Oggi ospitiamo una riflessione di Stefano Rollero in merito alla scelta del "Casellese dell'anno", premio promosso dalla Pro Loco di Caselle. Una riflessione che non si può non condividere. Anzi, siamo convinti che vada sostenuta. Ci piace pensare che la giuria che si riunisce oggi voglia accogliere questa proposta che vi invitiamo a leggerenti.Considero che una società si evolva attraverso la sensibilità dei suoi cittadini e del contributo di ogni singolo cittadino che si impegna per far crescere la propria qualità della vita, ma soprattutto per quella parte del proprio tempo libero che offre, gratuitamente, per migliorare il proprio paese.
Un ruolo importante lo svolge la Pro Loco, che da oltre 30 anni lavora per creare momenti di aggregazione significativi. Tra quelli più importanti, a mio avviso, è quella del “Casellese dell’anno” che promuove il cittadino che si è distinto per percorsi professionali, per la cultura o più campi, sport, musica, ecc. Persone perbene e a volte cittadini che godono di un prestigio economico. Ma nel tessuto sociale variegato del motivo comune ci sono tanti cittadini silenziosi, a volte auto emarginati che pure danno esempi di vita esemplare per umiltà e sacrificio, per lotta giornaliera, verso l’avversa fortuna, che affrontano con determinazione e coraggio.
Per questo penso che sarebbe una scelta molto significativa se la Pro Loco, per il prossimo “Casellese dell’anno” considerasse uno di questi aspetti come esempio di “etica sociale e cristiana” per umiltà e responsabilità verso il senso e il dovere pur vivendo in una condizione difficile.
A tal proposito, vorrei segnalare un nostro cittadino che nella sua particolare condizione offre esempio nel modo come provvede ai propri figli in quella condizione difficile (diversamente abili), guardando al futuro con dignità nonostante tutto. Non è forse questa la radice più giusta che sta in noi fino al punto di commuoverci nel momento della conoscenza, ma poi segue la nostra comoda giustificazione: “cosa posso fare io?”. Tutti possiamo e dobbiamo fare qualcosa a partire dalla riconoscenza nelle persone che contano, non per ricchezza ma per morale, esempio famigliare e affettivo che incarna il senso profondo della vita che parte dal basso per quei valori alti, come fosse un messaggio di redenzione dettata da Cristo con il Natale dietro l’angolo e confuso nel panettone. Oggi, con l’attenzione della Pro Loco, questa scelta può servire come un esempio umile, ma di riscatto sociale, in questa società in declino, e come esempio e richiamo etico per tutti.
1 commenti:
È Don Claudio, il casellese dell’anno 2010.
Domenica 12 dicembre, alle 11, nel centro multifunzionale ed espositivo di via Bona, riceverà la nomina, istituita anni fa dalla Pro Loco che rappresenta il riconoscimento al suo impegno intenso ed operoso, testimoniato anche dalle tante iniziative che in umiltà egli ha sempre sviluppato a favore della comunità religiosa e laica, con particolare attenzione ai giovani, agli anziani ed ai più deboli.
Mi piace concludere questa nota con gli auguri a Don Claudio e alla Pro-Loco per la scelta significativa.
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