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lunedì 22 febbraio 2010

Una serata da non perdere

Abbiamo trattato più volte della questione riguardante il rimborso dell'iva ingiustamente pagata con la tassa rifiuti. Qui a fianco abbiamo anche pubblicato un fac-simile da utilizzare per chiedere il rimborso. Sappiamo che è stato utilizzato da molti, così come in molti si sono recati presso lo sportello di Borgaro in via Diaz 15 per avere informazioni e chiarimenti al riguardo. Cosa che purtroppo non ha ottenuto chi si è rivolto agli sportelli comunali.
Proprio per cercare di venire incontro alle esigenze di un ampio numero di cittadini, l'associazione culturale In-Difesa, il movimento democratico Civica ed il gruppo consigliare Sinistra per Caselle e Mappano hanno organizzato una serata informativa su questo argomento. L'appuntamento è fissato per giovedì 25 febbraio, alle ore 21, presso il Cim di Mappano, in piazza don Amerano 1. E' previsto l'intervento di esperti che illustreranno la procedura per la richiesta del rimborso e cercheranno di chiarire tutti i dubbi del caso.

mercoledì 10 febbraio 2010

Compost: fermiamo la puzza!

Sabato 13 febbraio, a partire dalle ore 14.00 in piazza Don Amerano, a Mappano, il Comitato Spontaneo per l’Ecologia ha organizzato una manifestazione per chiedere una soluzione definitiva alla puzza emanata dall'impianto di compostaggio di Borgaro. Si partirà in corteo verso l’impianto con presidio fino alle ore 17.30 e ritorno con fiaccolata fino in piazza.
Inoltre segnaliamo che il Comitato ha creato un’apposito gruppo su Facebook al quale tutti possono aderire per restare costantemente aggiornati sulle attività del comitato stesso.

lunedì 28 dicembre 2009

Rifiuti: aumenti in arrivo?

In molti avranno notato che nei giorni scorsi la raccolta dei rifiuti da parte di Seta ha lasciato parecchio a desiderare. I cassonetti messi puntulamente fuori per essere svuotati sono rimasti pieni. Basta fare un giro per Caselle ed è facile scorgere cassonetti straripanti di riufiuti come quelli nella foto (scattata in via Che Guevara).
Ultimamente Seta non è nuova ai disservizi. Basti pensare al mancato spazzamento delle foglie in alcune zone della città, o alla saltuaria mancata raccolta dei rifiuti.
Che la società incaricata della raccolta rifiuti, di cui il nostro comune è socio, non versi in buone acque è risaputo: circa 20 milioni di debiti, se non di più. A questo bisogna aggiungere il fatto che tra qualche giorno, il 31 dicembre, la discarica di via Germagnano verrà chiusa definitivamente. I nostri rifiuti saranno conferiti a Pianezza. Questo produrrà inevitabilmente una lievitazione dei costi di conferimento. Su chi graveranno questi ulteriori costi sommati ai debiti causati dalla cattiva gestione della società? In molti sono pronti a scommettere che saranno i cittadini a doversi sobbarcare questi costi sulla prossima bolletta.
Per inciso vogliamo ricordare che il presidente di Seta in carica durante il periodo in cui si è creato gran parte del debito è stato premiato dal proprio partito, facendolo eleggere in Parlamento.
Anno nuovo, storia vecchia.

venerdì 4 dicembre 2009

Iva rifiuti: una buona notizia

I cittadini di Beinasco verranno rimborsati dell'Iva indebitamente pagata per la bolletta dei rifiuti. E' il frutto della mozione presentata in Consiglio comunale dal Pd e recepita dall'amministrazione beinaschese (passata dalla Tarsu alla Tia nel 2005): niente più Iva nella bolletta dei rifiuti e rimborsi per quanto pagato negli anni precedenti. Si tratta di una decisione positiva che crea un precedente a cui potersi appellare.
Quella della Tia è una vicenda che negli ultimi mesi è stata molto discussa sui banchi dei vari Consigli comunali e nei confronti della quale le amministrazioni locali stanno prendendo tempo, compresa quella di Caselle.

