Vi ricordate "Lettera ad una profossoressa" di don Milani? Si tratta di un'opera che risale al maggio 1967 in cui i ragazzi della scuola di Barbiana denunciavano il sistema scolastico ed il metodo didattico che favoriva l'istruzione delle classi più ricche lasciando la piaga dell'analfabetismo su gran parte del paese.Ora una professoressa ha immaginato di rispondere a quella lettera prendendo spunto dalla situazione attuale del mondo della scuola. Ecco il testo:
Caro don Lorenzo,
sono passati quanti anni dalla lettera che mi hai inviato? 42? 43? Il mondo è cambiato mille volte da allora. E’ cambiato il mondo, sono cambiata io, anche se ho esattamente gli stessi anni di quella lettera che tengo sul comodino e conosco a memoria. Eppure io mi ritrovo a insegnare incredibilmente nella scuola dei tuoi poveri Giovanni, sempre più distinti dai ricchi Pierini. Non a Barbiana, bensì in una periferia palermitana, in Sicilia, nella regione più povera d’Italia. Quella che avrebbe bisogno di attenzioni e aiuti e invece ha avuto, indistintamente, gli stessi identici tagli che si sono verificati altrove. Solo che qui un taglio è la decapitazione. “Non si divide una torta in parti uguali tra diseguali”, così mi hai spiegato e mi avevi convinta. 40 anni fa, ci avevi convinti tutti. Noi insegnanti e quelli che decidono. Avevamo capito la tua lezione. Ci abbiamo provato a fare una scuola migliore. E l’avevamo fatta, lasciamelo dire, prima che arrivasse questo disastro.
sono passati quanti anni dalla lettera che mi hai inviato? 42? 43? Il mondo è cambiato mille volte da allora. E’ cambiato il mondo, sono cambiata io, anche se ho esattamente gli stessi anni di quella lettera che tengo sul comodino e conosco a memoria. Eppure io mi ritrovo a insegnare incredibilmente nella scuola dei tuoi poveri Giovanni, sempre più distinti dai ricchi Pierini. Non a Barbiana, bensì in una periferia palermitana, in Sicilia, nella regione più povera d’Italia. Quella che avrebbe bisogno di attenzioni e aiuti e invece ha avuto, indistintamente, gli stessi identici tagli che si sono verificati altrove. Solo che qui un taglio è la decapitazione. “Non si divide una torta in parti uguali tra diseguali”, così mi hai spiegato e mi avevi convinta. 40 anni fa, ci avevi convinti tutti. Noi insegnanti e quelli che decidono. Avevamo capito la tua lezione. Ci abbiamo provato a fare una scuola migliore. E l’avevamo fatta, lasciamelo dire, prima che arrivasse questo disastro.
Il testo completo si trova qui
1 commenti:
Don Lorenzo Milani di Barbiana del Mugello, era prete scomodo, un grande uomo che nella sua umiltà e coraggio ha fatto molto e non si è risparmiato.
Un rivoluzionario senza partito che ha mandato a gambe all'aria l'intero impianto culturale su cui poggiava la scuola di quel tempo: autoritaria, selettiva, bigotta.
Cosa rimane del suo insegnamento?
Nulla.....
Anzi, oggi con la “riforma dei tagli” della Gelmini si ritorna a quel passato: eliminati gli insegnanti con periodi di compresenza, ritorno al “Maestro unico” e riduzione del tempo-scuola da 30 a 24 ore, cambio di modello a più insegnanti che non permette più agli studenti di svolgere attività aggiuntive (laboratori, musica, teatro, ecc.) che arricchiscono la didattica e la conoscenza, aumento della precarietà dei docenti, attacco all’autonomia, ed un progetto finale per distrugge l’Università pubblica, chiudendola ai giovani meno ambienti e alla ricerca.
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