lunedì 30 maggio 2011

Incentivi per il compostaggio collettivo

La Provincia di Torino finanzia i progetti orientati alla riduzione dei rifiuti. La Giunta di Palazzo Cisterna ha approvato il 18 maggio due bandi per l’assegnazione di contributi ai Comuni. Uno di questi destina fondi per esperienze di compostaggio collettivo.
I rifiuti organici sono circa il 30% del totale dell’immondizia, e per diminuire a monte la loro quantità - oltre all’autocompostaggio, molto praticato nelle zone rurali – da qualche anno si stanno diffondendo esperienze di compostaggio collettivo anche in aree urbane. Il bando intende promuovere progetti da realizzarsi presso strutture ricettive, mense, condomini o centri di raccolta rifiuti. La Provincia finanzia fino all’80% dell’investimento, nel limite massimo di 20mila euro per progetto a copertura dei costi per l’acquisto della macchina, l’allaccio alle reti idriche ed elettriche, l’eventuale formazione del personale, la comunicazione all’utenza.
Le domande devono essere consegnate allo Sportello Ambiente delle Provincia di Torino (corso Inghilterra 7) entro il 24 giugno.
“Negli ultimi due anni nel territorio provinciale” spiega l’assessore all’Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco “la raccolta differenziata si è consolidata intorno al 50%. Bisogna andare avanti su questa strada, e le politiche di riduzione della produzione devono affiancare quelle indirizzate all’aumento e al miglioramento qualitativo della raccolta differenziata”.

venerdì 27 maggio 2011

Una nuova realtà: gli agriasili

Oggi vogliamo occuparci di una realtà nata negli ultimi anni e che si ata diffondendo anche nella nostr zona: gli agriasili.
Gli agriasili si basano su un'idea semplice: far crescere i bambini in un ambiente ricco di stimoli e a contatto con la natura. Un ambiente naturale e familiare, dove giocare all'aria aperta, con piante e animali come "amici" da scoprire e da conoscere, per allargare l'orizzonte sensoriale e la sensibilità verso il mondo esterno.

Sono ormai molte le iniziative in cantiere. Dopo il primo fortunato progetto, promosso dalla Coldiretti di Torino, stanno nascendo un po' in tutta Italia queste strutture per i più piccoli, che fanno bene alle famiglie e agli agricoltori. Gli agriasili sono dei veri e propri nidi attrezzati all'interno di fattorie e aziende agricole: un modo per aiutare chi vive in campagna a trovare un luogo dove lasciare i figli mentre si lavora, ma anche un'occasione per chi vive in città di far godere ai propri piccoli le gioie della natura.
L'agriasilo permette ai bambini di vivere all'aria aperta, stimolare il loro senso di avventura e la loro fantasia e mangiare cibi sani e genuini, preparati con i prodotti dell'orto. Il tutto imparando a rispettare l'ambiente e i cicli della natura.

mercoledì 25 maggio 2011

La Carta canta

Come anticipato, ecco l'iniziativa organizzata a Caselle nell'ambito della Notte Gialla. Il circolo locale di Sinistra Ecologia Libertà organizza infatti una serata durante la quale verrà presentato il libro "Di sana e robusta Costituzione" scritto da Oscar Luigi Scalfaro e Gian Carlo Caselli, che parteciperà all'incontro.
L'iniziativa dal titolo "La Carta canta" è in programma venerdì 27 maggio alle ore 21 presso la sala "Fratelli Cervi", in via Mazzini 60, a Caselle. Oltre a Caselli interverrà anche Diego Novelli, già sindaco di Torino.
Da segnalare che questa è la prima uscita ufficiale del neonato circolo di S.E.L. a Caselle, che ha focalizzato la propria attività a favore della riuscita dei quattro referendum in programma il 12 e 13 giugno prossimi.


