Oggi vogliamo riportare un pezzo dell’intervista all’assessore all’ambiente di Caselle, Angelo Canella, pubblicata dall’ultimo numero di Cose Nostre.Il tanto decantato passaggio di tariffa da Tarsu a Tia (come si legge anche nel sito della Seta) che dovrebbe rendere più equa la ripartizione dei costi, soprattutto grazie alla differente “quantità di rifiuti conferiti dagli utenti”... ma è gestibile questo parametro? Concretamente, come avviene questa verifica? “La tariffa a regime nella raccolta differenziata comporta minori spese riguardanti lo smaltimento dei rifiuti che incide per il 40% del costo delle tariffe. Seta, ma non solo lei, non è ancora in grado di quantificare famiglia per famiglia i rifiuti indifferenziati, nonostante i contenitori siano predisposti per questi controlli grazie al codice a barre posto sul retro. Sta di fatto che meno rifiuto viene portato in discarica, minori sono i costi di smaltimento.”
Da queste parole traspare molto evidente quanto la battaglia che abbiamo intrapreso un anno fa per richiedere il rimborso dell’iva fosse sacrosanta. Quella che tutti noi paghiamo è una tassa sui rifiuti e non una tariffa. Così come è evidente l’incapacità di Seta e delle altre aziende che gestiscono la raccolta rifiuti ad applicare quanto richiesto dalla legge, ovvero una puntuale tariffa in base all’effettiva produzione dei rifiuti.
Quanto dobbiamo ancora aspettare?
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