mercoledì 29 settembre 2010

Qualcosa di nuovo all'orizzonte?

Alcuni giorni fa, è stata resa pubblica una interessante iniziativa, sostenuta in prima persona da note personalità quali il geologo Mario Tozzi, il metereologo Luca Mercalli, il sindaco di Cassinetta di Lugagnano Domenico Finiguerra e tanti altri. Si tratta dell’avvio della costituente di un nuovo soggetto politico ecologista, civico e democratico. Tra gli obiettivi dei promotori quello di dare una risposta al degrado politico, morale e ambientale ed ai gravi problemi economici e sociali che attanagliano il nostro paese. Mettere insieme tutte le cose che ci piacerebbe che la politica facesse, la nostra voglia di declinare i valori di giustizia, eguaglianza, rispetto e armonia con la parole e le azioni giuste per questo millennio. Un soggetto che sia in grado di andare oltre le vecchie ideologie, portando valori e moralità di cui la politica di oggi ha bisogno più che mai.
Sicuramente si tratta di obiettivi molto nobili. Le persone che stanno lavorando a questo progetto sono persone affidabili. L’impresa però è piuttosto ardua ed il rischio che ne possa nascere un ennesimo partitino da prefisso telefonico di cui nessuno sente la necessità è da tenere in considerazione. Ma per una volta proviamo a dare fiducia a chi si sta impegnando, anche perché, come dicevamo prima, si tratta di persone perbene e di sicura affidabilità. Buon lavoro dunque!

lunedì 27 settembre 2010

Rimborso spese per i servizi educativi

Sul sito del Comune di Caselle abbiamo trovato questa notizia che vi segnaliamo.

Il Comune di Caselle ha sottoscritto con la Provincia di Torino una convenzione per la concessione di Voucher di conciliazione per il miglioramento dell’occupabilità. Il voucher permette di rimborsare le spese sostenute per i servizi socio-educativi per la prima infanzia per un periodo massimo di 12 mesi e per un importo non superiore ad € 1000,00 mensili.
A chi è destinato il voucher? In primo luogo alle donne residenti e/o domiciliate nella Provincia di Torino, che hanno responsabilità di cura nei confronti di figli minori da tre mesi a sei anni che frequentano l’asilo nido comunale, o che fruiscono del servizio di mensa o di pre e post scuola nella scuola dell’infanzia o della prima classe della scuola primaria.
Chi puo’ fare richiesta? Chi partecipa a percorsi finalizzati a migliorare la propria occupabilità: persone disoccupate, inoccupate, tirocinanti, lavoratrici/lavoratori in cassa integrazione coinvolti in situazioni di crisi o riorganizzazione aziendale, procedura concorsuale dell’impresa, cessazione di attività, lavoratrici/lavoratori provvisti di contratto di collaborazione coordinata a progetto o prestazione d’opera discontinua, disabili, detenuti ed ex detenuti, giovani a rischio segnalati dai servizi sociali, dipendenti da sostanze, migranti segnalati dai servizi sociali. Per avere diritto al voucher bisogna essere avviati al lavoro da non più di tre mesi dalla data di presentazione della domanda di assegnazione oppure essere inseriti in progetti di cantiere di lavoro ai sensi della L.R. 34/2008 da non più di tre mesi dalla data di presentazione della domanda di assegnazione oppure essere inseriti in progetti finalizzati al miglioramento dell’occupabilità promossi dalla Provincia di Torino o avere un ISEE non superiore ad € 40.000,00 calcolato sui redditi 2009.
Per informazioni o per presentare le domande, rivolgersi al Centro per l’impiego di Ciriè Via Banna 14 - tel. 011.9225111 - Referente: Sig.ra Daniela Sandrone

venerdì 24 settembre 2010

Un altro disservizio di Seta

Oggi diamo spazio ad una lettera, pubblicata anche da Cose Nostre di settembre, che segnala un ennesimo disservizio di Seta, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti nel nostro comune.