lunedì 23 maggio 2011

27 maggio: notte gialla

Alcune realtà associative piemontesi hanno deciso di portare nelle piazze, nelle strade, direttamente alla cittadinanza l'informazione, attualmente del tutto assente dai media tradizionali, sui contenuti del prossimo appuntamento referendario che chiamerà gli elettori italiani ed esprimersi, il prossimo 12 e 13 giugno, sulla privatizzazione dell'acqua, sul programma nucleare e sul legittimo impedimento.
Ha così preso forma il progetto Notte Gialla che si pone come obbiettivo di suscitare, nel corso della serata di venerdì 27 maggio, l'organizzazione di eventi informativi (conferenze, incontri, assemblee, banchetti, ecc.), culturali (proiezioni, readings, teatro, danza, concerti, ecc.) e performativi (flash mobs, die-in, ecc. ) portati in tutte le piazze d'Italia, il più possibile vicino alla cittadinanza e comunque in luoghi non tradizionalmente deputati all'informazione sui temi ambientali e/o sociali.
Le attività saranno auto-organizzate da parte di cittadini, associazioni, gruppi o compagnie che hanno deciso di impegnarsi per questa campagna informativa e che, nel corso della serata, proporranno eventi tematici ovvero si assoceranno all'evento (es. concerti) con un comunicato informativo nel corso della serata.
Il comitato organizzatore ha creato il sito www.nottegialla.org dove sarà possibile trovare la lista aggiornata degli eventi.
Anche Caselle darà il suo contributo a questa serata con un incontro con Giancarlo Caselli, di cui vi parleremo in modo più approfondito nei prossimi giorni.

giovedì 19 maggio 2011

I referendum del 12-13 giugno

Nei giorni 12 e 13 giugno si terranno i referendum per dire no al nucleare, per impedire la privatizzazione dell’acqua (2 quesiti) e per abrogare il “legittimo impedimento”. Purtroppo l’informazione in merito a questi referendum è molto scarsa, per non dire assente. E’ evidente il tentativo di non fare raggiungere il quorum dei votanti. Proprio per questo motivo, NonSoloCaselle ha deciso, nel suo piccolo, di dare ampia informazione, pubblicizzando gli eventi in programma sul nostro territorio.
Il primo evento che vi segnaliamo è in programma a Mappano, presso la sala Cim, in piazza don Amerano, venerdì 20 maggio alle ore 21. Durante la serata, organizzata da Sinistra Ecologia e Libertà, si parlerà del referendum sull’energia nucleare e dei due sulla privatizzazione dell’acqua. Interverranno Rossana Vallino e Emanulele Negro per il comitato “Vota sì per fermare il nucleare” e Andrea Sacco del comitato “Due sì per l’acqua bene comune”.


mercoledì 18 maggio 2011

Class action a favore del fotovoltaico

Già alla vigilia dell'approvazione contestato quarto conto energia che ha rivoluzionato il sistema di incentivi all'energia fotovoltaica, l'associazione Sos Rinnovabili aveva annunciato un'azione legale di risarcimento da parte delle imprese del settore, danneggiate economicamente dalla revisione dei sussidi. Il proclama, a quanto pare, non è destinato a cadere nel vuoto. Il network nato spontaneamente sul web ha infatti iniziato la raccolta di adesioni alla richiesta di rimborso, attivando un canale di comunicazione specifico per le aziende che vorranno procedere legalmente contro il governo.
Secondo Sos Rinnovabili, che dichiara di aver “consultato diversi studi legali” prima di avviare l'iniziativa, il decreto firmato dai ministri Romani e Prestigiacomo presenta “evidenti elementi di illegalità”. A rendere illegittimo il quarto conto energia sarebbe prima di tutto la retroattività del provvedimento, ma anche, secondo l'associazione, un vizio di competenza. Secondo gli operatori del fotovoltaico, infatti, sul decreto grava un “eccesso di delega”. Sos Rinnovabili, naturalmente, contesta anche la sostanza del provvedimento, accusandolo di non essere “rispondente allo spirito della direttiva comunitaria che prevedeva la promozione delle fonti rinnovabili”, che il governo italiano ha recepito il 3 marzo scorso varando il decreto Romani.
Di qui la decisione di promuovere un’azione collettiva, che per la rete pro-rinnovabili rappresenta “il completamento anche delle singole iniziative di imprese che già hanno imboccato la strada del tribunale, e ripristinare la garanzie giuridiche e normative per tutti gli investimenti presenti e futuri, ristabilendo la credibilità internazionale del nostro Paese”.

