarazione di un nostro intervistato, il quale, nel numero di aprile di “Cose Nostre”, manifestava la sua perplessità per quanto accaduto parecchi anni or sono a terreni agricoli situati in zona Montrucca, terreni resi poi edificabili da un nuovo piano progettuale della Città.
Le frasi dell’ormai più volte citato “signor Antonio” sono diventate poi causa di un’interpellanza da parte del consigliere Andrea Fontana che ti chiedeva di dare direttamente conto in Consiglio Comunale di ciò che da noi era stato pubblicato, per fugare ogni possibile dubbio. Ancor prima di essere a conoscenza delle intenzioni del dottor Fontana, in una telefonata ti avevo proposto un’intervista che avrebbe dovuto idealmente chiudere la nostra inchiesta. Alla mia proposta avevi preferito rispondere dicendomi che non era il caso di spendere altre parole sull’argomento, proprio ora che tutto procedeva per il meglio e che finalmente ‘sta benedetta realizzazione del progetto poteva vedere la luce. Preferivi chiudere così, senza aggiungere altro. Punto.
Il seguito lo trovate qui.

lunedì 8 giugno 2009

Shopville: i dubbi aumentano

L’ultimo consiglio comunale di Caselle si è occupato dell’inchiesta di Cose Nostre sulle aree Ata, su cui dovrebbe sorgere la shopville, di cui ci siamo già occupati in passato.
Se qualcuno aveva qualche dubbio su questa vicenda, al termine della seduta non sono stati sicuramente diradati. Anzi, le parole del sindaco hanno avuto l’effetto opposto. Sarebbe bastato mostrare i documenti che dimostrano che quanto sostenuto dal sig. Antonio non è vero e tutto sarebbe stato chiarito definitivamente. Invece il nostro sindaco ha preferito attaccare il giornale, ha sostenuto che i documenti che comprovano la verità sono facili da reperire, però perché non sono stati portati in Consiglio comunale? Tutto questo altro non fa che aumentare i dubbi e le ombre su tutta questa vicenda, gettando altra benzina sul fuoco delle polemiche e fornendo nuovi argomenti alle male lingue di paese.
Non sarebbe stato meglio chiarire questa vicenda una volta per tutte, documenti alla mano?

lunedì 1 giugno 2009

Il male comune

La popolazione mondiale delle città ha superato di gran lunga quella delle campagne. Qualsiasi strategia economica, sociale, ambientale, energetica deve necessariamente passare dalla città. Cemento e asfalto continuano a divorare territorio, a volte legalmente a volte aggirando le leggi, altre volte ancora, le leggi si cambiano per sanare. Non ci sarebbe nulla di male se si mantenesse un equilibrio. Così però non è, almeno a giudicare da quello che è avvenuto negli ultimi anni. Da Nord a Sud la situazione è sempre la stessa: la città, anche se la popolazione non cresce o cresce di poco, si sviluppa mangiando terreni agricoli, che se producono agricoltura o sono semplicemente paesaggio valgono poco. Se invece si decide di costruirci sopra, valgono di più. E così all’improvviso la vita costa di più: case, affitti, cibo. Alla fine della partita è la destinazione del territorio che determina il valore della comunità che ci sta sopra. Cosa succede per esempio quando si rompe il rapporto tra quanto guadagniamo in stipendio o pensioni e il valore della casa dove viviamo? Cioè quando il valore immobiliare supera quello della comunità? E il “bene comune” che fine ha fatto?

Fonte: www.report.rai.it

venerdì 29 maggio 2009

Caro Dario, ti scrivo...

