lunedì 30 novembre 2009

Il muro magico

Nel post precedente abbiamo peso spunto da un episodio messo in risalto dai giornali locali per parlare dei numeri della crisi che molti fanno finta di non vedere. Così come spesso si fa finta di non vedere o non si vogliono vedere le vittime di questa crisi. Rimaniamo in argomento per trattare del muro anti barboni che si sta per costruire nei pressi di una fermata della metropolitana di Milano. Questo episodio è sintomatico di come si pensa di risolvere un problema sociale: nasconderlo alla vista. Se un problema non si vede, non esiste. Fosse così semplice, basterebbe costruire un muro davanti ad ogni problema e il modo sarebbe migliore. Invece non è così. I muri servono solo a nascondere. I problemi sociali vanno affrontati e risolti alla radice. Bisogna averne la volontà e le capacità, altrimenti è moplto più semplice prendere le scorciatoie che altro non fanno che rimandare le soluzioni ed aggravare i problemi.
Stiamo però attenti, perchè di questi tempi basta poco per trovarci dall'altra parte del muro. Quella che nessuno vuole vedere.

sabato 28 novembre 2009

I tanti piccoli numeri della grande crisi

L'ultimo numero de Il Canavese dedica una pagina alla situazione di una famiglia mappanese che versa in gravi difficoltà economiche. Una delle tante vittime di questa crisi che continua a mietere vittime, nonostante qualcuno si ostini a dire che la crisi è passata, anzi forse non c'è mai stata. Eppure questa famiglia non è che un altro piccolo numero che si aggiunge a tantissimi altri piccoli numeri. Numeri che in questo autunno sono diventati molto grandi e che già abbiamo snocciolato qui il mese scorso. Numeri che non accennano a fermarsi e continuano imperterriti a correre.
In alcuni casi è crisi vera, soprattutto per artigiani, piccole imprese, ditte familiari. In altri casi invece è successo e sta succedendo che grandi gruppi abbiano approfittato della crisi per riempire le casse e diminuire il personale, grazie anche agli aiuti statali.
Così succede che il nostro vicino di casa sia ridotto alla disperazione e noi facciamo finta di non vederlo perchè non lo vogliamo vedere. Proviamo un senso di fastidio e ci convinciamo che il loro problema è un problema loro. Mentre invece è un problema sociale, e quindi anche nostro, che nessuno vuole affrontare seriamente perchè, sostengono, i veri problemi sono altri.
I problemi sono sempre altri quando nessuno li vuole affrontare.

giovedì 26 novembre 2009

Racconti Corsari 2009

Anche quest’anno tutto è pronto per la cerimonia di premiazione della quinta edizione del Premio Letterario Nazionale “Racconti Corsari” che si svolgerà sabato 28 novembre a Caselle a partire dalle ore 10.30 presso la sala consiliare del comune di Caselle. Alla cerimonia saranno presenti i quattro vincitori di questa edizione organizzata, come sempre, dalle associazioni "Parole & Musica" e "Circolo Berlinguer", premiati dal presidente della giuria Gian Luca Favetto e dal giornalista Rai Stefano Tallia alla presenza delle autorità locali.
L’edizione di quest’anno, intitolata "Le lettere liberano le passioni" vede come vincitori: Massimo Maso (sezione over 18 a tema libero), Sara Gregori (under 18 a tema libero), Lorenzo Teodoro (sezione dedicata allo sport) e Luigi Spiota ((sezione dedicata al Piemonte).

martedì 24 novembre 2009

Niente regali alle mafie

In questi giorni il Parlamento sta discutendo della finanziaria 2009. Un emendamento alla legge presentato dal governo consente di vendere i beni confiscati alle mafie che non siano stati destinati entro 3 o 6 mesi. E la possibilità che a ricomprare quei beni siano i mafiosi stessi è quanto mai concreta.
Contro questa proposta l’associazione
Libera lancia una petizione che pubblichiamo qui di seguito ed a cui vi invitiamo ad aderire.

Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96.
Oggi quell'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere
, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.
La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge.
E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.
Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
No, non ci siamo.

venerdì 20 novembre 2009

25 novembre

Il 25 novembre si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. In occasione di questa ricorrenza l’associazione culturale In-Difesa ha organizzato, con il patrocinio della Città di Caselle, un’iniziativa dal titolo “Il riconoscimento della violenza di genere come violazione dei diritti umani”. L’iniziativa avrà luogo mercoledì prossimo alle ore 21.00 presso la sala Fratelli Cervi, in via Mazzini 60 a Caselle. Interverranno l’assessore regionale all’istruzione ed alla formazione Giovanna Pentenero e la psicologa Paola Libanoro. Inoltre è prevista l’introduzione di Roberta Bruatto, a nome dell’associazione che organizza la serata, ed alcuni interventi musicali dell’associazione Orme.
Scopo della serata è anche quello di denunciare la discriminazione e l’indifferenza che troppo spesso si crea di fronte alla violenza, verbale o fisica, nei confronti di una donna.

mercoledì 18 novembre 2009

Bisogna scendere in campo!

Dopo un periodo di sosta per questioni tecnico-organizzative, il sito di ViviCaselle è tornato online da un paio di settimane con alcune piccole novità grafiche ed altre nel contenuto. Alcune sezioni del sito sono ancora in fase di perfezionamento, ma il comitato di via Che Guevara è a disposizione dei casellesi per raccogliere segnalazioni e denunce.
Ecco cosa scrive il comitato sul proprio sito rilanciando il proprio impegno al servizio dei cittadini:

Bisogna scendere in campo!
Lo diciamo da comuni cittadini. Alle volte però non è facile. Ecco perché questo periodo di stand-by. Poi ci siamo ricontati ed eccoci di nuovo qui più forti e motivati che mai; assumendo di volta in volta le vesti di giornalisti attenti, narrando episodi, eventi, circostanze e fatti rilevanti del vivere della nostra cittadina. Il desiderio è quello di guardare i fatti non da sinistra o da destra, ma con obiettività, quella che si richiede quando si vuole fare chiarezza, motivata dal diritto di critica per contribuire a disegnare il punto di vista del Cittadino (una volta tanto) e soprattutto una direzione verso la quale procedere.
Il sogno è raggiungere una modernità ed una crescita culturale che a Caselle si stenta ancora a vedere realizzati pienamente. Eppure le forze ci sono. Quelle sane, quelle che si ispirano all'idea di giustizia e democrazia proprie di un vivere civile. Lontane da lobby affaristiche e da portaborse senza fede e senza etica, ma vicine all'egoismo che spadroneggia negli affari pubblici e quelli privati.
E’ anche difficile lavorare nell’indifferenza degli altri cittadini che ti dicono tanto non serve a nulla, ma bisogna uscire fuori dalla tana, credere nell'unione delle forze del dell'associazionismo. Un esempio si è avuto nel dibattito aperto al pubblico promosso dal comitato ViviCaselle e dal blog NonSoloCaselle il 2 ottobre scorso. Come si è notato la gente è consapevole e "matura", e non vuole sentirsi dire come sarà la Caselle del futuro, ma vuole proporre all’amministrazione tutta una Caselle più vivibile, tipica di una democrazia partecipata dove al centro c’è il Cittadino.
Chiudiamo sottolineando che noi non siamo qui per fare politica, ma per restituirla ai cittadini.

lunedì 16 novembre 2009

L'incrinarsi di una persistenza

Nuovo appuntamento letterario organizzato dal neonato Circolo Letture Corsare: giovedì 19 novembre alle ore 21, presentazione del libro di Maurizio Cometto "L'incrinarsi di una pesistenza" presso la sede dell'associazione Parole e Musica onlus in via Diaz 15 a Borgaro.
La serata sarà introdotta e condotta dallo scrittore Andrea Borla.
Il libro di Cometto descrive di fantasmi in imprese ciclistiche e sui treni, tombe egizie torinesi e abissi cittadini, un ultima fantasmagorico concerto dell’umanità e incubi belanti, terre di sogno e stanze dalle porte chiuse. "L'incrinarsi di una persistenza" è sicuramente quello che si può dire un caso letterario. Cometto è stato definito da molti critici come il miglior scrittore della nuova letteratura fantastica italiana. Un caso di un libro scoperto ed edito da un piccolo editore come Il Foglio, lontano dalle logiche di mercato ma attento alla qualità narrativa. "L'incrinarsi di una persistenza" è forse l'antologia definitiva di Maurizio Cometto, la sua opera più bella, e di sicuro un libro destinato a far scuola nel panorama della narrativa italiana.

