lunedì 11 gennaio 2010

La class action all'italiana

La mantagna che partorisce il topolino. Così potremmo definire la versione italiana della class action entrata in vigore il 1 gennaio. In realtà non esiste una vera e propria legge sulla class action, ma si tratta semplicemente di alcuni punti inseriti nella legge finanziaria del 2010. Dopo un anno e mezzo di continui rinvii e limature ci troviamo infatti ad avere a che fare con una "legge" monca. Vediamo nel dettaglio perchè:
  • può essere avviata solo per danni derivanti da prodotti pericolosi o difettosi o da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza;
  • unico caso in Europa, è il cittadino a doversi attivare contro l'impresa scorretta, mentre le associazioni dei consumatori sono relegate ad un ruolo secondario;
  • se chi ha avviato la causa dovesse perdere, può subire una pesante sanzione. In questo modo è evidente che si disincentiva chiunque dall'avviare qualsiasi causa legale;
  • se invece dovesse vincere, l'impresa è tenuta a pagare solo il danno subito dal cittadino, mentre non è prevista nessuna sanzione;
  • nel caso della pubblica amministrazione, non è previsto nessun danno da risarcire, ma si ottiene solo il rispristino del servizio interrotto o non reso.
Insomma, più che una legge sulla class action, si tratta di un insieme di norme tese a disincentivare la class action.

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