Oggi pubblichiamo la lettera scritta dall'associazione "Spina No Grazie" e diretta al segretario nazionale del Partito Democratico Dario Franceschini. Si tratta di un tema che spesso abbiamo affrontato sul nostro blog e che, come vedete, purtroppo non appartiene solo a Caselle.
"Sig. Dario Franceschini, Segretario del PD,
siamo i componenti di un Comitato apartitico, sorto spontaneamente alcuni mesi fa in Ciriè (Torino), cittadina di 18.000 abitanti circa. Il nostro Comitato “Spina No Grazie”, prende il nome dal progetto, così denominato, di una strada di circa 3,5 KM e larga 23 metri da inserire nel nuovo Piano Regolatore. La strada dovrebbe attraversare l’ultima zona di verde agricolo del nostro comune, distruggendo irreparabilmente campi, prati, cascine e sistemi di irrigazione, tutti operanti ed attivi. Abbiamo raccolto, ad oggi, oltre 6.000 firme di cui 4.000 di nostri concittadini (pari ad un terzo dei votanti) che vogliono opporsi a tale scempio. Per maggiori informazioni, la invitiamo ad approfondire il progetto e le nostre proposte alternative sul sito www.spinanograzie.org
Le scriviamo perché abbiamo apprezzato i suoi interventi contro la cementificazione dell’Italia ed a favore di una rivoluzione verde che preveda un maggior utilizzo delle fonti rinnovabili ed un incremento dei trasporti pubblici.
Abbiamo in particolare rilevato la sua indignazione nei confronti delle iniziative del Governo che prevedevano la possibilità di aumentare, indiscriminatamente e senza regole, del 20% la volumetria delle attuali abitazioni. Riteniamo che ancor più vigorosa sarebbe la sua opposizione se sapesse che la cementificazione potrebbe distruggere un’ampia zona di verde agricolo produttivo, come nel nostro caso.
L’Amministrazione Comunale di Ciriè, in uno degli ultimi consigli, ha dichiarato che il Nuovo Piano Regolatore sarà comunque presentato in tempi brevi, non tenendo in alcuna considerazione l’ampia opposizione che abbiamo raccolto.
Ci dispiace, ma dobbiamo comunicale che la maggioranza dell’Amministrazione comunale fa capo al suo partito. Non possiamo credere che le scelte ecologiche che lei ha, con tanto impeto, effettuato in questi ultimi mesi siano solo strumentali all’opposizione al Governo. Crediamo che siano i nostri Amministratori a non aver capito a fondo i nuovi indirizzi ecologici del PD.
Ora le domande che ci sorgono spontanee sono:
E’ possibile che degli Amministratori locali che aderiscono al suo partito (e ne abbiamo altri esempi anche nei paesi limitrofi), possano tranquillamente procedere nella cementificazione trascurando le indicazioni del loro Segretario politico e dei loro concittadini?
Non ritiene che le scelte urbanistiche di tali amministratori siano in così evidente contrasto con le sue direttive tanto da porli addirittura al di fuori del suo e del loro partito?
Possiamo comunicare ai nostri concittadini che gli Amministratori comunali di Ciriè, con le loro scelte urbanistiche, si stanno ponendo oltre i confini della loro organizzazione politica?
Come intende risolvere il gap, pensiamo che il problema sia nazionale, tra quanto viene enunciato da lei e dagli altri organi dirigenti con quanto viene praticamente attuato dagli Amministratori locali del suo partito?
La ringraziamo anticipatamente per la sua risposta e cordialmente la salutiamo."

mercoledì 29 aprile 2009

Il lato oscuro della shopville

Bisogna riconoscere che Cose Nostre sta svolgendo un’inchiesta molto interessante sulle aree Ata e sulla futura shopville. Nell’ultimo numero sono state pubblicate alcune interviste a cittadini casellesi. In particolare vogliamo focalizzare l’attenzione su quanto dichiarato dal sig. Antonio, residente di via Montrucca, che ad un certo punto, parlando della shopville, dice: “Noi di via Montrucca abbiamo già avuto anni fa un primo incontro con questa realtà quando alcuni responsabili di una società spagnola ci aveva contattati per capire chi fosse interessato a vendere e avevano ventilato la possibile costruzione di una shopville…” e poi continua: “la cosa che diventa difficile da capire, oggi, sono stati gli acquisti di terreni agricoli in zona alcuni anni fa… strano acquistare terreni per poi non utilizzarli; poi, magicamente, l’intervento del Comune e tutto è diventato edificabile…”
Se le parole hanno un significato, allora quelle pronunciate dal sig. Antonio non sono certo di poco conto e gettano un’ombra molto pesante su tutta quanta l’operazione fin dai suoi albori, a cominciare dai vari passaggi di proprietà dei terreni di quell’area e che potrebbe chiamare in causa anche chi, negli anni passati, ha gestito il piano regolatore di Caselle. Si tratta di parole che non possono lasciare indifferenti e di fronte alle quali non si può rimanere in silenzio.
Se le cose dette dal sig. Antonio sono vere, allora ne vedremo delle belle. Statene certi.

