venerdì 29 maggio 2009

Caro Dario, ti scrivo...

Oggi pubblichiamo la lettera scritta dall'associazione "Spina No Grazie" e diretta al segretario nazionale del Partito Democratico Dario Franceschini. Si tratta di un tema che spesso abbiamo affrontato sul nostro blog e che, come vedete, purtroppo non appartiene solo a Caselle.
"Sig. Dario Franceschini, Segretario del PD,
siamo i componenti di un Comitato apartitico, sorto spontaneamente alcuni mesi fa in Ciriè (Torino), cittadina di 18.000 abitanti circa. Il nostro Comitato “Spina No Grazie”, prende il nome dal progetto, così denominato, di una strada di circa 3,5 KM e larga 23 metri da inserire nel nuovo Piano Regolatore. La strada dovrebbe attraversare l’ultima zona di verde agricolo del nostro comune, distruggendo irreparabilmente campi, prati, cascine e sistemi di irrigazione, tutti operanti ed attivi. Abbiamo raccolto, ad oggi, oltre 6.000 firme di cui 4.000 di nostri concittadini (pari ad un terzo dei votanti) che vogliono opporsi a tale scempio. Per maggiori informazioni, la invitiamo ad approfondire il progetto e le nostre proposte alternative sul sito www.spinanograzie.org
Le scriviamo perché abbiamo apprezzato i suoi interventi contro la cementificazione dell’Italia ed a favore di una rivoluzione verde che preveda un maggior utilizzo delle fonti rinnovabili ed un incremento dei trasporti pubblici.
Abbiamo in particolare rilevato la sua indignazione nei confronti delle iniziative del Governo che prevedevano la possibilità di aumentare, indiscriminatamente e senza regole, del 20% la volumetria delle attuali abitazioni. Riteniamo che ancor più vigorosa sarebbe la sua opposizione se sapesse che la cementificazione potrebbe distruggere un’ampia zona di verde agricolo produttivo, come nel nostro caso.
L’Amministrazione Comunale di Ciriè, in uno degli ultimi consigli, ha dichiarato che il Nuovo Piano Regolatore sarà comunque presentato in tempi brevi, non tenendo in alcuna considerazione l’ampia opposizione che abbiamo raccolto.
Ci dispiace, ma dobbiamo comunicale che la maggioranza dell’Amministrazione comunale fa capo al suo partito. Non possiamo credere che le scelte ecologiche che lei ha, con tanto impeto, effettuato in questi ultimi mesi siano solo strumentali all’opposizione al Governo. Crediamo che siano i nostri Amministratori a non aver capito a fondo i nuovi indirizzi ecologici del PD.
Ora le domande che ci sorgono spontanee sono:
E’ possibile che degli Amministratori locali che aderiscono al suo partito (e ne abbiamo altri esempi anche nei paesi limitrofi), possano tranquillamente procedere nella cementificazione trascurando le indicazioni del loro Segretario politico e dei loro concittadini?
Non ritiene che le scelte urbanistiche di tali amministratori siano in così evidente contrasto con le sue direttive tanto da porli addirittura al di fuori del suo e del loro partito?
Possiamo comunicare ai nostri concittadini che gli Amministratori comunali di Ciriè, con le loro scelte urbanistiche, si stanno ponendo oltre i confini della loro organizzazione politica?
Come intende risolvere il gap, pensiamo che il problema sia nazionale, tra quanto viene enunciato da lei e dagli altri organi dirigenti con quanto viene praticamente attuato dagli Amministratori locali del suo partito?
La ringraziamo anticipatamente per la sua risposta e cordialmente la salutiamo."

mercoledì 27 maggio 2009

Ecoincentivi a due ruote

Dopo gli ecoincentivi per le auto, ora è arrivato anche il turno delle bici.
Il 30% di sconto, fino ad un massimo di 700 euro, è l’incentivo concesso dal Ministero dell'Ambiente a chi acquisterà una bicicletta nel corso dell'anno. La misura è compresa nel pacchetto di interventi statali a sostegno del mercato delle due ruote e prevede un fondo di
8.750.000 euro da erogare nel corso del 2009. Per la prima volta, oltre alle bici a pedalata assistita, nell’elenco dei mezzi a due ruote che beneficeranno degli ecoincentivi statali, anche le biciclette a propulsione muscolare. L'acquisto sarà possibile senza obbligo di rottamazione.
Sul sito del Ministero dell’Ambiente (cliccare su “Incentivi alla diffusione di veicoli a basso impatto ambientale” tra le news) è possibile trovaree il listino dei mezzi beneficiari degli aiuti statali.

lunedì 25 maggio 2009

Nuove iniziative culturali

Nuove iniziative organizzate dall'associazione culturale Parole & Musica sono in arrivo. Questa volta sono in programma il 27 e 28 maggio a partire dalle ore 18.00 a Borgaro presso Cascina Nuova all'interno di "Crescere Leggendo". Si tratta di importanti appuntamenti culturali soprattutto per la qualità che è stata cercata dall'associazione e dai numerosi scrittori che vi partecipano.
Non rimane che partecipare.