Con la presente tutti i residenti di Strada San Maurizio dal 49 al 59 a Caselle Torinese comunicano di essere esasperati dal disservizio di nettezza urbana. Non se ne può più di dover aspettare settimane e continuare a telefonare per sollecitare il ritiro dei rifiuti. Oltretutto siamo a conoscenza del fatto che il ns. Comune ha le tariffe più alte della zona. Potremmo tacere e pagare senza batter ciglio se il servizio fosse impeccabile, ma dover pagare come una villa di 3 piani con giardino per degli appartamenti da 80 mq e poi ritrovarsi invasi dalla spazzatura che non viene raccolta nei giorni previsti da calendario fornitoci, bensì a settimane alterne se siamo fortunati, è veramente inammissibile.
Quest’oggi abbiamo inoltre comunicato alla Polizia Municipale che siamo entrati nella terza settimana di non raccolta plastica, i nostri sacchi sono in strada, esposti al sole, e alcune mattine li abbiamo ritrovati
aperti poiché strappati dai gatti che passavano di notte. Per non parlare del lavaggio dei bidoni che avviene forse una volta l’anno. Purtroppo l’idea di non pagare la tassa rifiuti non può divenire un’arma a nostro favore per poter dire basta a questa vergogna. Pertanto l’unico modo per farsi sentire, peraltro consigliato dalle centraliniste Seta che ricevono settimanalmente le nostre telefonate, è scrivere a tutti voi nella speranza che qualcosa cambi.
In un paese civile le tasse si pagano per avere dei servizi, non disservizi.
I residenti: Storto Valentina, Gianotti Daniele, Bellacozza Vincenzo, Pica Luciana, Esposito Serena, La Medica Silvana, Scarafile Bruno, Bernasconi Ettore, Spataro Antonio, De Tomi Roberta, Graglia Barbara, Gianotti Piergiuseppe, Manino Monica, Gianotti Andrea, Gianotti Domenico, Ferroglio Margherita, Caracciolo Daniela, Famiglia Terrosio.

giovedì 23 settembre 2010

A quando la tariffa sui rifiuti?

Oggi vogliamo riportare un pezzo dell’intervista all’assessore all’ambiente di Caselle, Angelo Canella, pubblicata dall’ultimo numero di Cose Nostre.

Il tanto decantato passaggio di tariffa da Tarsu a Tia (come si legge anche nel sito della Seta) che dovrebbe rendere più equa la ripartizione dei costi, soprattutto grazie alla differente “quantità di rifiuti conferiti dagli utenti”... ma è gestibile questo parametro? Concretamente, come avviene questa verifica? “La tariffa a regime nella raccolta differenziata comporta minori spese riguardanti lo smaltimento dei rifiuti che incide per il 40% del costo delle tariffe. Seta, ma non solo lei, non è ancora in grado di quantificare famiglia per famiglia i rifiuti indifferenziati, nonostante i contenitori siano predisposti per questi controlli grazie al codice a barre posto sul retro. Sta di fatto che meno rifiuto viene portato in discarica, minori sono i costi di smaltimento.”

Da queste parole traspare molto evidente quanto la battaglia che abbiamo intrapreso un anno fa per richiedere il rimborso dell’iva fosse sacrosanta. Quella che tutti noi paghiamo è una tassa sui rifiuti e non una tariffa. Così come è evidente l’incapacità di Seta e delle altre aziende che gestiscono la raccolta rifiuti ad applicare quanto richiesto dalla legge, ovvero una puntuale tariffa in base all’effettiva produzione dei rifiuti.
Quanto dobbiamo ancora aspettare?