venerdì 10 aprile 2009

San Carlo si gioca il futuro

Come già fatto in passato, abbiamo provato a svolazzare un po' oltre i confini del nostro comunello per vedere come gli altri amministratori gestiscono il proprio territorio. E così abbiamo provato a dare un'occhiata a San Carlo.
Il piano regolatore di San Carlo risale al 1984. Circa 15 anni dopo ha subito una variante tecnica. L’attuale amministrazione guidata dal sindaco Chiaudano, al suo insediamento, ha previsto la redazione di un nuovo piano affidandone l’incarico a ben quattro professionisti.
Sono passati 4 anni e tutto tace. Secondo indiscrezioni tutto sarebbe bloccato da contrasti interni alla maggioranza. In ogni caso i tecnici hanno lavorato e prodotto una bozza che dovrebbe prevedere un incremento demografico di 700 abitanti. Più di mille secondo l’opposizione. Ma, come dicevamo, ufficialmente è tutto fermo. Anche qui, come altrove, nessuno ha sentito la necessità di coinvolgere la popolazione per verificare quali siano le eventuali esigenze. Come altrove gli unici ad incidere sul disegno urbanistico del paese sono professionisti ed imprenditori edili.
Scopo, nemmeno tanto nascosto, dell’amministrazione è poter incamerare gli oneri di amministrazione per foraggiare la spesa corrente. Il tutto senza fare una minima valutazione sui costi aggiuntivi che 700 o 1000 abitanti in più che siano comporteranno per le casse comunali, ovvero, opere di urbanizzazione a parte, almeno una scuola elementare e una scuola media nuove di zecca.
Ma prima di pensare di redigere questo nuovo piano regolatore, qualcuno ha pensato se fosse veramente necessario? Perché non ultimare prima il piano attualmente in vigore? Perché dopo 4 anni nessuno sa ancora niente sul lavoro compiuto da questi quatto professionisti incaricati dall’amministrazione e pagati dai contribuenti?
Sarà su questo che si giocheranno le prossime elezioni amministrative a San Carlo.

mercoledì 8 aprile 2009

Legge ad associationem

Alcuni deputati del Pdl hanno presentato nei giorni scorsi una proposta di legge in base alla quale le associazioni ambientaliste che cercheranno di fermare le grandi opere rischiano di dover pagare risarcimenti multimilionari.
La proposta di legge si intitola “Modifica all’articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale“, ed è stata presentata il 10 marzo da numerosi deputati del Pdl. Primo firmatario: Michele Scandroglio.
Questa proposta stabilisce che il risarcimento danni potrà scattare se esse presenteranno ricorso e se il ricorso verrà respinto e si applica solo alle associazioni ambientaliste. Non tocca i ricorsi portati avanti da altri soggetti. Ma la Costituzione non dice forse che “la legge è uguale per tutti”?
La proposta di legge parte dal presupposto che “le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al territorio di riferimento”, determinando “un ritardo costante del cantiere Italia” per realizzare rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori.
Per inciso, ricordiamo che in Italia si contano sulla punta delle dita i risarcimenti per danni ambientali da parte di industrie che hanno provocato morti, malattie e disastri irreparabili; comunque, sempre per cifre irrilevanti.

venerdì 27 marzo 2009

Shopville: come e quando?

