venerdì 31 luglio 2009

Tra sogno e realtà

"ll Consiglio Regionale ha deliberato a larghissima maggioranza l'indizione del Referendum per l'istituzione del Comune di Mappano. Sono molti i pensieri e le sensazioni che vorrei condividere. Siamo arrivati ad oggi perché molte persone hanno creduto e lottato per un futuro diverso per la nostra comunità. Queste persone sono state semplici cittadini, amministratori, politici regionali e comunali, aderenti ad associazioni, giornalisti, religiosi... Insieme per un sogno che sta per avverarsi".
Questo il commento di Francesco Grassi, presidente del Comitato per la costituzione di Mappano comune, subito dopo che il Consiglio regionale ha deliberato l’indizione del referendum tra gli abitanti dei comuni di Caselle, Borgaro, Leinì e Settimo per il prossimo autunno.
Bsogna dare merito al Comitato ed al suo Presidente di aver svolto un lavoro faticoso e di essere riusciti a raggiungere un grande obiettivo. Questo è il primo passo per arrivare all’istituzione del comune. Adesso bisognerà convincere tutti gli elettori di questi quattro comuni ad andare a votare a favore. Il compito più difficile sarà quello di convincere gli abitanti di Settimo, che ha circa la metà del corpo elettorale e dove la questione di Mappano è sentita molto poco. E’ paradossale, ma sarà determinante riuscire a far breccia a Settimo, altrimenti il sogno rischia di svanire.

mercoledì 29 luglio 2009

Matto mattone

Rispunta il mattone! Dopo i vari condoni edilizi, ecco l’ennesimo e fin troppo prevedibile “piano casa” con cui s’intende rilanciare l’economia italiana. Grazie ai fondi che verranno stanziati dal governo, i comuni potranno aggiornare i loro piani regolatori e dare il via alla costruzione di 100.000 alloggi.
Sembra proprio che per questo governo l’economia debba necessariamente passare anzitutto dal cemento, con grande profitto per i produttori dello stesso (compresa la mafia che ormai gestisce buona fetta del mercato edilizio in tutta Italia). Ma questa crisi economica non doveva forse farci riflettere e portarci a modificare il nostro sprecone stile di vita? Macché! Si preferisce addirittura costruire nuove e pericolose centrali nucleari piuttosto che ridurre semplicemente e saggiamente il consumo di energia.
Volendo comunque continuare a credere religiosamente nell’economia, non è di certo con simili provvedimenti “tampona falle” che potrà verificarsi il famigerato rilancio. E quando avremo costruito questi benedetti alloggi? E quando i cittadini avranno ben ampliato le loro case? E’ ovvio che si tornerà al punto di partenza.
Anzi, la situazione peggiorerà perché nel frattempo avremo distrutto altro territorio, messo ulteriormente in crisi l’ecosistema e il mancato investimento nei settori basilari dell’istruzione e della ricerca procurerà all’Italia uno spaventoso ritardo rispetto alle altre nazioni.
Un paese senza più ingegno né eccellenza è destinato a diventare un paese di manovalanza e ad assumere una marcia in meno rispetto ai propri concorrenti mondiali.
La situazione, quindi, è particolarmente grave e se non emergerà presto nessuna vera politica, nessun nuovo leader realmente illuminato che non brilli soltanto della luce riflessa dalle proprie sorgenti mediatiche, l’Italia potrebbe anche impiegare decine di anni per risollevarsi, ammettendo che vi riesca.

lunedì 27 luglio 2009

Basta poco, che ce vò?

"Giuseppe Marsaglia Cagnola è il nuovo presidente di Trm, Trattamento Rifiuti Metropolitani, società che deve progettare, realizzare e gestire il termovalorizzatore del Gerbido. Il neo presidente, indicato dai soci di minoranza, resterà in carica, come tutto il cda nominato oggi, per un triennio, fino al 2012. La Città di Torino, socio di maggioranza di Trm, ha confermato Bruno Torresin nella carica di amministratore delegato".
Questo è il testo della notizia diffusa venerdì 24 luglio dall'agenzia stampa Adnkronos.
In passato il nostro sindaco ha sempre tentato di tenere il piede in due scarpe per non scontentare nè i fautori dell'incenerimento dei rifiuti nè chi propende per altre soluzioni meno invasive e dannose per la salute dei cittadini. Ha sempre dichiarato pubblicamente di voler capire i pro ed i contro dell'una e dell'altra soluzione. E' stato sufficiente che l'ex senatore ed ex sindaco di Borgaro lasciasse libero lo scranno di presidente (con relativo "stipendio") della società di gestione del nuovo inceneritore del Gerbido che le idee si sono schiarite.
In fondo basta poco, che ce vò?