Intanto a Borgaro prosegue l’attività dello sportello presso cui potrà rivolgersi chi desidera compilare la richiesta di rimborso dell’iva sulla tassa rifiuti. Ricordiamo che lo sportello che si trova in via Diaz 15 è aperto il martedì dalle 16 alle 18 ed il giovedì dalle 10 alle 12 ed è attivo anche per altri tipi di consulenza.

lunedì 28 settembre 2009

Rimborso iva tassa rifiuti: da ottobre apre lo sportello

Come promesso in precedenza, informiamo tutti coloro che sono intendono richiedere il rimborso dell'iva sulla tasssa rifiuti che a partire da ottobre, verrà aperto lo sportello presso cui ci si potrà recare con le bollette per effettuare i calcoli e compilare la richiesta di rimborso. Lo sportello si trova a Borgaro, in via Diaz 15, nei pressi della stazione ferroviaria e sarà aperto tutti i martedì dalle 16 alle 18 e tutti i giovedì dalle 9 alle 12.
Questo sportello sarà attivo non solo per i rimborsi dell'iva sulla tassa rifiuti, ma sarà anche possibile richiedere l'attestazione ISEE per le tasse universitarie, la riduzione delle mense scolastiche e le rette per l'asilo nido, ottenere informazioni per la regolarizzazione di colf e badanti e tanto altro ancora.
Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al numero 340 6911301.
Ricordiamo infine che chi volesse scaricare il modulo per la richiesta di rimborso dell'iva sulla tassa rifiuti può cliccare qui.

mercoledì 9 settembre 2009

Come chiedere il rimborso dell'iva sui rifiuti

Abbiamo trattato nei giorni scorsi la notizia relativa alla sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che la tariffa rifiuti (tia o tarsu) non è soggetta ad iva. Pertanto l’iva del 10% finora pagata non era dovuta. La Corte Costituzionale ha sancito che sia la tia (tariffa igiene ambientale) che la tarsu (tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbano) sono da considerarsi tributi ed in quanto tali non possono essere soggette ad ulteriore tassazione. Non sarebbe certo la prima volta che si paga la tassa sulla tassa. In Italia ormai siamo abituati a tutto, ma questa volta la Giustizia ha fatto il proprio dovere ed ha messo i puntini sulle i. A questo punto sarebbe opportuno chiedere il rimborso dell’iva indebitamente richiesta e pagata da comuni ed aziende municipalizzate.
Per quanto riguarda Caselle, il passaggio formale da tassa (tarsu) a tariffa (tia) è avvenuto nel 2005, anno in cui è stata introdotta l’iva del 10%. Bisogna quindi partire dal 2005 per calcolare l’importo per cui chiedere il rimborso. L’importo è riportato sulla bolletta di ogni anno. Per facilitare le cose abbiamo predisposto un modulo che ognuno può adattare alle proprie esigenze. E’ sufficiente cliccare qui, copiare il tutto ed incollarlo in un normalissimo documento di word. Non dimenticate di allegare le bollette e di spedire il tutto con raccomandata a Seta ed al Comune di Caselle.
Per chi invece avesse delle difficoltà o bisogno di aiuto, nei prossimi giorni sarà attivo uno sportello presso cui recarsi con le bollette per effettuare i calcoli e compilare la richiesta. Appena sarà attivo, ne daremo notizia su questo sito e sui settimanali locali.

lunedì 24 agosto 2009

Recuperiamo l'iva dai rifiuti

Di solito quando si rientra dalle vacanze c’è sempre qualche sorpresa dietro l’angolo che ci aspetta. Spesso si tratta di una sorpresa amara, questa volta però potrebbe trattarsi di una bella sorpresa, anche se la notizia non è proprio freschissima.
La Corte Costituzionale ha stabilito con una sentenza che la tariffa rifiuti in realtà è una tassa e come tale non è soggetta ad iva. Ne consegue che circa quindici milioni di famiglie italiane avranno diritto a vedersi rimborsata l’iva pagata sulla tarsu negli ultimi dieci anni. Si tratta tra l’altro di cifre non trascurabili sia a favore delle famiglie, sia a carico dello Stato, che sarebbe chiamato infatti a restituire ben 5,25 miliardi di euro di iva sulla tassa rifiuti degli ultimi dieci anni per una media pari a 350 euro a famiglia.
A questo punto che ci resta che metterci all’opera e richiedere il rimborso.

lunedì 27 luglio 2009

Basta poco, che ce vò?