Abbiamo già trattato in precedenza la questione del via libera alla trasformazione delle aree Ata in una gigantesca shopville. Al di là delle considerazioni di merito sulla reale necessità di questo corpo estraneo, cosa si costruirà di preciso però ancora nessuno lo sa. Si costruirà, ma non si sa bene cosa si costruirà. Strano, ma vero. Solitamente si decide cosa si vuole fare e poi si inizia. Qui invece sembra accadere il contrario. Nel frattempo a maggio inizieranno i lavori per rilocalizzare le case che si trovano all’interno dell’area interessata dai lavori. Poi si vedrà.
Intanto vogliamo raccogliere e rilanciare la proposta fatta da Cose Nostre: la realizzazione di un’opera di questa portata non può prescindere da un serio confronto con chi a Caselle ci vive. L’Amministrazione deve rispondere del proprio operato ai cittadini, non ai gruppi di interesse economico e speculativo.

mercoledì 25 marzo 2009

Come progettare un'altra città

Poco per volta la sensibilità a favore della salvaguardia del territorio sembra stia aumentando. Si stanno moltiplicando anche comitati ed associazioni che, soprattutto sulla spinta della campagna nazionale “Stop al consumo di territorio”, si pongono come obiettivo quello di contrastare tutte le decisioni che rischiano di compromettere in modo irreversibile il nostro territorio.
A Ciriè è nato un comitato in seguito alla volontà manifestata dall’amministrazione locale di costruire un'ampia strada, cosidetta "spina" che, partendo dalla cartiera De Medici, attraversa tutta la zona agricola a sud di Ciriè e raggiunge Nole, con l'insediamento di una prima nuova area industriale nel quadrilatero delle cascine storiche, facendo scempio di campi coltivati e produttivi. Questo comitato si è posto come obiettivo quello di far tornare suoi propri passi l’amministrazione comunale.
Per fare il punto su questa battaglia e per proporre un progetto di sviluppo alternativo della città, venerdì 27 marzo si terrà un convegno a cui parteciperanno Domenico Finiguerra (sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo comune italiano che ha decretato lo stop al consumo di territorio) e Francesco Vallerani (docente di geografia presso l’Università di Venezia). La serata si svolgerà alle ore 21.00 presso il centro socio-culturale, in corso Nazioni Unite 34 a Ciriè.

martedì 10 marzo 2009

Diga di Combanera: a chi serve?

Quando parliamo di difesa del territorio ma soprattutto su come si può "consumare il territorio" possiamo riflettere anche sui progetti che sono a noi vicino e che possono mettere a dura prova le risorse ambientali e naturali. La diga di Combanera, nelle Valli di Lanzo, è una di quei progetti sui quali riflettere.
Di tutto questo se ne discuterà mercoledì 12 marzo, alle ore 21.00, a Borgaro in via Diaz 15 durante il dibattito organizzato dal Circolo Berlinguer, da Rifondazione Comunista e da Civica.
Una videoproiezione relativa alle caratteristiche e alle problematiche del progetto aiuterà i presenti a cercare di capire “a cosa serve, a chi, quanto ci costerebbe e chi dovrebbe pagare” la diga di Combanera.
Sono tre le domande poste dagli organizzatori: perché raccogliere 50 milioni di metri cubi di acqua sopra le teste della gente quando la rete di acquedotti esistente in Torino e provincia ne disperde il 30% (70 milioni di metri cubi) l’anno? Perché non si risanano quegli acquedotti con maggior vantaggio per noi e per l’ambiente anziché distruggere in modo permanente una valle? Perché costruire un’enorme diga in una zona ad elevata sismicità?
E la conclusione è di quelle amare: il costo di quest’opera in termini di denaro pubblico, di invivibilità nella valle (per anni), di danni ambientali e dissesto geologico (per sempre) sarebbe altissimo.

lunedì 9 marzo 2009

Le nostre richieste all'Amministrazione

Ancora una volta torniamo sulla vicenda Baulino. Nei giorni scorsi, insieme al comitato Vivi Caselle abbiamo sottoscritto una lettera con cui si invoca la sospensione di ogni atto amministrativo riguardante la costruzione del nuovo Baulino in strada Caldano. La richiesta è motivata con il fatto che questa decisione, come altre in passato, lede pesantemente gli interessi collettivi. Inoltre vengono in questo modo violate alcune specifiche norme del Testo Unico degli Enti Locali e dello Statuto comunale sulla consultazione dei cittadini e di eventuali comitati e associazioni presenti sul territorio. Oltre alla sospensione dei provvedimenti amministrativi, chiediamo che si apra finalmente un confronto pubblico e partecipato con cittadini, associazioni e comitati sulle scelte politico amministrative che coinvolgono gli interessi della popolazione, a cominciare dalla gestione del territorio, continuamente e pesantemente devastato dal cemento. Altrimenti siamo pronti ad utilizzare tutti gli strumenti democratici e giuridici consentiti dalle leggi vigenti. Tra queste, una volta entrata in vigore, anche la class action che prevede come conseguenza, nei casi più gravi, la richiesta di commissariamento del comune in caso di inadempienza. In ogni modo speriamo davvero di non dover giungere a tanto, confidando che il buon senso possa avere la meglio.

