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mercoledì 17 febbraio 2010

L'eterna tangentopoli

In una sola giornata arrestato un assessore di Milano per tangenti e il presidente della Provincia di Vercelli, stesse accuse: tangenti. Niente male per un paese alla canna del gas, dove ci si aspetterebbe un po' di responsabilità e di rigore da chi si occupa delle cosa pubblica.
Queste vicende fanno il paio con gli imprenditori amici di Bertolaso (l'eroe delle disgrazie) che sghignazzano delle disgrazie dei terremotati abruzzesi, con già in bocca l'acquolina per gli affari da fare sulle loro spalle ancora scosse dalla calamità. E anche con i ras della sanità, i re delle cliniche, il ruolo delle donne alle quali ogni tanto si dà una "ripassata".
E' lo specchio di questo paese, dove nessuno si chiede da dove vengono i soldi di campagne elettorali sempre più esose e ricche, dove sembra che nessuno si chieda se è questa la strada per costruire un' Italia dove i nostri figli saranno orgogliosi di vivere.
Invece... arraffa arraffa, tanto i politici sono tutti uguali. Ottimo presupposto questo perché lo siano domani per davvero, quando tutti quelli onesti e capaci (ce ne sono ancora) saranno scappati altrove per fare qualcosa di utile e di maggiormente apprezzato.
Tra un magna magna e un arresto, la barca va, basta che la Lazio stia in serie A.

venerdì 12 febbraio 2010

L'assessore vacante

Sono passati quasi sette mesi ormai da quando l'allora assessore Zaccone si dimise dall'incarico, ufficialmente per non meglio precisati motivi famigliari. In realtà perche la Corte dei Conti aveva avviato un'indagine in merito alle spese sostenute dall'assessore per effettuare i sopralluoghi negli alberghi da utilizzare successivamente per i soggiorni marini per anziani.
La vicenda, inizialmente tenuta nascosta, venne resa pubblica solo dopo qualche giorno dal sindaco, che si affrettò a precisare che avrebbe restituito le deleghe a Zaccone non appena lo stesso avesse risolto i suoi "problemi". Fatto sta che il tempo sta passando e di un reintegro di mister preferenza non si vede neppure l'ombra. Anzi le ombre che si intavvedono sembrano essere piuttosto minacciose, anche perchè la Corte dei Conti non ha ancora completato la propria opera.
Al momento appare quindi difficile rivedere Zaccone in giunta a breve. Probabilmente il sindaco farebbe meglio a pensare ad un sostituto, ma qui potrebbero sorgere altri problemi: gli aspiranti alla poltrona vacante, come spesso accade, non mancano di certo e non è mai facile non scontentare nessuno.

lunedì 8 febbraio 2010

Il colore dei soldi

E' di questi giorni il clamore suscitato dalle dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco di Palermo, Ciancimino. In buona sostanza afferma che Milano Due - il fiore all'occhiello dell'imprenditore Berlusconi - è stato realizzato con i soldi della mafia, una specie di test event per trovare nuovi modi per ripulire enormi quantità di denaro sporco proveniente dalla attività illecite.
Le rivelazioni vanno prese con le molle, dunque non è proprio il caso di buttarticisi a pesce, ma il dubbio resta. Negli anni '80 erano in parecchi a segnalare come la mafia stessa riconvertendo parte delle sue attività illecite in imprenditorialità rispettosa delle regole: sono quelli gli anni dello smembramento della Venchi Unica a Torino (i più vecchi ricorderanno), della liquidazione di intere imprese storiche fatte fuori da un giorno all'altro da squali rampanti con il volto perennemente abbronzato, gli occhiali da sole e il doppiopetto blu. Sono gli anni in cui imprese sconosciute cominciano a vincere gli appalti di pulizia praticando ribassi impossibili... Sono gli anni in cui è venuta fuori la parte peggiore di questo paese.
Brunetta giustamente pretende che i redditi dei manager e dei dipendenti pubblici siano appunto pubblici. E' una questione di civiltà, di controllo sociale, di etica della democrazia.
A maggior ragione Berlusconi deve rispondere alla domanda che lo perseguita da ormai più di vent'anni: dove ha preso i soldi per cominciare la sua fortunata ascesa al vertici dell'imprenditoria nazionale?

lunedì 2 novembre 2009

Verso una nuova tangentopoli?