venerdì 24 luglio 2009

Il mercato a km zero

Da circa un mese e mezzo, ogni giovedì pomeriggio, presso il Palatenda del Prato della Fiera, si svolge il "mercato a km zero". Si tratta di una lodevole iniziativa promossa dall’amministrazione comunale riservata a tutti gli imprenditori agricoli che vendono al pubblico i prodotti provenienti dalla propria azienda o comunque di provenienza limitata ai confini provinciali.
Tra gli obiettivi principali che si prefigge il “mercato a km zero” c’è quello di portare dei benefici sia al mondo della produzione che ai consumatori attraverso la diminuzione dei passaggi della catena distributiva, favorendo la cosiddetta “filiera corta”. In questo modo i cittadini possono acquistare molti prodotti a prezzi convenienti rispetto a quello al dettaglio e i produttori possono essere valorizzati.
Scegliere il mercato contadino e la filiera corta è sicuramente un modo per aiutare l’economia locale, inquinare meno e mangiare più sano e genuino.

mercoledì 22 luglio 2009

L'acqua alla spina

E’ stata inaugurata il 3 giugno sorso, al museo A come Ambiente, la prima "casetta" di distribuzione di acqua della Smat, a Torino. I cittadini si possono rifornire gratuitamente di acqua refrigerata dell'acquedotto torinese. Ma la novità sta nella distribuzione di acqua frizzante, ovviamente di provenienza Smat. L'acqua con le bollicine si paga, ma ha un costo di soli 5 centesimi per ogni litro e mezzo. Occorre solo portarsi le bottiglie da casa. L'iniziativa, infatti, tende a far sì che si riducano le bottiglie di plastica fra i rifiuti.
Un’altra “casetta” è stata aperta recentemente anche a Settimo. A questo punto, perché non posizionare anche a Caselle uno o più distributori di acqua “naturale” e “frizzante”? Dopo il distributore di latte alla spina, non sarebbe male anche un distributore di acqua fresca.

lunedì 20 luglio 2009

I rifiuti pedinati

In Italia la raccolta differenziata è obbligatoria (anche se non la si fa dappertutto) ma la legge non prescrive di mandare i rifiuti differenziati all’effettivo riciclaggio.
Negli Stati Uniti ed in Inghilterra sta per iniziate un piccolo esperimento: mescolare all’immondizia schede sim tipo quelle dei telefonini e poi seguirne il percorso. Si tratta di un’iniziativa promossa dalla rivista New Scientist e dal Massachusetts Institute of Technology che hanno messo a punto un progetto per seguire il cammino dell’immondizia a Seattle, New York e Londra.
Alla fine dell’estate verranno mescolate ai rifiuti numerose schede sim tipo quelle dei telefonini, in grado di segnalare ogni 15 minuti la loro posizione. Il segnale verrà ricevuto dalle antenne per i telefoni cellulari ed inviato al Massachusetts Institute of Technology.
Scopo di questa iniziativa è indurre la gente a farsi carico dell’inquinamento che essa produce. E’ troppo facile buttare la roba che non serve nell’immondizia affinché qualcuno la porti in un qualsiasi luogo, purché lontano dagli occhi.
Sarebbe interessante fare una cosa del genere con l’immondizia di casa nostra. Si chiarirebbero così i dubbi su dove vanno effettivamente a finire i nostri rifiuti: tutti insieme in discarica o effettivamente avviati al riciclaggio?
I dati ci dicono che a Caselle la percentuale di raccolta differenziata è abbastanza elevata, ma qualche anno fa un’inchiesta giornalistica aveva appurato che, almeno a Torino città, una consistente parte dei rifiuti coscienziosamente differenziati finisce in discarica.