"Giuseppe Marsaglia Cagnola è il nuovo presidente di Trm, Trattamento Rifiuti Metropolitani, società che deve progettare, realizzare e gestire il termovalorizzatore del Gerbido. Il neo presidente, indicato dai soci di minoranza, resterà in carica, come tutto il cda nominato oggi, per un triennio, fino al 2012. La Città di Torino, socio di maggioranza di Trm, ha confermato Bruno Torresin nella carica di amministratore delegato".
Questo è il testo della notizia diffusa venerdì 24 luglio dall'agenzia stampa Adnkronos.
In passato il nostro sindaco ha sempre tentato di tenere il piede in due scarpe per non scontentare nè i fautori dell'incenerimento dei rifiuti nè chi propende per altre soluzioni meno invasive e dannose per la salute dei cittadini. Ha sempre dichiarato pubblicamente di voler capire i pro ed i contro dell'una e dell'altra soluzione. E' stato sufficiente che l'ex senatore ed ex sindaco di Borgaro lasciasse libero lo scranno di presidente (con relativo "stipendio") della società di gestione del nuovo inceneritore del Gerbido che le idee si sono schiarite.
In fondo basta poco, che ce vò?

lunedì 20 luglio 2009

I rifiuti pedinati

In Italia la raccolta differenziata è obbligatoria (anche se non la si fa dappertutto) ma la legge non prescrive di mandare i rifiuti differenziati all’effettivo riciclaggio.
Negli Stati Uniti ed in Inghilterra sta per iniziate un piccolo esperimento: mescolare all’immondizia schede sim tipo quelle dei telefonini e poi seguirne il percorso. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla rivista New Scientist e dal Massachusetts Institute of Technology che hanno messo a punto un progetto per seguire il cammino dell’immondizia a Seattle, New York e Londra.
Alla fine dell’estate verranno mescolate ai rifiuti numerose schede sim tipo quelle dei telefonini, in grado di segnalare ogni 15 minuti la loro posizione. Il segnale verrà ricevuto dalle antenne per i telefoni cellulari ed inviato al Massachusetts Institute of Technology.
Scopo di questa iniziativa è indurre la gente a farsi carico dell’inquinamento che essa produce. E’ troppo facile buttare la roba che non serve nell’immondizia affinché qualcuno la porti in un qualsiasi luogo, purché lontano dagli occhi.
Sarebbe interessante fare una cosa del genere con l’immondizia di casa nostra. Si chiarirebbero così i dubbi su dove vanno effettivamente a finire i nostri rifiuti: tutti insieme in discarica o effettivamente avviati al riciclaggio?
I dati ci dicono che a Caselle la percentuale di raccolta differenziata è abbastanza elevata, ma qualche anno fa un’inchiesta giornalistica aveva appurato che, almeno a Torino città, una consistente parte dei rifiuti coscienziosamente differenziati finisce in discarica.

lunedì 6 luglio 2009

Da riserva a discarica

La riserva della Vauda sta diventando sempre terra di nessuno. Basta avventurarsi nelle strade e nei sentieri che la attraversano per imbattersi in rifiuti abbandonati un po’ ovunque in mezzo al verde, prostitute che si appartano con i clienti, carcasse di auto, baracche abusive. E con altrettanta facilità e possibile incontrare motocrossisti che scorrazzano impunemente tra prati e sentieri, incendi dolosi che, ogni anno, distruggono ettari di vegetazione e bracconieri che impallinano caprioli, volpi, lepri e uccelli protetti. Se poi aggiungiamo che anche le amministrazioni locali ci mettono del proprio proponendosi di asfaltare strade bianche rimaste intatte per più di un secolo, allora la frittata è fatta.
Questa situazione è stata denunciata nei giorni scorsi da alcuni ambientalisti della zona con una lettera al presidente della Regione Piemonte ed all’assessore all’ambiente e successivamente con un’interrogazione dal consigliere Turigliatto.
Staremo a vedere gli sviluppi. Al momento però non c’è da stare tranquilli, anche perché chi si propone di documentare e denunciare il degrado di quest’area viene prontamente sanzionato dall’amministrazione comunale che si rende così complice di questa situazione di degrado e di illegalità.