lunedì 16 maggio 2011

La politica casellese nell'era di Facebook

Stelle del cinema, cantanti famosi e adesso anche politici e amministratori locali italiani utilizzano Facebook, soprattutto per finalità elettorali. Nella nostra città non possiamo vantare di avere né star del cinema, né cantanti conosciuti al grande pubblico. Abbiamo invece qualche politico o aspirante tale che ha la propria pagina sul social network più diffuso al mondo, così come tantissimi semplici cittadini che utilizzano questo strumento per le più svariate finalità.
Vogliamo soffermarci sul piccolo mondo della politica locale. Tralasciamo le pagine personali dei vari esponenti politici locali (quasi tutti hanno una propria pagina) e proviamo a dare un’occhiata ai vari gruppi politici o partiti. Ebbene solo tre di questi hanno aperto una propria pagina: il Partito Democratico (di Mappano), l’Udc (di Caselle) e, recentemente, Sinistra Ecologia e Libertà (Caselle e Mappano). Anche da questi particolari si può notare come la distanza tra partiti e cittadini sia piuttosto elevata. La capacità di comunicazione, di interazione e di ascolto attraverso l’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dalla moderna tecnologia sembra non far parte di questo mondo, se non in minima parte. E tutto questo nonostante l'affermarsi di un movimento politico nato e cresciuto sulla rete.

venerdì 13 maggio 2011

Cosche dell'altro mondo

Direttamente da La Stampa di oggi (autore Massimo Gramellini). Ogni commento è superfluo...

Da giorni sto aspettando che qualcuno mi dica che non è vero. Che non è vero che domenica scorsa, a Torre Annunziata, la processione del santo patrono si sia fermata davanti alla casa di un noto camorrista della zona per rendergli pubblico omaggio. Che non è vero che l’arcivescovo di Castellammare, monsignor Felice Cece, abbia minimizzato la sottomissione della sua comunità al signorotto feudale, affermando che la sosta non intendeva omaggiare il camorrista, oh no, ma la chiesa di Santa Fara. Che non è vero che l’arcivescovo abbia continuato ad arrampicarsi sui muri, nonostante il sindaco Luigi Bobbio gli avesse prontamente replicato che la chiesa di Santa Fara si trova dieci metri prima della casa del camorrista e che rimane chiusa quasi tutto l’anno. Ma soprattutto sto aspettando che qualcuno mi dica che non è vero, non può essere vero, che la conferenza dei vescovi italiani (Cei) - dotata di riflessi felini quando tratta di intervenire su coppie di fatto, fine vita o fecondazione artificiale, all’alba del quinto giorno dagli incredibili avvenimenti di Castellammare non abbia ancora sentito il bisogno di far sentire pubblicamente la sua voce. Anche solo per ricordare che Gesù non è morto in croce per andare a inginocchiarsi duemila anni dopo davanti alla porta di un camorrista.
Per favore, qualcuno mi dica che tutto questo non è vero. Che siamo in un Paese evoluto abitato da cittadini e da arcivescovi evoluti. Vero?

mercoledì 11 maggio 2011

Per quest'anno non cambiare...


Siamo quasi in estate e le spiagge tornano a rivivere, brulicando di corpi all’abbronzo, pance e culi inflacciditi dall’inazione invernale e dalle abbuffate, madri premurose che rompono le balle a figli sempre con qualcosa da mangiare in mano e in bocca, fanciulle e fanciulli a caccia, nonne con nipotini che non vedono l’ora che i figli se li riprendano perché devono andare a ballare latino-americano e poi tanta varia umanità che si risveglia dall’inverno.
Nel mondo tutta questa gente va in spiaggia portandosi dietro il cestino da pic nic, l’ombrellone, lo sdraio… i più organizzati perfino una piccola tendina per ripararsi dal vento quando soffia troppo impetuoso. Nelle zone più affollate, qua e là ci sono dei chioschetti che vendono bibite e cibi, a volte con qualche sdraio e ombrellone intorno, per quelli che – imprevidenti – non se li sono portati da casa. Questo nel mondo, anche in quello bianco e civilissimo, cattolico, al massimo protestante. In Francia e Spagna, ad esempio, i comuni fanno a gara per dotare le spiagge di servizi gratuiti o a basso costo per attrarre i turisti che trovano docce, cabine e luoghi puliti e ordinati, dove ci sono perfino i cestini per i rifiuti.
In Italia no: le spiagge ospitano costruzioni che si ampliano ogni anno, palestre, campi per attività sportive, pedane in cemento con sopra tavolini, sedie, strutture per l’ombra, cabine, ripostigli, piccola casetta per i bagnini e chissà cos’altro ancora. Per realizzare tutto questo – e far pagare salato l’affitto del servizio ai bagnanti che sovente non riescono neppure ad accedere ai lembi irrisori di spiagge “libere” dalla cura pubblica e “occupate” da rifiuti e sporcizia – i gestori pagano canoni irrisori e le concessioni sono gestite in modo davvero poco chiaro.
Capite il paradosso? Il lavoro è liberalizzato così i dipendenti sono bestie che competono nel mercato della libera concorrenza. I beni pubblici vanno all’asta anche quando dovrebbero essere trattati appunto da beni e non da risorse da sfruttare economicamente, secondo le logiche del mercato fra privati. Le spiagge no: secondo il nostro governo le concessioni si danno a chi c’è già (cioè a chi ha già a lungo usufruito di un privilegio insopportabile) e vuole dargliela per 90 anni, con diritto di costruire quello che serve per farle fruttare.
Il problema è che queste cose le fa b coi suoi compari, ma quella cultura noi la vediamo messa in pratica ogni giorno anche da suoi avversari politici. In nome del progresso, dell’economia e dello sviluppo i centrosinistri consumano il territorio nello stesso modo, distribuiscono concessioni dopo aver studiato come aggirare la libera concorrenza, mantengono spericolate relazioni collusive con mondi economici quantomeno torbidi. Per carità, il primo è il cuore del sistema, i nostri amici sono mossi dall’ignoranza e dalla voracità del potere a cui sono oramai arrivati i mediocri servi dei segretari dei partiti.
Se la legge sulla svendita ai privati delle spiagge italiane andrà avanti, bisognerà mettersi al lavoro per smontarla: ma che fanno e faranno i parlamentari del centrosinistra? Faranno finta di opporsi o proveranno con tutti i mezzi a impedire l’ennesima porcata?