venerdì 13 novembre 2009

I crocifissi da difendere

In questi giorni si sta facendo un gran parlare di crocifisso. Se ne parla spesso a sproposito ed in modo strumentale, dimenticandone od ignorandone il valore ed il significato. Abbiamo trovato una riflessione interessante di don Ciotti pubblicata su La Stampa del 11 novembre e ve la proponiamo.

I crocifissi da difendere, quelli veri, non sono quelli appesi ai muri delle scuole. Sono altri. Sono uomini e donne che fanno fatica. Che non ce la fanno e muoiono di stenti. E' verso di loro che non possiamo e non dobbiamo restare indifferenti. E' verso di loro che dobbiamo concentrare i nostri sforzi.
Un crocifisso è un malato di Aids, che ha bisogno di cure e di sostegno. Un crocifisso è quel ragazzo brasiliano che è morto qualche giorno fa a Torino. A casa aveva lasciato la moglie e i figli, era arrivato qui alla ricerca di un lavoro, e non ce l'ha fatta.
Abbiamo partecipato al suo funerale. C'erano tante persone, molte nemmeno lo conoscevano, ma erano lì ugualmente, a condividerne la sofferenza e il dolore.
E' giusto lottare per difendere i simboli di quello in cui crediamo, ma allo stesso tempo bisognare stare molto attenti a non cedere al puro idealismo. Lo dice il Vangelo stesso: i pezzetti di Dio sono sparsi nel mondo che ci circonda. Li troviamo ovunque. Nel concreto, nella vita di tutti i giorni, tra le persone che vivono accanto a noi, e di cui spesso nemmeno ci accorgiamo dell’esistenza. E' con queste realtà che dobbiamo imparare ad avere a che fare e a misurarci.
Bisogna imparare a vivere con corresponsabilità, come i tanti e tanti volontari che dedicano il proprio tempo a un bene che non è esclusivamente loro, ma pubblico, di tutti quanti. Dobbiamo sentirci tutti chiamati in causa, nei grandi nuclei urbani come nei tanti piccoli paesi di provincia. La partecipazione è il primo passo in favore dei più deboli.
I crocifissi non si difendono soltanto con le parole. Infatti queste troppe volte non bastano. Bisogna imparare ad affrontare la realtà con concretezza, e tendere la mano alle persone sole, a chi non ha più una famiglia e a chi non può ricorrere all'aiuto dei propri cari.