lunedì 20 settembre 2010

Arriva l'audiolibro

Una vera e propria sperimentazione letteraria quella che viene organizzata dal Circolo Letture Corsare il prossimo giovedì 23 settembre presso la sede di Parole e Musica onlus in via Diaz 15 a Borgaro. Sperimentazione che vedrà come protagonista lo scrittore Gian Luca Favetto che presenterà il suo audiolibro "I nomi fanno il mondo" edito dalla casa editrice "Il Narratore". Questa proposta letteraria che viene letta ad alta voce avrà come prologo l’allestimento nella sala di uno spazio che raffigurerà un sorta di trattoria dove verso la mezzanotte due amici si ritrovano a meditare, chiacchierare intorno ad un buon bicchiere di vino e si raccontano alcune storie che hanno come protagonisti le persone e i nomi che portano. Favetto ha infatti raccolto nel suo audiolibro 41 brevissimi racconti che saranno il filo conduttore dell’incontro.
Lo scrittore ricorda nella presentazione del suo lavoro letterario che i racconti sono "piccoli romanzi in venti righe, o poco più. Prose che contengono intere storie, anche epiche, ed epoche. Una voce racconta e nomina il mondo attraverso una serie di ritratti ed esperienze, di volti e nomi. Così facendo, produce memoria… Tutti portano un pezzo della loro vita, sia quelli che in queste pagine risultano scritti, sia coloro che ci vengono per leggere e ascoltare. Sono colti in uno scatto, in un istante. Sembrano una fotografia. Ma l’immagine si muove, così come si muovono le parole. Dentro, passa il tempo…".
Lo scrittore verrà accompagnato durante la serata dal gruppo musicale dei Fanali di Scorta.
A conclusione della kermesse letteraria e musicale verrà presentato il racconto, sempre di Favetto ed edito dalla casa editrice Manni, "Diventare Pioggia".
Ricordiamo che l’iniziativa rientra nell’ambito del Settembre Borgarese 2010 ed ha il patrocinio dell’amministrazione locale.

venerdì 17 settembre 2010

La scuola dei tagli

Non solo di precari è fatta la scuola italiana. Per il secondo anno consecutivo l'apertura delle scuole avviene all'insegna del caos più totale. L'incertezza degli alunni che non sanno per quante ore settimanali frequenteranno, soprattutto se hanno chiesto tempo pieno e tempo prolungato;l'incertezza delle famiglie che non sanno a quale santo votarsi se i loro figli non saranno ammessi al tempo pieno; l'incertezza dei precari che non sanno se avranno il posto di lavoro; l'incertezza dei docenti di ruolo sull'orario; l'incertezza dei dirigenti a organizzare le classi, visto che aumentano gli alunni ma diminuiscono i posti; l'incertezza dei direttori amministrativi che non sanno in base a quale budget finanzieranno i piani dell'offerta formativa; l'incertezza degli studenti delle superiori appena "riformate" che faranno più latino e meno laboratorio se sono ai tecnici e meno italiano e più informatica se sono al classico...
In tanta incertezza, però, una cosa è certa: i tagli finanziari e di personale. In 3 anni sono stati infatti tagliati ben 8 miliardi di euro di finanziamenti alle scuole pubbliche e oltre 120 mila posti di lavoro.
I tagli aggravano il problema annoso del sovraffollamento. Gli effetti del Dpr 81/2009, che ha innalzato il numero minimo e massimo di alunni per classe, uniti ai tagli d'organico, hanno determinato la formazione di meno sezioni, sempre più affollate.

mercoledì 15 settembre 2010

Quando il vigile non vigila

Riportiamo qui di seguito una lettera di denuncia indirizzata al Sindaco e pubblicata dal sito di Vivi Caselle. La cittadina autrice della lettera vuole evidenziare la carenza di vigilanza da parte dell'amministrazione comunale che fa sì che alcune zone della nostra città diventi terra di nessuno, priva di regole e di rispetto verso il prossimo.