mercoledì 4 febbraio 2009

La battaglia ha inizio

Torniamo ad occuparci della campagna per la tutela del territorio avviata da poco a livello nazionale da un comitato, a cui ha aderito anche NonSoloCaselle, che promette di farsi sentire. Ne pubblichiamo con piacere il comunicato che ci ha inviato.


Dopo la prima affollata assemblea nazionale dello scorso 24 gennaio a Cassinetta di Lugagnano (primo Comune d’Italia ad essersi dotato di un piano regolatore a "crescita zero"), la campagna nazionale del neonato Movimento per lo “Stop al Consumo di Territorio” inizia la sua azione sui singoli territori.
L’avvio spetta ai cittadini piemontesi del Monferrato, del Roero e delle Langhe, primi promotori del Movimento, con due assemblee territoriali: ad Asti (sabato 7 febbraio) e ad Alba (sabato 14 febbraio).
In queste prime settimane alla segreteria del Movimento stanno giungendo decine di segnalazioni (in gran parte di drammatica “emergenza”) relative a situazioni in corso di pianificazione o realizzazione in ogni angolo del nostro Paese, che cercheremo di rappresentare anche graficamente sul sito della campagna e che testimoniano l’urgenza di sollevare ovunque la prima questione essenziale evidenziata dal nostro manifesto nazionale: la richiesta ufficiale dei cittadini ai loro amministratori - a livello di ciascun Comune italiano – affinché si sospendano i piani regolatori, le lottizzazioni in corso, le varianti in discussione ecc. e si provveda ad una necessaria e non più rinviabile opera di censimento del patrimonio edilizio esistente e sulla base di quei dati (misurati in termini di metri cubi cementificati, di abitazioni vuote e di capannoni abbandonati ovvero non occupati da attività), riconsiderare ogni tipo di pianificazione futura.
Non possiamo, evidentemente, attendere oltre: i segnali che arrivano da Comitati, Gruppi, singoli cittadini vanno esattamente in questa direzione, e in molte parti d'Italia ci si sta organizzando per sostenere quella che è innanzitutto una battaglia culturale.

lunedì 12 gennaio 2009

La salvaguardia del territorio prosegue

E' con molto piacere che diamo spazio a questa comunicazione che ci è stata inviata dagli promotori della campagna "Stop al Consumo di Territorio".

Carissime e carissimi,
la risposta che abbiamo ricevuto alla prima fase della Campagna Nazionale "Stop al Consumo di Territorio" è andata al di là di ogni nostra più rosea previsione.
In pochi giorni si avvicinano ormai a mille le adesioni di singoli cittadini, amministratori, comitati, associazioni, architetti ed urbanisti provenienti da tutta Italia.

In queste ore è stato aperto, in forma ancora parziale, il sito internet dedicato alla nostra Campagna Nazionale:
http://www.stopalconsumoditerritorio.it
dove verranno progressivamente fatte convergere anche le singole campagne locali che si sono sviluppate e si potranno sviluppare in tutto il Paese.

Su facebook sono stati creati da pochissimi giorni sia un gruppo (
http://www.facebook.com/home.php#/group.php?gid=55328756150), che una causa (http://apps.facebook.com/causes/178309?m=7d6fff67&recruiter_id=24690248)

L'attenzione è in crescita, ma si sa che per renderla davvero visibile, dobbiamo far diventare la nostra campagna, un caso nazionale.
E siccome il consumo di territorio E' una piaga nazionale, il tema deve venire fuori.
Con la vostra adesione, avete alzato la mano. Avete detto che ci siete. Ora, vi chiediamo di entrare nel movimento di opinione, prenderlo in mano insieme a noi e propagarlo, come un'onda anomala.
Rendendolo da un lato una realtà di livello nazionale, dall'altro uno strumento locale, da utilizzare per dare maggior forza alle azioni di tutela del paesaggio, dell'ambiente e del patrimonio artistico e architettonico che molti di Voi conducono o condurrebbero nel territorio di appartenenza.

