venerdì 29 luglio 2011

Notti più sicure sulle strade


Un esperimento di trasporto pubblico il “Night Buster” quello partito il 24 giugno e che da anni Borgaro e Caselle aspettavano. Un servizio destinato ai giovani della cintura dei comuni di Torino che al sabato con ogni tipo di mezzo si recano nella grande città per frequentare i locali e tirar tardi la notte. Gtt ha così messo a disposizione un nuovo collegamento Linea 10 Gialla che partendo da Caselle e passando per Borgaro arriva fino a piazza Vittorio Veneto cuore della movida torinese.
Il servizio può essere utilizzato il venerdì e il sabato fino al 10 settembre: la prima corsa parte da Caselle alle 23.00, e poi ogni ora, fino all’ultima delle 4.00. Il “Night Buster” da Piazza Vittorio parte dalla mezzanotte, poi ogni ora fino alle 5.00. Il costo del bus è quello di un normale biglietto di linea suburbana mentre chi ha l’abbonamento non pagherà nulla.
Si crea così più sicurezza nelle strade evitando di mettersi al volante con qualche bicchiere di troppo, meno ansie per i genitori e assaporare al meglio i scoppiettanti fine settimana estivi.
Novità anche per i giovani di Mappano visto che la linea 4 dei bus notturni passa per la frazione fino a raggiungere Leinì. Molte opportunità di trasporto sicuro e già si pensa di riproporre l’iniziativa in occasione del Capodanno e in occasione di eventi particolari che si terranno a Torino.
Per informazioni si può consultare il sito www.nightbustermusic.com

Fonte: NonSoloContro

mercoledì 27 luglio 2011

In piscina a stile lib(e)ro


Si intitola “Stile Lib(e)ro” ed è la nuova idea che il Circolo Letture Corsare di Borgaro sperimenta all’interno delle sue attività di promozione alla lettura ed alla ricerca di nuovi scrittori presenti sul  territorio.
Stile Lib(e)ro” è anche la volontà di coordinare e migliorare i rapporti da parte del circolo letterario con la realtà associativa borgarese e in questo caso partner di questo percorso è l’Uisp River Borgaro. L’associazione sportiva locale ha infatti chiesto a Letture Corsare di poter organizzare insieme, nella struttura della piscina comunale di Borgaro, alcune presentazioni di libri. L’idea ha avuto subito il conforto di una ricca proposta di eventi letterari da parte di Letture Corsare grazie al coinvolgimento di alcuni scrittori del territorio. Ne è scaturita la rassegna letteraria che per questa estate propone due interessanti presentazioni di libri che hanno tra loro un filo rosso che le unisce: la solidarietà verso l’Africa.
La prima proposta che viene organizzata giovedì 28 luglio a partire dalle ore 21 presso la terrazza della piscina comunale di Borgaro in via XX Settembre per “Stile Lib(e)ro” sarà infatti la presentazione del libro “La Terra dei Gamberi e i Sentieri dei Balanta” scritto da Daniele Chiarella, Guerrino Babbini e padre Armando Cossa. Babbini e Chiarella illustreranno nell’incontro borgarese le motivazioni a questa esperienza editoriale che ha come scopo primario quella della raccolta di fondi attraverso le vendite del libro per progetti e iniziative in Camerun e Guinea.