“Buongiorno Sig. Sindaco,
Le scrivo queste poche righe, mettendo in copia anche i vigili urbani di Caselle Torinese, in quanto da diversi mesi il parcheggio situato all'altezza di via Martiri 53 è oggetto di continui furti ai danni delle auto ivi parcheggiate.
Auto che vengono ritrovate dai proprietari prive delle 4 ruote, con le serrature forzate, i vetri rotti, ripulite di quanto contenuto all'interno, pur essendo auto provviste di antifurto questo non li spaventa e non funziona da deterrente o nel peggiore dei casi "sparite".
A questo aggiungiamo che mai si vede un auto dei vigili urbani o dei carabinieri fare capolino in questa zona/parcheggio.
Solo la scorsa domenica notte sono state aperte 4 auto tra cui la mia e quella di mio figlio e puntualmente ci siamo incontrati tutti dai carabinieri di Caselle per sporgere denuncia.
A questo punto sorgerebbe spontanea la domanda: serve a qualcosa sporgere denuncia? qualcuno prende provvedimenti in merito e provvede ad intensificare il pattugliamento della zona? Dai risultati visivi, mai si vede un'auto che fa un giro di controllo a qualsiasi ora, direi a malincuore di no!
A questo va aggiunto che spesso o meglio sempre, la sera l'angolo più nascosto del parcheggio si popola di ragazzi che bevono, fumano, non è difficile pensare cosa, fanno bordello, lasciando il luogo pieno di bottiglie di birra che puntualmente nessuno ripulisce.
Solo grazie alla pazienza di alcuni residenti, che ogni tanto provvedono a ripulire il parcheggio, mantiene un aspetto abbastanza decoroso.
Per non parlare del fatto che puntualmente durante l'orario di apertura dei negozi le macchine lasciate in doppia fila o peggio davanti all'ingresso o all'uscita del parcheggio, non si contano e spesso si deve litigare ed arrivare quasi alla rissa per farsi strada ed uscire dal parcheggio per poter finalmente recarsi al posto di lavoro in tempo. Anche queste segnalazioni sono state più volte fatte ai vigili urbani ma non si è mai risolto nulla, magari il passaggio di un auto e qualche contravvenzione potrebbero fare da deterrente anche a questo fastidioso e poco civico problema. La domanda è molto semplice, cosa bisogna fare per far piazzare un telecamera in questo parcheggio? Dobbiamo agire con una raccolta firme? Provocatoriamente, dobbiamo provvedere a farci giustizia da soli?
Grazie per il tempo dedicatomi e buon lavoro, certa di una sua cortese risposta, porgo distinti saluti".

Una cittadina di Caselle un po' stanca...

lunedì 13 settembre 2010

Angela Lano a Borgaro

Nuova iniziativa organizzata dal “Circolo Berlinguer” per il 14 settembre. Questa volta l’ospite della sede di via Diaz 15 a Borgaro sarà Angela Lano. Si tratta della realizzazione dell’impegno che gli organizzatori si sono presi agli inizi dello scorso giugno, dopo la notizia del sequestro dei pacifisti che volevano forzare con un convoglio di navi il blocco che gli israeliani hanno imposto alla città palestinese di Gaza. Una serata organizzata in collaborazione con Parole e Musica onlus durante la quale si potrà ascoltare la sua esperienza di sequestrata nelle carceri israeliane, i motivi della sua partecipazione alla missione umanitaria "Freedom Flottilla" e le prospettive sul futuro della causa palestinese.
Una serata di riflessione e impegno con una donna che da anni studia il mondo arabo, in particolare quello femminile, al quale ha dedicato alcune pubblicazioni presentate anche in incontri presso il Circolo Berlinguer, del quale è una preziosa collaboratrice.
Durante l'incontro, di ritorno da un viaggio in Israele, Debora Tagliareni, collaboratrice del "NonSoloContro", contribuirà con la sua testimonianza diretta al dibattito. Non mancare a questa serata invitando a partecipare. Una iniziativa che se ben riuscita può essere da volano per altre interessanti iniziative che chiunque può proporre sempre nell’ottica di sperimentare nel nostro territorio momenti di riflessione politici, culturali e sociali che vanno in qualche modo controcorrente, ma che hanno fatto rilevare che anche nella nostra società locale c’è chi ha voglia di partecipare ad iniziative come queste rispetto alle solite proposte gastrodanzanti, che possono essere godibili, ma che non lasciano e non lanciano segnali utili.

venerdì 10 settembre 2010

Settembre casellese con polemiche

Oggi vogliamo dare spazio ad una lettera di Stefano Rollero in merito ad uno spiacevole "incidente" con la nostra amministrazione comunale. Ovviamente siamo pronti a dare spazio ad una eventuale replica dell'amministrazione, se riterrà di rispondere.