mercoledì 11 novembre 2009

Acqua, un bene di tutti

Su il Corriere della Sera del 3 novembre abbiamo trovato questo interessante articolo sulla privatizzazione dell'acqua a firma di Dacia Maraini. Vale la pena leggerlo.
Ci sono poche notizie sui giornali e nessuna in tv sulla privatizzazione dell’acqua. Eppure proprio in questi giorni si decide del nostro futuro. Si sta discutendo infatti in Senato la nuova legge che esclude ogni gestione pubblica delle acque. Non si tratta di un dilemma solo nostro. Tanti Paesi del mondo si stanno chiedendo, su stampa e televisione, fino a che punto sia lecito privatizzare un bene comune, di cui tutti dovrebbero disporre. Il fatto è che l’acqua è in procinto di diventare l’oro del futuro e c’è chi pensa di guadagnarci sopra. Da qui la fretta di alcune grandi multinazionali per accaparrarsi i diritti di erogazione...
Ho già scritto sull’argomento. E c’è chi mi ha risposto sostenendo che le mie preoccupazioni sono esagerate perché la proprietà delle sorgenti e delle reti resterà comunque pubblica nonostante la cessione alle ditte private. Ma il diritto all’acqua si esplica solo se questa sgorga dal rubinetto e se è potabile. Il cittadino non va con il secchio al pozzo o alla sorgente o si mette in fila all’acquedotto. Il diritto all’acqua potabile si esercita solo attraverso la gestione e l’erogazione.
In quasi tutta Europa, d’altronde, la privatizzazione si è bloccata o addirittura, come succede in Francia, è in atto un processo di ripubblicizzazione. La Svizzera ha dichiarato l’acqua e le reti idriche monopolio di Stato, non suscettibile di privatizzazione. Il Belgio ha fatto una legge per cui tutti i rubinetti vengono gestiti da Spa «in house», ovvero il cui pacchetto azionario è tutto in mano ai Comuni. Gli Stati Uniti rifiutano di privatizzare la gestione delle reti idriche locali che restano salde in mano ai Municipi. In tutta l’America latina poi è in atto un grande laboratorio sui beni comuni. In Uruguay, Bolivia, Ecuador e ora in Cile i parlamenti cambiano addirittura le Costituzioni per affermare tali principi. Da ricordare che in Cile la privatizzazione è avvenuta appena Pinochet è andato al potere. Oggi il governo cileno sta tornando alla proprietà pubblica.
Ma perché preoccupa tanto la gestione privata delle acque? Il fatto è che quando un bene così importante passa nelle mani dei privati, la prima conseguenza è la diminuzione dei controlli, la seconda è che aumentano i prezzi (è successo a Latina dove la cessione alla multinazionale Veolia ha portato all’aumento delle tariffe del 300%) e spesso vi si infila pure la mano della criminalità organizzata (cosa accaduta in Sicilia e in Calabria).
La Lega, che era contraria alla privatizzazione, da ultimo ha cambiato idea. Perché? Oggi firma una legge Fitto-Calderoli che propone addirittura di fare scendere al 30% la partecipazione dei Comuni per le società di gestione già quotate in borsa. Ai senatori e al parlamentari chiediamo che riflettano prima di approvare una legge che arricchirà le grandi aziende private (quelle più favorite oggi sono straniere) e impoverirà le nostre amministrazioni pubbliche.

lunedì 9 novembre 2009

Mappano: appello a Napolitano

Il referendum consultivo per l'istituzione del comune di Mappano in programma per domenica prossima probabilmente non si terrà. Lo ha deciso il Tar accogliendo il ricorso presentato dal comune di Leinì. Impedire ai cittadini di esprimere il proprio parere su una questione che si trascina da anni non è una bella decisione. Anzi. Ed è ancora peggio quando a promuovere questa azione è un'amministrazione che dovrebbe tutelare i diritti di tutti i propri cittadini. Peccato!
Però il Presidente del “Comitato per la Costituzione di Mappano Comune”, Francesco Grassi, non vuole ancora gettare la spugna ed invita tutti i cittadini ad inviare l'appello che pubblichiamo di seguito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul sito https://servizi.quirinale.it/webmail/
Ecco il testo dell'appello:

Onorevole Presidente, sono un cittadino italiano, che crede fermamente nei valori della giustizia e della democrazia e sono anche il presidente di un comitato di più 2000 cittadini che da anni persegue l’obiettivo di risolvere i gravi problemi di una comunità di circa 8000 abitanti di uno strano paese chiamato Mappano in provincia di Torino, che vive in una assurda situazione di frammentazione amministrativa.
Mappano è un paese con una evidente unità socioeconomica e territoriale, ma è frazionato e amministrato da cinque diversi comuni con conseguenze gravi per la vita dei suoi cittadini sul piano dei servizi, dello sviluppo urbanistico e ambientale sanitario.
Conscia di questo grave problema la Regione Piemonte negli ultimi 10 anni ha intrapreso diverse iniziative legislative miranti a risolvere la nostra kafkiana situazione ed era infine riuscita con la pdl regionale 633 della presente legislatura a indire per il 15 novembre 2009 il referendum consultivo per istituire il comune di Mappano. Parlo al passato, perchè è notizia di queste ore che il TAR ha accolto un ricorso del Sindaco di Leini, che con l’istituzione del nuovo comune avrebbe ceduto una piccola porzione di territorio, ed ha sospeso la consultazione popolare che si sarebbe svolta regolarmente domenica 15 novembre 2009.
Non voglio entrare nei dettagli tecnici della sentenza, che si basa su un vizio formale marginale, ma sono sicuro che questo atto, che nega ai cittadini di potersi esprimere con il loro voto su una questione così importante, sia lesivo del principio costituzionale di democrazia, infatti all’articolo 133 si trova scritto:
“[...]La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni [...]”
nel nostro caso invece il TAR, su richiesta di un ente locale, ha impedito il voto popolare, che peraltro era consultivo nell’iter legislativo. I comuni interessati alla variazione territoriale hanno già avuto la possibilità di esprimersi sull’iniziativa legislativa, ma non si sono accontentati e con il ricorso al TAR hanno impedito ai cittadini di potersi esprimere democraticamente.
Le chiediamo quindi di intervenire e di restituire al popolo della repubblica la sua sovranità, annullando la sentenza del TAR che sospende la consultazione referendaria e restituendo così ai cittadini di Leini, Caselle Torinese, Borgaro Torinese, Settimo Torinese e Mappano il diritto di esprimere il loro parere nel già pronto Referendum consultivo regionale del 15 novembre 2009.
Certi della Sua dedizione alla salvaguardia dei principi costituzionali attendiamo con fiducia il Suo intervento.

sabato 7 novembre 2009

Un'occasione per la nostra città

Il noto pittore casellese Stefano Rollero ci invia alcune riflessioni che con piacere pubblichiamo.
Per pura curiosità sono andato a visitare il sito: http://www.stopalconsumoditerritorio.it/, sono stato colpito dal modello di "Cassinetta di Lugagnano", una comunità di quasi 1800 abitanti. Un paesino incastonata sulle sponde del Naviglio Grande, ad una ventina di chilometri a sud-ovest di Milano, nel mezzo dell'ultimo polmone verde che abbraccia il capoluogo lombardo. Un territorio fertile per l'agricoltura, un paesaggio ambientale e architettonico incantevole. Cosa ha deciso l'amministrazione? Di attuare una politica urbanistica e territoriale che metta in dubbio il principio della crescita infinita, obiettivo, semplice e dichiarato: fermarci, far respirare la terra e lanciare un messaggio nuovo ed inequivocabile, anche agli altri comuni. Qui mi fermo e vi invito a leggere il "minilibro" realizzato dal sindaco Domenico Finiguerra su: http://www.domenicofiniguerra.it/.
Detto ciò, è possibile conciliare la tutela dell'ambiente e lo sviluppo del territorio, la protezione della natura e l'attività dell'uomo?
In generale la tutela delle acque, la protezione della flora e della fauna, la difesa del suolo e la salubrità dell'aria, sono l'imperativo ecologico supremo che a Caselle cozza con altri e ben più potenti imperativi: il dominio dei cementificatori e del mercato immobiliare, il calcolo privatististico nelle scelte amministrative, l'affarismo e la speculazione.
Questa non è retorica, vorrei sostituire semplicemente l'equazione "sviluppo" = degrado ambientale, con l'equazione "tutela e valorizzazione della natura" = ambiente protetto risorsa per tutti.
Non mi pare una cosa astratta e impossibile.
Un esempio, che senso ha parlare (in futuro?) di un mega-parco nell'area del cono di atterraggio degli aerei, quando ci sono risorse naturali che non vengono valorizzate? Ad esempio il percorso della stradina sterrata, che da piazza Merlo raggiunge il lago Gioia di pesca sportiva e prosegue, affiancando la superstrada, fino a sbucare in strada Mappano. Attualmente è un'area lasciata all'abbandono, (passando in bici ho notato alcuni punti con scarico di rifiuti) perché non creare un progetto di recupero per un sentiero ciclopedonabile anche per disabili, attrezzato di valore naturalistico e, perché no, anche turistico?
Potrebbe essere nel suo piccolo, un contributo a capire che la natura sta nel saperci accorgere e stupire anche attraverso le sfumature delle foglie, l'insieme dei rovi, il fluire di un ruscello, lo spazio circondato da prati e svariati alberi, un riscoprire, vedere e sentire a livello sensoriale, emotivo e conoscitivo che il tram tram di tutti i giorni ci ha disabituati, e che fanno nel quotidiano occasione per un reale contatto con la natura.

giovedì 5 novembre 2009

Suina o bufala?

