venerdì 24 giugno 2011

'Ndrangheta: la denuncia della Sert


Oggi pubblichiamo una lettera iviataci dal titolare della ditta Sert srl di Leinì, della cui vicenda ci siamo già occupati in passato, che ci sottopone alcune considerazioni sulla questione delle infiltrazione della malavita organizzata nel tessuto sociale e politico locale.

Ho letto il vostro blog di denuncia di tutto il malaffare del sistema Italia, non mi stupisce che anche a Caselle, vi siano le stesse infiltrazioni mafiose presenti a Leinì, e ho la piena convinzione che siano anche ad altissimo livello politico locale, e non è un caso che stia lottando caparbiamente da 2 anni contro le istituzioni deviate presenti sul nostro territorio, per difendere i miei diritti, volontariamente calpestati da questi fenomeni da circo.
Leggete l'appello fatto dal sindacato al Presidente della Repubblica, andate sul sito della Camera e leggete l'interrogazione parlamentare a risposta scritta n° 4/12012 del 19/5/2011.
Fate 2+2 unite tutti quelli che hanno remato contro di noi e verificate quanti sono presenti nella vicenda Minotauro, analizzate i comportamenti anomali leggendo la documentazione presente sul sito: www.sertsrl.com/doc
Purtroppo le infiltrazioni mafiose sono presenti a tutti i livelli dei partiti politici, indipendentemente dallo schieramento, non esiste più destra o sinistra, ma solo la visione miope di fare business in fretta ed a qualunque costo, non vi è il minimo rispetto del territorio, e nemmeno dei diritti dei cittadini, ed i danni cagionati da questi lanzichenecchi tra poco la collettività dovrà pagarli con gli interessi.
Purtroppo, e la mia vicenda ne è la prova, il sistema Italia, attualmente non può combattere queste piaghe, il sottoscritto, voi, e molti altri siamo i partigiani patrioti del terzo millennio, che con tecniche non convenzionali stiamo infliggendo una lezione a questo sistema malato, ma quello che ci frega sono i tempi, non è accettabile che la verità venga a galla dopo oltre 2 anni, e che i sindaci stessi si permettano di non rispettare la legge, forti della loro posizione, ed impongano ai cittadini schiavi le loro regole illecite.
Il vostro servizio ne è la riprova, se gli ispettori facessero il loro dovere, se verificassero i reali proprietari delle imprese edili, nel giro di pochi mesi il fenomeno sarebbe pesantemente ridotto di intensità, ma questo ad alcune persone non conviene farlo, cosi ci troviamo in concorrenza al tessuto produttivo sano presente sul territorio, una concorrenza sleale, impossibile da battere in quanto finanziariamente molto forte che ci strangola.
Secondo me siamo ancora in tempo a recuperare la situazione, ma occorre agire subito, e da cosa ho potuto vedere nel mio comune di Leinì, pur sapendo da anni, quasi tutti i cittadini che dietro il sindaco c'era qualcosa di strano, (ovviamente nessuno immaginava questi intrecci con la ndrangheta) non vi è stata un'indignazione popolare per far dimettere la giunta, ed a mio avviso l'indifferenza e la non indignazione sono i limiti principali per riuscire a cambiare gli eventi.

Riccardo Rastrelli   

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