lunedì 25 gennaio 2010

La Parigi-Dakar a Caselle?

Iniziamo la settimana dando spazio ad una lettera pubblicata da Cose Nostre che denuncia lo stato in cui versa strada Salga. Non è certo l'unica via di Caselle che si trova in questa situazione, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.


Quotidianamente, e più di una volta al giorno, mi capita di dover percorrere quel fantastico patchwork d’asfalto che è diventato Strada Salga, soprattutto nell’ultimo tratto, quello compreso tra l’edificio della scuola media e l’innesto con via alle Fabbriche.

La sede stradale di via Salga ha più rattoppi del vestito di Arlecchino e vanta il sicuro e non invidiabile primato di possedere tutte le possibili tonalità di grigio e di rappezzo. Tra tombini che si ergono a tumulo, buche e spaccature, vi si coglie persino qualcosa di artistico e sovrannaturale, che però stringe il cuore.

Non lo fa sobbalzare, quello no, perché a ciò provvedono i sempre più stanchi ammortizzatori delle nostre auto, stremati da un percorso più simile a quello della Parigi – Dakar d’un tempo che a quello che dovrebbe garantire un città di quasi ventimila abitanti.

Non è da molto che abito a Caselle, ne apprezzo molti lati e molti aspetti, ma non sopporto i commenti dei nostri amici quando vengono a trovarci: che sia una strada da “quarto mondo” a far da biglietto da visita alla mia città d’adozione, bé’, mi fa proprio girare le scatole.

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