mercoledì 6 maggio 2009

La montagna di rifiuti

La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalle ecomafie in Italia ha raggiunto la vetta di 3.100 metri con una base di 3 ettari, un'altezza quasi quanto quella dell'Etna. Non è mai stata così alta. Questa la durissima denuncia contenuta nel rapporto Ecomafie 2009 di Legambiente.
Questa montagna di rifiuti speciali spariti nel nulla ha movimentato lo scorso anno un giro di affari di circa 7 miliardi di euro, contro i 4,5 miliardi del 2007. Dal 2002, anno di entrata in vigore del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 123 le operazioni giudiziarie portate a termine contro i "signori dei veleni", raggiunti da ben 798 ordinanze di custodia cautelare, con 2.328 persone denunciate e 564 aziende coinvolte. Un risultato straordinario che testimonia tutta l'efficacia di quello strumento normativo. Ma il lavoro per gli investigatori certo non manca: per 31 milioni di tonnellate di rifiuti industriali è certa la produzione ma assolutamente ignota la destinazione finale.

Qui la notizia completa pubblicata dal sito di RaiNews 24

lunedì 16 marzo 2009

Raccolta differenziata contro la crisi

Diamo spazio ad una riflessione di Roberto Cavallo, scrittore nonchè ex assesore all'ambiente del comune di Alba ed esperto in materia di rifiuti. Una ricetta diversa per affrontare la crisi.

Grandi opere, ecoincentivi, permessi di costruire, condoni: molti tentativi si rincorrono per cercare vie da esplorare per vincere una crisi complessa.
Vorrei provare a fornire una proposta al governo e ai decisori.
Abbiamo una grande opportunità in Italia per creare posti di lavoro a costo ridotto per la società: promuovere la raccolta differenziata di tipo domiciliare.
Le amministrazioni virtuose italiane che hanno già intrapreso questa via hanno dimostrato come il cambiamento della raccolta rifiuti da stradale a domiciliare, con una raccolta differenziata integrata, necessita almeno del 50% di manodopera in più.
In pratica servire i 45 milioni di italiani, che ancora non lo sono, con raccolta domiciliare, significherebbe creare circa 100.000 posti di lavoro diretti.
Un intervento di questo tipo ha tre considerazioni immediate:
- richiede tempi di attivazioni rapidissimi, dell’ordine di mesi, come si direbbe per le grandi opere è immediatamente cantierabile;
- dà ordine al sistema dei rifiuti riportando le materie nei canali corretti contribuendo al contenimento della produzione complessiva, aumentando l’efficienza degli impianti di smaltimento, garantendo un maggior controllo di filiera evitando conferimenti fraudolenti;
- aumenta la qualità (non solo la quantità) delle materie prime seconde, creando ulteriori posti di lavoro nel comparto del recupero, quantificabili in ulteriori 100.000 posti di lavoro. Comparto a dura prova della crisi globale, ma certamente più flessibile dell’industria classica che si basa sull’utilizzo delle risorse naturali prime, distanti e costose.
Ovviamente tutto ciò ha un costo: la raccolta e il trattamento post raccolta costano mediamente il 30% - 50% in più dell’attuale costo di raccolta.
È altresì vero che in questo modo diminuiscono i costi alla collettività dello smaltimento finale (discariche in particolare) e il modello nell’arco di 3 anni può raggiungere un nuovo equilibrio.
Si tratta di sottrarre risorse dallo smaltimento per investirle nelle raccolte.
In termini ancor più visivi si tratta di smetterla di buttare biglietti da 100 euro sotto terra e darli alle persone.
Se poi il governo decidesse di investire per contenere l’aumento di costi dello start up l’intera operazione il costo complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 900 milioni di euro.
Meno di un miliardo di euro per 200.000 posti di lavoro!