lunedì 9 maggio 2011

Poesia d'autore

La poesia d’autore sbarca a Borgaro e lo fa con una accattivante serata organizzata il prossimo venerdì 13 maggio dal Circolo Letture Corsare  presso la Trattoria della Posta, in via Diaz 23 a partire dalle ore 21. Una serata che va sotto il titolo di “Poetry Slam” e che è sostanzialmente una gara di poesia in cui diversi poeti leggono sul palco i propri versi e competono tra lor in 4 manche, valutati da una giuria composta da loro stessi e da cinque elementi del pubblico presente estratti a sorte.
La Trattoria della Posta sarà il luogo opportunamente trasformato dai giovani gestori Mirko e Alessandra in una sorta di birreria che farà da scenario a questa nuova scommessa letteraria del Circolo Letture Corsare.

venerdì 6 maggio 2011

Shopville a rischio?

E' a forte rischio la realizzazione del megacentro e residenziale che, secondo le intenzioni dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Marsaglia, dovrebbe sorgere sulle aree Ata, a ridosso dell'aeroporto Sandro Pertini.
La condanna del progetto potrebbe essere decretata proprio da questa vicinanza. L'Enac, L'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, massima autorità italiana in materia, nei giorni scorsi ha infatti comunicato che, per un adeguamento a normative internazionali, sta stilando un nuovo piano di sicurezza per le sedi aeroportuali con restrizioni più severe in tema di insediamenti umani vicini agli scali aerei civili.
Questo nuovo piano, da ciò che sta trapelando, andrebbe a ridurre di oltre il 70% la possibilità di edificare sul terreno interessato, con il conseguente affossamento del progetto Ata. In poche parole quindici anni di impegno del Comune che stanno per andare in fumo.
Fonte: mensile NonSoloContro

mercoledì 4 maggio 2011

Strade groviera

Oggi vogliamo dare spazio ad una lettera pubblicata dal mensile Cose Nostre, che tratta della cattiva manutenzione delle strade cittadine.