Ciò che chiediamo, ora, è di moltiplicare la campagna.
Inviate e chiedete l'adesione a tutte le vostre mailing list.
Stampate il volantino e il manifesto, magari integrandolo con una declinazione locale, distribuitelo nei vostri territori e raccogliete le adesioni di chi non ha accesso a internet.

Sono in pochi a tirare le fila del mattone e del cemento, ma sono saldati da una specie di malta invisibile. Sono pochi, ma si sa ... gli interessi talvolta sanno muovere le montagne...
Noi, chi vorrebbe tutelare e salvare il patrimonio d'Italia, siamo in tanti, ma disuniti e disarticolati. Dispersi in valli, baie e radure.
Per riuscire a competere e ad incidere veramente dobbiamo unire le forze e presentarci come una realtà unita che dica forte e chiaro STOP AL CONSUMO DI TERRITORIO.

L'obiettivo è semplice e concreto: mettere al centro dell'agenda politica nazionale e delle migliaia di agende politiche locali il tema del risparmio del suolo.

Questa campagna è nata quasi per caso, da un fortuito incontro tra cittadini, urbanisti e amministratori. Sarebbe un bene per tutto il paese, se l'incontro fortuito avvenisse con tutti gli italiani.

lunedì 22 dicembre 2008

Stop al consumo di territorio

L'abbiamo spesso ripetuto su questo blog: sempre più terreni agricoli vengono costruiti e occupati da edifici residenziali e aree commerciali, così che il consumo di territorio progredisce velocemente e pericolosamente. Abbiamo portato esempi di cattiva gestione del territorio a Caselle. Però il problema non è solo di Caselle ed è sempre più diffuso in molte parti d'Italia. E' così che, negli ultimi mesi, un gruppo di persone di Langhe, Roero e Monferrato ha sviluppato l'idea di dare vita ad un concreto movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato.
Questo gruppo di pionieri ha incontrato e sta incontrando adesioni ed entusiasmi da più parti. Insomma, il progetto è diventato un Movimento nazionale. Dopo le prime importanti adesioni, la sensazione è che il nascente Movimento "Stop al Consumo di Territorio" possa essere in grado di scatenare un dibattito serio. E chissà che anche a Caselle non ci sia qualcosa che sta bollendo in pentola. Staremo a vedere.
Nel frattempo sono stati pubblicati un appello ed il manifesto della campagna. Chi volesse aderire può comunicarlo direttamente a info@altritasti.it oppure a altritalialtromondo@gmail.com indicando: cognome e nome, via, cap, comune, provincia, indirizzo mail, eventuale indicazione di cariche all’interno di associazioni, enti, comitati.
Infine è anche attivo un gruppo su Facebook al seguente indirizzo: www.facebook.com/group.php?gid=55328756150.

mercoledì 3 dicembre 2008

Quando si dice la trasparenza

Nel post precedente ci siamo rammaricati del fatto che il nuovo piano regolatore di Caselle, che dovrebbe vedere la luce nel 2009, si stia sviluppando senza il minimo coinvolgimento di chi ci vive.
Abbiamo voluto dare un’occhiata in giro per capire come funziona da altre parti e abbiamo trovato a Mezzago, in provincia di Milano, un esempio molto interessante. L’amministrazione di questo comune ha avviato un processo di partecipazione della comunità locale alla redazione del piano di governo del territorio.
Il Comune ha invitato le associazioni, i comitati, tutti i cittadini a portare le proprie idee, progetti e proposte ai tavoli di lavoro che saranno attivati su tutto il territorio comunale.
Un processo limpido e cristallino alla luce del sole. La filosofia di fondo che anima questo percorso partecipativo è il coinvolgimento diretto della comunità locale nella condivisione delle scelte e della gestione del territorio.
Un po’ come a Caselle…