Iniziamo la settimana ed il nuovo mese rilanciando una riflessione trovata in rete sulle ultime vicende di malaffare.

Ormai sono cronaca quotidiana gli episodi di malaffare di cui la Magistratura e i giornali sono tornati ad occuparsi: si va dallo scandalo di Firenze (l'ex capogruppo del PD che aveva creato una specie di cupola con gli uffici tecnici comunali), agli amministratori che si aumentano lo stipendio a carico del contribuente organizzando vere e proprie truffe (è il caso del Presidente del Consiglio di Alessandria, leghista).
Ma poi, svendita del territorio, varianti urbanistiche in cambio di favori, l'arresto di imprenditori che hanno ricominciato a distribuire mazzette in cambio di favori e facilitazioni.
E' il destino di un paese sempre uguale a se stesso, dove si cambia spesso tutto perché non cambi mai nulla.
Eppure, se si vuole si può cambiare davvero.



Fonte: http://www.marianoturigliatto.blogspot.com/

mercoledì 15 luglio 2009

Senza rimpianto

Non volevamo parlarne, però alla fine abbiamo ceduto alla tentazione. D’altronde ce ne siamo occupati in passato e ci sembra giusto occuparcene anche ora. Ci riferiamo alle dimissioni dell’assessore Zaccone.
Ci siamo occupati di lui quando abbiamo dato spazio alla denuncia di un cittadino casellese che deplorava il comportamento arrogante che il nostro assessore si sentiva in diritto di tenere dall’alto della sua popolarità elettorale.
In seguito abbiamo anche dato spazio alla vicenda dei sopralluoghi e relative spese effettuati da Zaccone presso i soggiorni marini per anziani su cui stava indagando la Corte dei Conti.
Non ci siamo occupati invece di molte altre questioni di cui si vocifera in città perché non ci va di fare di spettegolare su fatti di cui non siamo a diretta conoscenza e che non sono di pubblico dominio, ma a quanto pare ci sarebbe molto di cui scrivere.
In ogni caso, in questi anni il modo di operare del nostro assessore ha fatto sì che il suo nome sia stato associato alla "casta" di provincia. A giudizio di molti è diventato un esempio di malcostume politico da denunciare e condannare, al di là del fatto che il comportamento tenuto sia lecito o no. Troppo successo può dare alla testa e farci sentire al di sopra di tutto e di tutti. Il potere acquisito diventa fine a se stesso e non viene messo al servizio della collettività come dovrebbe essere.
Sicuramente non rimpiangeremo l’assenza non tanto di Zaccone quanto dello "zacconismo" (passateci questo neologismo) e speriamo che questa esperienza gli possa servire per capire gli errori e per correggere il tiro. Un bagno di umiltà non ha mai fatto male a nessuno.

venerdì 22 maggio 2009

I fuorilegge

Si avvicinano le elezioni e anche a Caselle stanno comparendo i primi manifesti abusivi di questa campagna elettorale.
Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità, di fronte alla quale le istituzioni rischiano di diventare complici dei partiti e dei candidati fuorilegge se non dovessero intervenire tempestivamente a far rispettare le regole.
Per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna: ad ogni partito sono assegnate un pari numero di spazi appositamente contrassegnati, e ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso. Salvo poi essere puntualmente condonati da un apposito decreto che periodicamente viene proposto dal governo.
E’ bastato andare in giro in questi primi giorni di campagna elettorale per notare i primi manifesti affissi negli spazi assegnati ad altri. L’esempio che più salta all’occhio è quello del manifesti della consigliera comunale di Caselle Maria Vittoria Pelazza, candidata al Consiglio provinciale, affissi negli spazi riservati ai candidati ed alle liste del Parlamento europeo. Va bene l’ambizione, però ci sono delle regole da rispettare. Ed i primi a rispettarle dovrebbero proprio essere coloro che si candidano a rappresentarci nelle istituzioni o che già lo fanno. Questo non è sicuramente un bel biglietto da visita per gli elettori.
Non ci rimane che invitare le autorità preposte affinché episodi come questi vengano per lo meno arginati, in attesa della prossima sanatoria, con buona pace della correttezza e della giustizia.