Avrei, forse, dovuto indirizzare questa mia all'assessorato competente del nostro Comune, tuttavia per evitarne un più che probabile “cestinamento ex officio” ho preferito rivolgermi alla Vostra storica testata. È inoltre un bene, credo, che qualche mio concittadino dia una lettura alla presente e che perciò possa ritrovarsi in queste mie scontatissime parole.
I fatti, o meglio le strade, parlano da sole. Gridano a gran voce una sola parola: manutenzione. Mi sono, appunto, reso conto, come tutti quanti, che non esiste una strada in condizioni degne di un paese civilizzato come l'Italia: a volte mi domando se in Vietnam, appena finita la guerra, la situazione non fosse simile.
Procederò con un elenco delle vie più disastrate: viale Bona è in condizioni a dir poco paurose, strada Salga idem, in strada Caldano ci sono buche così profonde da far paura ad un passaggio in macchina, via Circonvallazione è i nostri... Fori Imperiali, tanto che probabilmente bisognerebbe renderla parco archeologico (dato anche il bell'esempio di rudere preclassico della stazione vecchia); e come non dimenticare quella pista carovaniera che è via Venaria? Per non dilungarmi troppo tacerò di altre arterie non praticatissime (come strada Francia, dove un giorno o l'altro rischieremo di veder andare a finire nel fosso qualcuno di quei giovani burloni che vi sfrecciano a velocità degne della ventiquattrore di Le Mans).
Ed ora passiamo ai fatti. Come molti sapranno, è possibile richiedere al Comune i danni eventualmente subiti se causati dalla cattiva (o forse sarebbe meglio dire inesistente) manutenzione del manto stradale quindi invito gli automobilisti a dotarsi di un qualsiasi apparecchio fotografico ed esigere, dopo aver opportunamente fotografato la buca, il dovuto risarcimento del danno. Io stesso sono stato vittima di un paio di queste voragini (una al Prato della Fiera, l'altra al fondo di via Carlo Cravero) ed ho dovuto far raddrizzare ben due cerchioni. Per spirito civico non ho alzato la voce e non ho richiesto alcunché all'Amministrazione Comunale. Ora però la misura è colma e in eventuali casi venturi mi farò valere, come spero faranno tutti i miei concittadini, magari inondando di richieste gli uffici di piazza Europa e forse facendo capire una volta per tutte ai nostri amministratori che la prevenzione è meglio del pagamento del danno.
Cordialissimi saluti
Fabio Spina

lunedì 2 maggio 2011

Uranio impoverito: accertiamo la verità

Oggi torniamo a parlare della vicenda dell'uranio impoverito, che tanto sta facendo discutere in zona, pubblicando una lettera aperta a firma dell'Associazione Nazionale Assistenza Vittime Arruolate nelle Forze Armate e Famiglie dei Caduti” (ANAVAFAF) e del WWF Valli di Lanzo.

Era il 18 ottobre 2005 quando l'esperto balistico Col. Bertino, deponendo di fronte alla Commissione di inchiesta sull'uranio impoverito, riferiva di sperimentazioni avvenute nel poligono di Ciriè (rectius San Carlo) con “cannoni con proiettili al tungsteno”. È notizia più recente che la Procura di Lanusei stia indagando sugli effetti dannosi dell'uranio impoverito impiegato nel munizionamento testato ed utilizzato nei poligoni sardi e sugli effetti della dispersione di polveri microniche o sub-microniche di minerali pesanti (c.d. “nanoparticelle”) correlata a tali attività; così come recenti sono anche le ultime sentenze che, concordi con i precedenti, condannano in sede civile il Ministero della Difesa riconoscendo un legame fra esposizione all'uranio impoverito e patologie tumorali contratte dai militari impiegati nelle operazioni di peacekeeping.
Alla luce di tali evidenze, considerato che l'uranio impoverito ha sostituito in molti Paesi il più costoso tungsteno nei munizionamenti, viene da chiedersi se anche nel poligono di Ciriè non siano stati testati tali tipi di munizioni, mancando riscontri oggettivi di analisi a riguardo. Si noti in proposito che i poligoni vengono concessi in utilizzo anche a ditte produttrici di armamenti, italiane e straniere, le quali ultime possono avvalersi anche di semplici autocertificazioni ed a cui può essere anche affidata l'operazione di bonifica, con difficoltà circa la tracciabilità del materiale impiegato e gli effetti sul territorio.
Considerata la tossicità dell'uranio impoverito in quanto tale e i danni conseguenti all'esposizione a polveri microniche o sub-microniche di minerali pesanti (quali il tungsteno ed i materiali con cui sovente sono realizzati i bersagli utilizzati per i test delle armi), espressamente riconosciuti dal legislatore (D.P.R. 37/2009, riguardante le menomazioni derivanti dall'esposizione e l'utilizzo di proiettili all'uranio impoverito e la dispersione nell'ambiente di nano-particelle di minerali pesanti prodotte da esplosione di materiale bellico), appare quanto mai opportuno porre in essere adeguate verifiche ambientali sullo stato dei luoghi.
In specie le ASL, nell'ambito delle proprie competenze, dovrebbero attivarsi al fine di verificare la presenza dei suddetti materiali nell'area del poligono e valutare la sussistenza di eventuali rischi ambientali e per la popolazione.
È auspicio di codeste associazioni, impegnate rispettivamente nella tutela del personale militare e dell'ambiente, che anche in relazione al poligono di Ciriè le autorità competenti pongano in essere opportune indagini, tanto con riguardo alla situazione attuale, quanto a quella pregressa.

Falco Accame - Presidente ANAVAFAF
Alessandro Mantelero - Presidente WWF Valli di Lanzo