Nelle manifestazioni del Settembre casellese 2010, mi ero reso disponibile per una performance artistica da svolgersi in piazza Europa, (per tutto il giorno) l’unico tratto pedonale nel centro storico di Caselle.
L’iniziativa era stata promossa dal gruppo dei pittori dello scalo, in collaborazione con l’assessorato alla Cultura.
Alcuni anni fa la stessa iniziativa, ebbe un notevole riscontro di pubblico. Gli artisti si posizionarono nella piazzetta, con tanto di cavalletto, proponendo sul momento la realizzazione di opere pittoriche, sculture, creando un interessante percorso artistico attraverso varie tecniche di espressione.
La performance artistica “Due passi tra l’arte, pretesto per incontrarti”, sul libretto della Pro-Loco per la manifestazione di quest’anno, era già stata fissata dal mese di marzo ma ho ricevuto notizia dall’assessore che la nostra manifestazione è stata spostata in altro luogo, prato fiera o parcheggio di piazza Falcone, per poter svolgere altro evento.
In questi giorni mi ero già attivato ad invitare gli artisti, ma con rammarico devo disdire l’appuntamento.
A mio avviso quello era il posto più idoneo e l’amministrazione avrà sicuramente un danno sia per l'immagine e per il mancato rispetto nei confronti delle associazioni culturali che svolgono questi impegni in modo totalmente volontario.
Era comunque un omaggio alla città, probabilmente questa amministrazione comunale non sente di valorizzare l’arte, chiedi spiegazioni e si fanno negare, si sentono tutti padri eterni, corroborati da arroganza e favoritismi, decidono tutto in pochi a cose fatte. Allora andate a quel paese!

mercoledì 8 settembre 2010

Multati i comuni che non fanno la differenziata

Sono 42 nel 2007 e 31 nel 2008 i comuni della provincia di Torino che non hanno raggiunto le percentuali di raccolta differenziata previste per legge e che, per questo motivo, dovranno pagare alla Provincia 131 mila euro di sanzioni. E' questo il costo complessivo per le amministrazioni comunali del mancato raggiungimento a fine 2007 del 35% di raccolta differenziata e, a fine 2008, del 40%. Gli importi delle multe, comune per comune, sono disponibili nel testo della delibera provinciale. L'ammontare complessivo delle sanzioni è pari a circa 390 mila euro, ma la maggior parte delle amministrazioni, come permesso dalla normativa, hanno optato per un pagamento in misura ridotta di 2/3 entro i 60 giorni dalla pubblicazione della delibera.
La sanzione, pari a 0,30 euro per abitante per ogni punto percentuale inferiore agli obiettivi minimi previsti, vede in testa alla classifica dei comuni inadempienti nel 2007 Pinerolo con una multa di 42 mila euro. Il primato negativo nel 2008 spetta invece ai nostri vicini di Borgaro con più di 65 mila euro di sanzione.
Caselle non ha subito sanzioni, in quanto la percentuale di raccolta differenziata è abbondantemente oltre i minimi previsti. Notiamo però, con rammarico, che siamo passati dal 59,8% del 2007 al 58,1% del 2008. Una tendenza negativa che speriamo i dati del 2009 e 2010 possano invertire. Si può fare decisamente di più, come dimostrano i molti i comuni che hanno raggiunto una percentuale di raccolta differenziata superiore al 70%.

Fonte: Eco delle Città

lunedì 6 settembre 2010

I fischi alla festa

Finalmente alla Festa nazionale del PD è successo qualcosa: dopo giornate tristi e monotone ci hanno pensato alcuni contestatori a ravvivare un po' il clima.
I fatti sono noti: c'era Schifani, presidente del Senato e chiacchierato avvocato di mafiosi, col suo passato carico di zone d'ombra e discutibili avvenimenti personali e professionali. C'era Fassino, che dire... Insieme a un noto giornalista Rai, ovviamente democratico, dovevano discutere di politica.
Un'oretta indolore ma significativa, vista la penuria di centrodestri illustri alla Festa democratica di quest'anno. I grillini, il popolo viola e chissà chi altro organizza una sacrosanta contestazione al personaggio e, a seguire, si innesca il solito corollario di polemiche e minacce di rompere alleanze del giorno dopo. Niente di nuovo, se non la solita miseria che la politica esibisce tutti i giorni, però qualche considerazione bisogna ben farla in questo nostro paese dove anche le cose più normali diventano straordinarie manifestazione di stupidità.
La prima: dare degli squadristi a un gruppo di contestatori non violenti e civilmente attrezzati è una pericolosa cretinata. Fanno intendere che gli squadristi, quelli veri, sono innocenti persone che agitano un libretto rosso al sabato pomeriggio, prima di andare a fare un giro in via Garibaldi, magari mangiandosi un gelato coi figli e i nipoti. Invece gli squadristi veri usano altri metodi e diffondono valori ben differenti, anche quelli in doppiopetto e non tutti di destra....
La seconda: il fatto che la contestazione si sviluppi alla Festa del PD deve ovviamente impegnare al massimo il PD stesso a garantire l'incolumità (ma non era questo il caso) e il diritto di espressione dell'ospite: mi sembra che l'abbiano fatto, gli insulti ai fischiatori sono un di più pericoloso. La festa del PD è suolo torinese, praticabile da chiunque e i fischi e le contestazioni non sono un delitto di lesa maestà per il solo fatto che sono stati praticati lì, senza la preventiva autorizzazione dei capibastone locali.
La terza: Schifani è il presidente del Senato, gira a piede libero fino a quando non verrà condannato, se verrà riconosciuto colpevole di qualche reato. Il giudizio politico sul soggetto lo precede e sarebbe bene che una qualche valutazione fosse operata prima di invitarlo alla Festa. Una volta che l'invito è fatto, sta al giudizio politico di tutti noi valutare se il PD abbia fatto bene o male e che cosa dimostri con questa azione. Se fosse dipeso da me non l'avrei invitato, come nessuno dei condannati per reati contro la Pubblica amministrazione e meno che meno in odore di mafia. Infatti il peso politico, mio e dei miei amici che la pensano come me, è irrilevante, quello del PD no.