lunedì 17 novembre 2008

Ognuno ha la casta che si merita

A fine ottobre la nostra amministrazione ha ricevuto una richiesta di chiarimenti in merito alle spese sostenute dall'assessore Zaccone per effettuare i sopralluoghi negli alberghi da utilizzare successivamente per i soggiorni marini per anziani. La questione era stata sollevata la scorsa primavera in Consiglio comunale dal consigliere Fontana ed ora la Corte dei Conti ha deciso di vederci chiaro. La legge infatti prevede che missioni di questo genere siano effettuate da un impiegato o funzionario comunale e non da un politico. Staremo a vedere gli sviluppi della vicenda, anche se, dal nostro modesto punto di vista, ci sono fondate possibilità che il nostro eroe sia chiamato quanto meno a rifondere il Comune delle spese sostenute in modo improprio.
Al di là di quello che deciderà la Corte dei Conti, il modo di gestire la cosa pubblica a Caselle lascia perplessi. Questa vicenda ne è solo un esempio. Lecito o no che sia è comunque un episodio di malcostume da denunciare e condannare. Purtroppo i nostri amministratori sembrano troppo spesso interessati alla conquista ed alla difesa di posizioni di potere e sempre più lontani dai veri problemi e dalle esigenze della collettività.
E' così che nascono le cosiddette "caste", all'interno delle quali l'etica non trova spazio ed il cui unico obiettivo è l'autoperpetuazione all'infinito. In questo contesto si inserisce l'uso sconsiderato di risorse pubbliche a vantaggio di chi può consolidare la casta stessa.
Spero di non essere stato troppo contorto e di aver reso l'idea del pensiero di un gabbiano con la testa tra le nuvole, ma che non vuole rinunciare ad esprimere liberamente ciò che frulla nella propria testa. Finchè ci sarà concesso.

mercoledì 4 giugno 2008

Quando il buon esempio arriva dall'alto

Vogliamo riallacciarci al precedente post “Quattro zampe e quattro ruote” per fare qualche ulteriore considerazione. Prendiamo spunto dall’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale un cittadino casellese, il sig. Carmelo Aglioti, ha pubblicamente denunciato l’assessore Zaccone per un deplorevole comportamento che è solito tenere. A detta del sig. Aglioti, ma non solo sua, il nostro assessore spesso e volentieri parcheggia la propria auto in divieto di sosta. Non solo l’accusato non ha negato, ma il sindaco stesso ha ammesso che, quando è di fretta, anche lui fa la stessa cosa. Ha però avuto l’accortezza di chiedere scusa ai propri cittadini chiudendo con un “non succederà più!”.
Ma signori, ci rendiamo conto? Voi che dovete dare l’esempio siete i primi ad infrangere le regole! E poi ci si lamenta della crescente sfiducia dei cittadini nelle Istituzioni e in chi le rappresenta. Ma con che coraggio? E’ anche da queste piccole cose che i cittadini misurano la correttezza dei propri amministratori. Se anche voi fate o non fate parte della “casta”. Evidentemente chi si comporta in un questo modo ritiene di poterlo fare perchè intoccabile, a cui nessuno dirà e farà mai nulla dall’alto delle 554 preferenze ottenute o di chissà quale presunta immunità. E queste cose i cittadini le notano.
Forse un bagno d’umiltà non farebbe male. Anche se qualcuno preferisce un bagno nel mare di Rimini… Pazienza.