mercoledì 18 febbraio 2009

Buone pratiche: detersivi self service

Abbiamo già avuto modo di parlarvi del latte alla spina. Ora vi vogliamo segnalare un’altra iniziativa che sta riscuotendo molto successo. Si tratta della vendita dei detersivi alla spina.
Il sistema è quanto di più semplice si possa immaginare: i consumatori, già dotati di proprio flacone o bottiglia rigorosamente vuoti, non devono far altro che presentarsi al distributore automatico, inserire il contante richiesto e riempire il contenitore. Tutto qui. Il flacone si acquista la prima volta e si riutilizza poi in seguito, con un duplice vantaggio: il costo del detergente inferiore alla media e il ridotto impatto ambientale che deriva dal mancato utilizzo di volta in volta di nuove confezioni e imballi.
Quanto alla tipologia dei prodotti, l’offerta è davvero assortita, visto che all’occorrenza è possibile acquistare praticamente ogni sorta di detersivo (lavaggio di piatti a mano, lana e delicati, capi scuri, ammorbidente, smacchiatore, pavimenti, vetri, multiuso, lavastoviglie liquido, lavatrice liquido ed ecologico, cera per pavimenti, ecc.).
Il progetto è promosso dalla Regione Piemonte, che ha riunito a un tavolo di lavoro le case produttrici del settore e le maggiori catene della grande distribuzione per favorire la diffusione dei distributori “fai da te”. La filosofia che sta alla base del progetto è quella di riutilizzare tutto ciò che può essere nuovamente usato e ridurre gli imballaggi per diminuire rifiuti, utilizzo di energia ed emissioni di anidride carbonica legate a processi produttivi e trasporti di materie prime e prodotti.
Tradotto in cifre, nei primi 20 mesi sono state risparmiate circa 10 tonnellate di plastica (pari a circa 280 mila bottiglie) e 5,6 tonnellate di cartone, evitando l’immissione in atmosfera di 28,1 tonnellate di anidride carbonica e facendo risparmiare 433,22 MWh di energia e 42,19 milioni di litri d’acqua.
Peccato che nella nostra zona i punti vendita siano ancora poco diffusi. E’ comunque disponibile un elenco dei punti vendita che hanno aderito all’iniziativa della Regione.

venerdì 6 febbraio 2009

Seta scura

Oggi vi vogliamo parlare di Seta, l'azienda a partecipazione pubblica che gestisce la raccolta rifiuti a Caselle come in altri comuni della zona, che ultimamente sta diventando protagonista di alcune vicende poco chiare.
Dapprima è stata protagonista, senza che nessuno dicesse nulla, comune di Caselle compreso, di un aumento del 12% della tariffa rifiuti. Aumento avvenuto in maniera molto subdola in quanto la bolletta arrivata a casa riporta grosso modo lo stesso importo dello scorso anno, salvo poi scrivere (in piccolo ovviamente) che quello è solo un acconto dell’88%...
In seguito è balzata all’onore della cronaca per la difficile situazione economica che sta attraversando: molti fornitori attendono da mesi di essere pagati, mentre il consiglio di amministrazione grava sui contribuenti per 154.800 euro all’anno.
Nei giorni scorsi invece si è scritto sui giornali locali di una richiesta di informazioni alle aziende di Caselle in merito alle planimetrie ed ai dati catastali dei fabbricati. Questione sollevata da un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dal centro destra.
Ma che stanno facendo i comuni soci di questa società che anziché tutelare i propri cittadini sembrano starsene con le mani in mano?

venerdì 21 novembre 2008

Uno spazio per il dono

Pubblichiamo oggi un articolo di Domenico Barranca, ideatore di un interessante sito internet: www.eco-riciclo.it.