mercoledì 15 luglio 2009

Senza rimpianto

Non volevamo parlarne, però alla fine abbiamo ceduto alla tentazione. D’altronde ce ne siamo occupati in passato e ci sembra giusto occuparcene anche ora. Ci riferiamo alle dimissioni dell’assessore Zaccone.
Ci siamo occupati di lui quando abbiamo dato spazio alla denuncia di un cittadino casellese che deplorava il comportamento arrogante che il nostro assessore si sentiva in diritto di tenere dall’alto della sua popolarità elettorale.
In seguito abbiamo anche dato spazio alla vicenda dei sopralluoghi e relative spese effettuati da Zaccone presso i soggiorni marini per anziani su cui stava indagando la Corte dei Conti.
Non ci siamo occupati invece di molte altre questioni di cui si vocifera in città perché non ci va di fare di spettegolare su fatti di cui non siamo a diretta conoscenza e che non sono di pubblico dominio, ma a quanto pare ci sarebbe molto di cui scrivere.
In ogni caso, in questi anni il modo di operare del nostro assessore ha fatto sì che il suo nome sia stato associato alla "casta" di provincia. A giudizio di molti è diventato un esempio di malcostume politico da denunciare e condannare, al di là del fatto che il comportamento tenuto sia lecito o no. Troppo successo può dare alla testa e farci sentire al di sopra di tutto e di tutti. Il potere acquisito diventa fine a se stesso e non viene messo al servizio della collettività come dovrebbe essere.
Sicuramente non rimpiangeremo l’assenza non tanto di Zaccone quanto dello "zacconismo" (passateci questo neologismo) e speriamo che questa esperienza gli possa servire per capire gli errori e per correggere il tiro. Un bagno di umiltà non ha mai fatto male a nessuno.

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero

Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a.... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e utenti di siti di condivisione.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia.
Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog.
Per questo oggi molti blog e siti italiani sono in silenzio, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo farci imbavagliare".
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o la Rete ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra democrazia.

domenica 12 luglio 2009

Italia nucleare

L'Italia torna al nucleare, ormai la legge è stata approvata.
Probabilmente il buon senso non è una qualità che appartiene a chi ci governa. A farli ragionare non bastano infatti 1.750 perdite in 7 anni negli impianti nucleari britannici, i francesi impasticati, la perdita di materiale radioattivo per più di tre mesi in Spagna, gli 8 incidenti europei in tre mesi, le scorie che mantengono la loro pericolosità per un milione di anni, la contaminazione da plutonio che si è diffusa nelle falde acquifere ben oltre quanto ci si attendeva, gli avvertimenti degli scienziati e il referendum con cui gli italiani decisero di non avvalersi dell'energia nucleare.
Ci salvi chi può!

mercoledì 8 luglio 2009

Venaria: 2.000 nuovi alloggi in arrivo

Ogni tanto ci piace dare un’occhiata ai comuni limitrofi per osservare cosa accade oltre i nostri confini. Questa volta abbiamo volto lo sguardo a Venaria dove la locale amministrazione sta portando avanti un mega progetto di variante al Piano regolatore che prevede la costruzione di circa 2.000 nuovi alloggi e con un insediamento di circa 4.200 abitanti. Un impatto non indifferente per una cittadina di 34.000 abitanti.
Si tratto di decine di migliaia di metri quadri di territorio agricolo, di edifici pubblici che verranno demoliti o ristrutturati e piazze che faranno posto a nuovi insediamenti abitativi di cui nessuno sente la necessità, visto che negli ultimi sei anni Venaria ha perso circa 1.000 abitanti.
Questa di Venaria è l’ennesima conferma del fatto che i nostri territori sono presi d’assalto da uno sviluppo urbanistico spregiudicato e miope, da giunte di centro-destra e centro-sinistra.
L’età dell’oro dei palazzinari degli anni ’80 sembrava essere terminata per sempre, e invece la nuova generazione di amministratori locali ha affinato le capacità con l’esperienza, sperimentando nuove modalità per sostenere il partito del cemento (che, oggi come ieri, non conosce colore politico). Parlare di speculazione edilizia e di cementificazione del territorio è quasi un eufemismo.