venerdì 3 settembre 2010

La Repubblica Italiana è fondata sul cemento

Oggi vi proponiamo un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano il 1 settembre scorso. Si tratta di un argomento che spesso affrontiamo su questo blog e ci fa piacere a non essere i soli a sollevare certe questioni, particolarmente di attualità anche a Caselle.

“La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.
Così recita l’art. 9 della nostra bella Costituzione. Queste 13 parole assegnano un dovere molto preciso ai governanti che dal dopoguerra si misurano, a tutti i livelli amministrativi, con la gestione del territorio italiano che, per le sue qualità, richiede delicatezza e moderazione.
Tutelare. Un verbo appartenente alla categoria dei premonitori. Sicuramente dettato da uno stato di preoccupazione. Perché tutelare sta ad indicare la necessità di adottare precauzioni per difendere o salvaguardare beni, diritti o altro, così da proteggersi da persone o cose. Ed infatti, c’era proprio di che preoccuparsi.
Preoccuparsi del dilagare di un altro principio sancito da un articolo non formale ma sostanziale: La Repubblica Italiana è fondata sul cemento.
Si assiste da decenni a piani regolatori che in ogni comune hanno previsto espansioni al di fuori delle mura. Centri storici abbandonati e che crollano letteralmente a pezzi. Insediamenti residenziali e commerciali che sommati uno all’altro hanno creato delle città continue, conurbazioni enormi e periferie grigie, anonime e indistinte. Outlet con sconti da capogiro e cittadelle del divertimento che offrono, in zona tangenziale, la bella vita! E poi le infrastrutture, soprattutto quelle autostradali e a scorrimento veloce (veloci sulla carta, perché in realtà sono sempre intasate di lavoratori/consumatori in cerca della via d’accesso alla bella vita), raccordi, rotonde, complanari. Nastri di asfalto la cui costruzione porta con se la trasformazione di veri dipinti. Si parte con cerimonie di posa della prima pietra in aperta campagna, con grano e papaveri sullo sfondo; si termina con inaugurazioni (quando ci si arriva) in paesaggi artificiali, scatoloni prefabbricati e insegne luminose con palmette a luce intermittente.
E’ forse questa, la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, voluta dai tanto amati e idolatrati padri costituenti? Fertili pianure agricole, romantiche coste marine, affascinanti pendenze montane e armoniose curve collinari, quotidianamente sottoposte alla minaccia, all’attacco e all’invasione di betoniere, trivelle e ruspe? In Liguria, terminata la terra ferma, hanno iniziato a costruire nel mare. La Padania, che qualcuno immagina come una terra celtica attraversata dal Divino Po, è in realtà una megalopoli che da Torino arriva a Venezia quasi senza soluzione di continuità. La Campania non è più Felix. Il teodolite (quell’attrezzo tipo cannocchiale usato da ingegneri e geometri ai bordi delle provinciali per i rilievi topografici) è il segno premonitore dell’imminente colata di cemento che può verificarsi ovunque e senza nessuno scrupolo, nei posti più impensabili o protetti, in prossimità di un sito archeologico, in piena oasi naturale, a ridosso di un borgo medievale.
Tutti i sindaci d’Italia, avendo giurato sulla Costituzione, dovrebbero mettere in pratica fin dal primo giorno del loro insediamento un’azione volta alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, purtroppo però tale obbligo costituzionale è stato completamente disatteso lasciando campo libero ad una politica urbanistica basata sulla speculazione, sui condoni edilizi e sull’azione selvaggia e barbara di chi ha avvallato, approvato o ha taciuto di fronte all’ispessimento quotidiano della repellente crosta di cemento e asfalto, come la chiamava Antonio Cederna.
E’ stato cavalcato un unico modello di sviluppo: quello iperconsumista e iperindividualista, che tutto divora. Senza alcun rispetto per la storia, per la natura e per i beni comuni. I protagonisti? Trasversali. Chi si ispirava e si ispira al sogno americano, chi sognava e da tempo ormai non sogna più il Sol dell’Avvenir.
Tutto questo può cambiare? Non solo può ma deve!
Dobbiamo disintossicarci dai volantini del 3×2, dagli sconti imperdibili e dagli incentivi per auto da restituire in pedaggi autostradali.
Dobbiamo essere cittadini consapevoli che la crosta repellente di asfalto e cemento non è solo veleno per la terra d’Italia, ma è anche piombo nelle ali dei suoi stessi figli. E che se vogliamo davvero far riprendere il volo a questo paese, che continuiamo a definire il Bel Paese, è necessario prima di tutto amarlo e in qualche caso… mettersi in prima persona davanti al teodolite, per dire:”No! Basta cemento!”