Quante volte ci siamo liberati di oggetti “vecchi” e che a noi non servivano più e che solo apparentemente erano inutili? Molto probabilmente erano oggetti che potevano servire ad altre persone.
Peccato che non c’era il modo di metterle in contatto tra loro. Chissà quanti genitori possono regalare o vogliono scambiare oggetti e giochi che riguardano i loro bimbi. In genere, quando possono, lo fanno solo con altri genitori che conoscono già.
E se si potesse allargare il giro mettendo in contatto genitori della stessa città e/o provincia? Di occasioni per poter riciclare oggetti che possono servire ad altri ce ne sono tante, come i traslochi oppure riciclare i regali inutili ricevuti durante le feste e chi più ne ha più ne metta.
Il sito http://www.eco-riciclo.it/ permette lo scambio, o il prestito o semplicemente la donazione di oggetti che altrimenti andrebbero a finire in discarica o peggio ancora in pasto agli inceneritori (che inquinano).
Il prestare, donare e il barattare permette di inquinare meno in quanto prolungando la vita degli oggetti, non se ne comprano di nuovi. In questo sito non si effettua nessuna compra/vendita e basta semplicemente avere un indirizzo di posta elettronica per permettere a qualcuno altro, che non si fa problemi, di utilizzare oggetti di seconda mano.
Chi dona e chi scambia ottengono lo stesso obiettivo e cioè un minore inquinamento, anche se con tale sito non si risolve l’annoso problema dei rifiuti, ma di sicuro qualche oggetto non andrà a finire in discarica o “incenerito”.
L’idea del sito è nata sia da un’educazione, avuta sin da bambino, basata sulla sobrietà, ma anche, da quando sono diventato genitore, a volere donare o scambiare o in alcuni casi prestare e ricevere in prestito oggetti che fanno parte del mondo dei bimbi, come giocattoli, lettini, passeggini, ecc.
Convinto che per fare del bene a se stessi bisogna fare del bene alla comunità in cui ciascuno di noi vive, e viceversa, ho pensato che allargando tale iniziativa il più possibile si potesse dimostrare che si vive bene anche e soprattutto senza farsi prendere dalla smania di dover comprare sempre e comunque.

domenica 2 novembre 2008

Prigionieri dei rifiuti

Dopo le tanto criticate leggi "ad personam" ecco arrivare la prima legge "ad regionem". In base ad un nuovo decreto legge, infatti, chi abbandonerà rifiuti ingombranti rischierà l’arresto. Ma solo in Campania. Nelle altre regioni, però, tutti potranno continuare a liberarsi di materassi e lavatrici ovunque, tanto si rischia solo qualche piccola ammenda.
Mi chiedo, però, se è stata prevista qualche sanzione per le industrie del nord che inviano i loro rifiuti tossici in Campania attraverso vie illegali o autorizzate.
Mi chiedo se nella Terra dei fuochi si sono intensificati i controlli, visto che le ecoballe e i rifiuti di vario genere che bruciano costantemente emanano miasmi tossici.
Mi chiedo, mentre tutto il mondo indica gli inceneritori come obsoleti, come mai in Italia ne siano previsti di nuovi e, visto che una delle società che li produce è della Marcegaglia, mi domando se non ci sia qualcosa di strano.
Io mi pongo delle domande, ma sono solo un povero gabbiano spennacchiato e non conto nulla. Vedo però che laddove prima c'era un cumulo di eternit abbandonato e segnalato alle autorità, ora c'è un cumulo più grande di pietre che copre l'eternit, così non vedo più l'eternit. E tutti quanti vissero felici e contenti...