lunedì 25 luglio 2011

L'Europa boccia il ponte di Messina


Dopo aver annunciato tagli agli esigui finanziamenti della Tav Torino-Lione, l’Unione Europea si accinge a cancellare qualsiasi contributo alla costruzione di un’altra grande opera inutile, il ponte di Messina.
A settembre la decisione definitiva: all’attenzione della Commissione Europea c’è una proposta che ridefinisce i grandi corridoi per lo spostamento di uomini e merci.
La priorità non va più all’asse Berlino-Palermo (e dunque al ponte sullo Stretto), bensì a quello Helsinki-Valletta: dalla Finlandia si scende via terra fino a Bari, e poi si prosegue fino a Malta lungo un’”autostrada del mare”. Non ci verso neanche una lacrima. Solo che, con la scusa del ponte, i politici hanno trovato il modo per cavare fior fior di quattrini dalle nostre tasche anche se il ponte non si fa.
La Corte dei Conti ha già demolito il ponte sullo Stretto, invitando ad approfondirne la fattibilità e sottolineando come si conta di far fronte al 60% dell’investimento necessario attraverso i pedaggi pagati dai veicoli: ma non è affatto certo, ha sottolineato la Corte, che il volume di traffico sia sufficiente per rientrare delle spese. In teoria il costo del ponte sarebbe di 6,3 miliardi. In pratica si può calcolare il doppio o il triplo: di solito va a finire così per tutte le grandi opere.
Dettaglio non trascurabile, del ponte non c’è nemmeno un progetto definitivo approvato. Il consiglio d’amministrazione della Società Stretto di Messina (la cordata guidata da Impregilo assegnataria dell’opera) ha iniziato ad esaminarlo a fine giugno. Non esiste nemmeno un progetto esecutivo per qualsivoglia opera ferroviaria collegata alla costruzione del ponte: o per lo meno, non esiste sul lato di Messina, come si sono sentiti dire pochi giorni fa i ferrovieri che protestavano per la chiusura della sezione messinese di Italfer, la divisione del gruppo Fs che si occupa delle opere e infrastrutture ferroviarie.
Eppure attorno al ponte che non esiste e probabilmente non esisterà mai sono già stati spesi 250 milioni circa, secondo i calcoli del Corriere della Sera. Inoltre la mancata costruzione comporterà il pagamento di centinaia di milioni di penale agli assegnatari dell’opera.
Soldi estratti dalle tasche di noi contribuenti. Ancora il male minore rispetto alla costruzione e al pagamento dell’opera. Però si tratta di quattrini nostri che i nostri politici elargiscono alle grandi imprese in cambio di nulla. Ricordiamocene per favore: non solo al momento di andare a votare, ma anche quando qualcuno, nel nome del presunto “sviluppo”, tirerà fuori la prossima idea faraonica, assurda e soprattutto costosa.

Fonte: Blogeko

venerdì 22 luglio 2011

Gente d'Islanda

Oggi vogliamo raccontarvi una storia. È la storia di una delle nazioni più ricche al mondo, che ha affrontato la crisi peggiore mai piombata addosso ad un paese industrializzato e ne è uscita nel migliore dei modi.
L'Islanda. Già, proprio quel paese che in pochi sanno dove stia esattamente, noto alla cronaca per vulcani dai nomi impronunciabili che con i loro sbuffi bianchi sono in grado di congelare il traffico aereo di un intero emisfero, ha dato il via ad un'eruzione ben più significativa, seppur molto meno conosciuta. Un'esplosione democratica che terrorizza i poteri economici e le banche di tutto il mondo, che porta con se messaggi rivoluzionari: di democrazia diretta, autodeterminazione finanziaria, annullamento del sistema del debito.
Ma al di là di questo, poi se il popolo affamato da una classe dirigente di inetti si infuria, accade l’impossibile. Accade l’Islanda, per esempio. Dove, nel silenzio assoluto dei media, c’è stata una vera e propria rivoluzione dal basso: le proteste di piazza a Reykjavìk hanno avuto gli effetti eclatanti di far dimettere il governo al completo (il nostro nemmeno di fronte a milioni di persone in piazza ha fatto una cosa del genere) e di far nazionalizzare le principali banche commerciali, rifiutando il pagamento del debito sovrano.
Il tutto è raccontato in un documentario, God Bless Iceland (Dio Benedica l’Islanda). Ma i media non ne parlano. E come potrebbero? Se si venisse a sapere che in un Paese occidentale come l’Islanda, dopo il crac finanziario, è stato indetto un referendum popolare dove il 93% ha deciso di non pagare i debiti delle banche, vi immaginereste le reazioni non solo dei cittadini italiani, ma soprattutto dei cittadini di tutto il mondo? Giusto, ora qualche verrebbe a chiedermi, con aria di sfida: e chi paga? Ovvio, chi ha fatto danni, ovvero i banchieri responsabili della debacle economico-finanziaria, per i quali sono stati spiccati mandati di cattura internazionali per fargli pagare tutto fino all’ultimo centesimo.
Pura fantascienza, direte voi. Qualche repubblicano direbbe “puro socialismo“. Intanto gli Islandesi si stanno riscrivendo la Costituzione, forti forse anche del fatto che non sono tantissimi in quel Paese (nemmeno 310mila persone), usando facebook e twitter per proporre idee dal basso.
Questo processo, denominato crowdsourcing, unisce le potenzialità della Rete con la partecipazione di una cittadinanza attiva, ed è rivoluzionario in tutti i sensi, perché permette ai cittadini di stare con il fiato sul collo ai propri governanti, che se non fanno bene, pagano i propri errori, fino all’ultimo.

Fonti:
www.vocidallastrada.com e www.enricoberlinguer.it