mercoledì 1 settembre 2010

Piccoli uomini, grandi opere

Piccoli uomini ci parlano ogni giorno di grandi opere mentre il Paese cade a pezzi, giorno dopo giorno.
Siamo seduti su una miniera d’oro, il nostro amato territorio, e lo stiamo seppellendo di cemento e idiozia.
Che classe dirigente è quella che distrugge il futuro del Paese che amministra? E’ come se il manager di un’azienda quotata in borsa convocasse una conferenza stampa per annunciare il proprio fallimento. Come se il preside di una scuola murasse anno dopo anno tutte le aule e i laboratori del suo istituto…
Abbiamo un territorio meraviglioso, pieno zeppo di monumenti, chiese, piazze, borghi. Un territorio con paesaggi e luoghi mozzafiato, pieni di storia e di futuro, pieni di vita e bellezza.
Dovremmo fare un’unica, vera, grande opera: una colossale operazione di manutenzione straordinaria della nazione, che potremmo far partire domani mattina creando in poche settimane centinaia di migliaia di posti di lavoro.
C’è un intero Paese da rimettere in sesto, case da ristrutturare (anche da un punto di vista energetico), paesi e quartieri da mettere in sicurezza perché tangenti, condoni e speculazioni varie hanno permesso di tutto, alla faccia della legalità e sulla pelle delle popolazioni locali.
C’è un Paese da ricominciare ad amare, e da valorizzare, tramite un turismo responsabile e consapevole, che non deturpi e distrugga, ma conservi e mantenga.
Non ci sono i soldi? Balle, i soldi ci sono, il problema è che li buttiamo nel cesso per fare cose inutili e dannose. Chi ha deciso infatti di impegnare quindici miliardi di euro per acquistare 135 cacciabombardieri che useremo per “esportare democrazia” in giro per il mondo? Quante cose si fanno con quindici miliardi di euro…?
Quanti quattrini gettiamo e getteremo per realizzare opere devastanti per l’ambiente e la qualità della vita delle comunità, che si vedranno ancora una volta scavalcate per decisioni prese da un’altra parte?
Ma la politica ha lo sguardo rivolto altrove, ha sempre altro a cui pensare. Di soldi per il turismo ne spende, a volte anche parecchi, ma sarebbero spesi meglio gettandoli dalla finestra: ricordate i milioni di euro bruciati dall’allora vicepresidente del consiglio nonché ministro Rutelli per la realizzazione di un sito Internet che doveva servire per promuovere l’Italia nel mondo? E i più recenti spot con la voce del nostro amato presidente…?
Del resto basta pensare solo per un momento all’attuale ministra al turismo, e il quadro è completo…