sabato 11 ottobre 2008

Meno rifiuti nella culla

L'amministrazione comunale di Piossasco, dopo aver raggiunto il 73% di raccolta differenziata, sta lavorando per ridurre la quantità di rifiuti prodotta. E' stato infatti stanziato un incentivo di 200 euro alle prime otto mamme che acquisteranno un set di pannolini riutilizzabili.
A dire la verità non si tratta di un'iniziativa nuova di zecca. Infatti, per far conoscere e diffondere l’uso di pannolini lavabili e riutilizzabili, la Provincia di Torino ha avviato un progetto sperimentale in collaborazione con la Novacoop (supermercati Ipercoop) e con i Comuni di Beinasco e Chieri. Questo progetto prevede la distribuzione di buoni sconto alle famiglie dei due comuni che hanno figli nati fino al 2008 e che ne faranno richiesta, per l'acquisto di 4 kit. Il contributo destinato dalla Provincia di Torino copre fino al 46% del costo dei prodotti, a seconda del numero di kit acquistati.
Nella nostra provincia, i pannolini sono smaltiti esclusivamente in discarica, andando ad aggravare la già critica situazione degli impianti di smaltimento. La diffusione di pannolini riutilizzabili fornirebbe un contributo non indifferente alla riduzione dei rifiuti, soprattutto se si considera il fatto che ogni nuovo nato produce in tre anni circa una tonnellata di rifiuti solo in pannolini usa e getta.
Con questa operazione i comune di Piossasco, Chieri e Beinasco conseguiranno indubbi vantaggi ambientali ed economici: conferiranno meno rifiuti in discarica, con un risparmio anche per i cittadini sul costo di smaltimento, e consumeranno meno energia e meno risorse non rinnovabili.
E se anche l'amministrazione casellese pensasse ad una iniziativa simile? Sicuramente nessuno si lamenterebbe.

venerdì 26 settembre 2008

Non è vero che tutto va peggio

“I nostri politici sono tutti uguali, tutti attaccati alla poltrona e sempre pronti a spartirsi la torta…”. E’ questa l’immagine della politica più diffusa, oggi, nel nostro paese.
Spesso, a ragione, siamo portati a pensare che la nostra classe dirigente sia del tutto inadeguata ad affrontare il cambiamento, attivando politiche concrete e di buon senso che mirino alla salvaguardia ambientale e alla partecipazione dei cittadini nel governo dei territori locali. Molti esempi negativi sono lì a dimostrarlo, alimentando un pregiudizio che porta a “fare di tutta l’erba un fascio” e non vedere così le esperienze diverse oggi esistenti.
Il cambiamento avviato nelle comunità dai gruppi di acquisto solidali, dalle banche del tempo, dalle botteghe del commercio equo, dalle esperienze di finanza etica, è possibile anche e soprattutto dove un assessore, un sindaco, un’amministrazione comunale, accompagnano questi processi e si fanno così accompagnare nella riduzione complessiva dell’impronta ecologica di un quartiere, di un paese, di un’intera città.
Esistono oggi in Italia diverse reti e associazioni di comuni che stanno cercando di raccogliere, valorizzare e diffondere le buone prassi sperimentate o in corso di sperimentazione nel campo della riduzione dei consumi, nell’autoproduzione di energia, nel recupero e riciclaggio dei rifiuti, in stili di vita più sobri e felici.
Una di queste è l’Associazione dei Comuni Virtuosi, nata nel 2005 per iniziativa di quattro comuni: Monsano (AN), Colorno (PR), Vezzano Ligure (SP) e Melpignano (LE).
I comuni iscritti a questa Associazione, sparsi in tutta Italia, diversi per dimensioni e caratteristiche politico-amministrative, sono accomunati dalla concretezza delle azioni e dal buon senso dei progetti messi in campo.
L’Associazione organizza convegni e incontri, raccoglie, cataloga e mette in rete le esperienze migliori attraverso alcune pubblicazioni e il sito internet. Organizza da un paio d’anni il Premio nazionale dei “Comuni a 5 stelle”, che ha lo scopo di far emergere e premiare i progetti più significativi, efficaci e coinvolgenti, avviati in tutta Italia da sindaci e assessori all’avanguardia, veri pionieri alla scoperta di un mondo realmente sostenibile.
Nei comuni virtuosi le case vengono costruite e ristrutturate solo seguendo rigorosamente i criteri della bio-edilizia e dell’efficienza energetica: Avigliana (TO), Carugate (MI), Vezzano Ligure (SP), hanno ad esempio adottato regolamenti urbanistici all’avanguardia.
Nei comuni virtuosi gli edifici pubblici consumano l’80% in meno di energia della media nazionale per illuminare e riscaldare/raffredare le scuole, le sedi istituzionali, le scuole, gli impianti sportivi, gli ospedali. Questo garantisce al tempo stesso di ridurre le emissioni in atmosfera e di abbattere i costi della bolletta energetica comunale, a beneficio dei bilanci pubblici.
Nei Comuni virtuosi non c’è bisogno di costruire inceneritori, o di ampliare le discariche, perché sono all’85% di raccolta differenziata grazie al sistema porta a porta, come Capannori (LU), Ponte nelle Alpi (BL), Monte San Pietro (BO), ma soprattutto producono in media il 30% in meno di rifiuti degli altri comuni italiani.
Nei comuni virtuosi ci si muove con il piedibus, il bicibus, il car-sharing, il car-pooling, con un trasporto pubblico che funziona realmente e con percorsi ciclo-pedonali estesi e in sicurezza.
Nei comuni virtuosi il suolo è un bene comune al pari dell’aria che respiriamo e dell’acqua che ci serve per vivere. E’ in atto cioè una vera e propria rivoluzione silenziosa, come a Cassinetta di Lugagnano (MI), paesino di 1500 abitanti nel Parco del Ticino, a due passi dalla metropoli di Milano, dove il sindaco Domenica Finiguerra ha approvato insieme alla sua giunta un Piano di Gestione del Territorio a “crescita zero”. Stupito dal clamore suscitato nei mesi scorsi dal progetto, ha dichiarato candidamente di aver svolto semplicemente il suo dovere di sindaco e soprattutto di padre, tutelando quel poco di territorio “vergine” per chi verrà dopo di noi.
Nei comuni virtuosi, insomma, i cittadini e i loro amministratori scelgono di vivere diversamente modificando, insieme, i propri stili di vita, partendo dalla borsa della spesa, dal modo di muoversi in città, dai consumi e dai comportamenti quotidiani, dall’educazione ambientale nelle scuole.
Esperienze sul campo, fatte insieme alle famiglie, tra la gente. Un modo concreto per incentivare i cittadini all’adozione di nuovi stili di vita, improntati alla sobrietà, capaci di trasformare la sensibilità antispreco del singolo da sensazione di inadeguatezza a occasione di impegno.