lunedì 6 luglio 2009

Da riserva a discarica

La riserva della Vauda sta diventando sempre terra di nessuno. Basta avventurarsi nelle strade e nei sentieri che la attraversano per imbattersi in rifiuti abbandonati un po’ ovunque in mezzo al verde, prostitute che si appartano con i clienti, carcasse di auto, baracche abusive. E con altrettanta facilità e possibile incontrare motocrossisti che scorrazzano impunemente tra prati e sentieri, incendi dolosi che, ogni anno, distruggono ettari di vegetazione e bracconieri che impallinano caprioli, volpi, lepri e uccelli protetti. Se poi aggiungiamo che anche le amministrazioni locali ci mettono del proprio proponendosi di asfaltare strade bianche rimaste intatte per più di un secolo, allora la frittata è fatta.
Questa situazione è stata denunciata nei giorni scorsi da alcuni ambientalisti della zona con una lettera al presidente della Regione Piemonte ed all’assessore all’ambiente e successivamente con un’interrogazione dal consigliere Turigliatto.
Staremo a vedere gli sviluppi. Al momento però non c’è da stare tranquilli, anche perché chi si propone di documentare e denunciare il degrado di quest’area viene prontamente sanzionato dall’amministrazione comunale che si rende così complice di questa situazione di degrado e di illegalità.

venerdì 3 luglio 2009

Il futuro comincia dalla scuola

Ultimi giorni di maturità: ci sono gli orali. Studenti e docenti allo stremo ce la stanno mettendo tutta per dare una parvenza di serietà a un'istituzione che anni di picconate hanno ridotto al lumicino. Non è solo la Gelmini, che pure ha fatto e sta facendo di tutto e di più, anche i suoi predecessori hanno lavorato per produrre guasti e strappi che non si riparano così facilmente.
Innovazione, sperimentazione, nuovi modi di insegnare e di imparare, revisione dei contenuti e dei metodi, attenzione alle nuove forme di comunicazione, alle tecnologie, all'intreccio fra lo studiare e il fare... e tante altre cose ancora. Questi temi sono al centro del dibattito nella maggior parte dei paesi del mondo, tesi a cercare di riformare la scuola per renderla più efficiente e produttiva, più vicina ai bisogni e alle caratteristiche delle giovani generazioni.
In Italia si discute di grembiulini, di voti di condotta, di riduzione di orario, di aumento degli allievi per classe, di risparmio. Lo fanno la politica politicante e i giornali, ma il mondo della scuola non sempre sta meglio, preso fra desiderio di conservazione e timore di perdere il prestigio residuo sotto i colpi della modernizzazione di facciata.In questo quadro il ruolo delle istituzioni potrebbe essere davvero imponente, nel costruire un patto per ridisegnare la scuola, rilanciandone il prestigio e la funzione sociale.
La Regione è in grado di lavorare a questo? Osservando la reazione dell'assessore a fronte del progetto "Un pc per ogni studente" - una delle poche speriemntazioni di valore , tutta proiettata nella didattica del futuro - sorgono dubbi.
Forse però bisogna solo spiegarla meglio, approfondendone le caratteristiche e pubblicizzandola adeguatamente.
Basterà questo o ci vuole dell'altro?

mercoledì 1 luglio 2009

Ennesimo rinvio per la class action

Il governo ha deciso di rinviare ulteriormente l'entrata in vigore della class action. Infatti dopo due successivi rinvii l'entrata in vigore della class action era fissata per il 1° luglio. E invece sono stati previsti altri 6 mesi di rinvio. La class action è quella norma che consentirebbe a gruppi di cittadini danneggiati in una medesima causa di intentare una richiesta collettiva di risarcimento, con evidenti vantaggi dai punti di vista della tempistica e dei costi processuali. Il provvedimento era stato approvato dall'ultima Finanziaria varata dal governo Prodi.
La legge sarebbe inizialmente dovuta entrare in vigore il 1 giugno 2006, poi però è stata rinviata dal nuovo governo inizialmente al 1 gennaio 2009 e successivamente al 1 luglio 2009. Siamo così giunti al terzo rinvio. Nel frattempo, di rinvio in rinvio, la norma è stata via via depotenziata. A questo punto c’è da chiedersi se sarà mai introdotta in Italia la class action.
Ai posteri l’ardua sentenza…