Secondo alcune fonti, il pressante battage della campagna di vaccinazione per l'influenza suina ha fatto sì che tra tutti i medici di base e tutti i sanitari dell'ospedale di Ciriè si siano vaccinati circa una decina di persone su 1700 dipendenti. Se così fosse, ci domandiamo se sono i medici irresponsabili, o se il vaccino non è considerato sufficientemente privo di controindicazioni dai medici stessi, oppure se tutto questa campagna non sia una bufala creata più che altro per permettere a qualche industria farmaceutica di vendere un bel po’ di vaccini.
Quindi l’ultima domanda che ci poniamo è questa: se sono i medici a non vaccinarsi perché dovremmo farlo noi? I dubbi sono tanti e sarebbe utile che qualcuno ci chiarisse la situazione in modo convincente, sgomberando il campo da qualsiasi equivoco.

lunedì 2 novembre 2009

Non si parte!

Dalle 10 questa mattina è cominciato lo stato di agitazione dei lavoratori dell'aeroporto di Caselle. Situazione che ha portato al blocco totale dei voli in arrivo ed in partenza dall'aeroporto.
Il motivo della protesta è il licenziamento di 24 dipendenti di Aviapartner, una delle società di assistenza presenti a Caselle, di cui abbiamo già ampiamente trattato in passato. Dopo due mesi e mezzo di trattative sindacali che non hanno portato a nulla, i lavoratori hanno deciso di giocare quest'ultima carta.
Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi nelle prossime ore. Intanto chi volesse seguire l'evolversi della vicenda in tempo reale può collegarsi al blog de La Stampa.
Aggiornamento ore 23.30 del 2 novembre
Nessuna novità. Le trattative riprenderanno alle 9.30, ma per ora il blocco dell'aeroporto continua ad oltranza.

Aggiornamento ore 14.00 del 3 novembre
La mattinata è trascorsa con un nulla di fatto: aeroporto ancora fermo e trattative ad oltranza ma senza grandi novità.
Aggiornamento ore 19.30 del 3 novembre
La situazione si è finalmente sbloccata. Da domani mattina tutto dovrebbe tornare gradualmente alla normalità.
Aggiornamento ore 22.30 del 3 novembre
Anzi no... L'assemblea dei lavoratori Aviapartner ha respinto l'accordo...
Aggiornamento ore 13.30 del 4 novembre
Dopo l'ennesimo colpo di scena, da questa mattina è tornato tutto alla normalità.
The end? Forse.

Verso una nuova tangentopoli?

Iniziamo la settimana ed il nuovo mese rilanciando una riflessione trovata in rete sulle ultime vicende di malaffare.

Ormai sono cronaca quotidiana gli episodi di malaffare di cui la Magistratura e i giornali sono tornati ad occuparsi: si va dallo scandalo di Firenze (l'ex capogruppo del PD che aveva creato una specie di cupola con gli uffici tecnici comunali), agli amministratori che si aumentano lo stipendio a carico del contribuente organizzando vere e proprie truffe (è il caso del Presidente del Consiglio di Alessandria, leghista).
Ma poi, svendita del territorio, varianti urbanistiche in cambio di favori, l'arresto di imprenditori che hanno ricominciato a distribuire mazzette in cambio di favori e facilitazioni.
E' il destino di un paese sempre uguale a se stesso, dove si cambia spesso tutto perché non cambi mai nulla.
Eppure, se si vuole si può cambiare davvero.



Fonte: http://www.marianoturigliatto.blogspot.com/