Questo brano è tratto dalla seconda edizione del libro “Non è vero che tutto va peggio” di Michele Dotti e Jacopo Fo, edito dalla EMI (Editrice Missionaria Italiana).

domenica 14 settembre 2008

Missione compiuta!

Nei giorni scorsi abbiamo segnalato con questo post il malcostume di non rimuovere i cartelloni che pubblicizzano iniziative di vario genere organizzate nel periodo estivo. Bene, nel giro di pochi giorni i cartelli che abbiamo fotografato e che vi mostriamo qui di fianco e nel post precedente sono stati rimossi. Casualità o qualcuno è stato colto da qualche senso di colpa ed ha provveduto a rimuovere questi cartelloni ormai ingialliti?
Vogliamo sperare che a rimuoverli siano le stesse persone che li avevano precedentemente affissi.
Vogliamo sperare che non sia stato necessario l'intervento di vigili e cantonieri.
Vogliamo sperare che per la prossima estate il buon senso ed il grado di civiltà degli organizzatori di sagre, feste e spettacoli vari siano da esempio per tutti i cittadini.

martedì 9 settembre 2008

Passata la festa...

Come ogni estate, anche quella che sta finendo ha visto il fiorire di molte iniziative organizzate dai vari comitati di paese o di quartiere. Nonostante il codice della strada lo vieti, è consuetudine pubblicizzare alcune di queste iniziative con cartelli affissi alla meno peggio sui segnali stradali, ai bordi delle nostre strade. L’iniziativa, lo spettacolo o il concerto vengono fatti ed ecco che appare un nuovo cartellone ad annunciare l’arrivo di un cantante più o meno di grido nel paese o nel quartiere vicino.
Finito il periodo delle sagre estive, nessuno degli organizzatori di questi eventi si cura di rimuovere questi cartelloni, nel frattempo ingialliti dal sole che con il tempo si staccano, trasformandosi in rifiuti abbandonati in un prato o su uno spartitraffico.
Evidentemente l’estate sta finendo, ma l’inciviltà purtroppo dura 12 mesi l’anno.