venerdì 22 maggio 2009

I fuorilegge

Si avvicinano le elezioni e anche a Caselle stanno comparendo i primi manifesti abusivi di questa campagna elettorale.
Si tratta di uno scempio, di una prepotenza e di una illegalità, di fronte alla quale le istituzioni rischiano di diventare complici dei partiti e dei candidati fuorilegge se non dovessero intervenire tempestivamente a far rispettare le regole.
Per legge i manifesti elettorali andrebbero affissi negli spazi che ogni comune mette a disposizione in occasione della campagna: ad ogni partito sono assegnate un pari numero di spazi appositamente contrassegnati, e ogni manifesto attaccato fuori dagli spazi preposti dovrebbe essere multato per ogni giorno che rimane affisso. Salvo poi essere puntualmente condonati da un apposito decreto che periodicamente viene proposto dal governo.
E’ bastato andare in giro in questi primi giorni di campagna elettorale per notare i primi manifesti affissi negli spazi assegnati ad altri. L’esempio che più salta all’occhio è quello del manifesti della consigliera comunale di Caselle Maria Vittoria Pelazza, candidata al Consiglio provinciale, affissi negli spazi riservati ai candidati ed alle liste del Parlamento europeo. Va bene l’ambizione, però ci sono delle regole da rispettare. Ed i primi a rispettarle dovrebbero proprio essere coloro che si candidano a rappresentarci nelle istituzioni o che già lo fanno. Questo non è sicuramente un bel biglietto da visita per gli elettori.
Non ci rimane che invitare le autorità preposte affinché episodi come questi vengano per lo meno arginati, in attesa della prossima sanatoria, con buona pace della correttezza e della giustizia.

mercoledì 20 maggio 2009

Benvenuti nell'era dell'ottimismo!

Stando alle indiscrezioni pubblicate da Affari Italiani, il piano di Marchionni per rilanciare la Fiat dovrebbe fare due vittime eccellenti, ovvero gli stabilimenti di Pomigliano e Termini Imerese. Stando alla bozza pubblicata, Pomigliano dovrebbe chiudere entro il 2012 e Termini Imerese entro il 2016. Altre migliaia di persone rimarranno senza lavoro. Una domanda ci sorge spontanea: il governo non ha nulla da dire? Va tutto bene? Dirà anche agli operai di questi stabilimenti che la crisi è alle spalle e che bisogna essere ottimisti?

lunedì 18 maggio 2009

La ville lumière

Il 6 e 7 giugno si andrà a votare oltre che per il rinnovo del Parlamento europeo e dei Consigli provinciali, anche per eleggere i sindaci e consiglieri di molti comuni.
Tutti i candidati di tutti gli schieramenti spesso e volentieri dicono che vogliono essere eletti per far contare di più i cittadini. Però il risultato è quasi sempre diverso e le decisioni assunte nei Palazzi e nei Consigli vengono condivise con i cittadini solo quando le ruspe sono già state accese e i lavori stanno per partire. Un esempio che mette ancora più in rilievo il basso livello della classe politica ed amministrativa italiana arriva da Parigi e riguarda la vera condivisione delle scelte e la partecipazione del “popolo” alle opzioni sul futuro delle città: dovendo rifare place de la République il Comune di Parigi ha lanciato una consultazione popolare per raccogliere idee, indicazioni e necessità degli abitanti e degli utenti di quella zona.
La prima fase della concertazione è durata dal 15 dicembre 2008 al 15 marzo 2009. Sono state raccolte delle ipotesi di modifica della piazza, di miglioramento della circolazione e di valorizzazione dei palazzi e dei monumenti della zona e intorno alle proposte avanzate è ancora possibile, tramite internet, formulare indicazioni per il cantiere che aprirà nel 2011.
Perché non prendiamo esempio?

venerdì 15 maggio 2009

La bici pericolosa

"Andare in bicicletta è più pericoloso che andare in auto o in moto. Ogni giorno sulle strade italiane perde la vita un ciclista, 40 finiscono al pronto soccorso, molti vengono ospedalizzati. È come se ogni anno sparissero due gruppi del Giro d'Italia a causa degli incidenti stradali. È quanto emerge da un'inchiesta pubblicata su «Il Centauro» di maggio, organo ufficiale dell'Asaps, l'associazione amici sostenitori della Polizia Stradale. Nel 2007 (ultimo anno in cui sono disponibili i dati Istat) si sono verificati in Italia 15.713 incidenti con coinvolte biciclette, nei quali hanno perso la vita 352 ciclisti (249 conducenti e 3 trasportati), mentre 14.535 sono rimasti feriti. Fra le vittime 289 sono maschi (82%) e 63 le femmine (18%)".
Lo ha scritto qualche giorno fa il Corriere della Sera in un articolo pubblicato sul sito web del quotidiano.
A nostro giudizio, il problema di fondo è la carenza di piste ciclabili: i ciclisti sono costretti a dividere le strade con auto e camion. Caselle ne è un esempio: una sola vera pista ciclabile, quella di viale Bona, lunga meno di due chilometri e che finisce nel nulla. Che dire...?

mercoledì 13 maggio 2009

Astronauti e pompieri

Vogliamo tornare sull'intervista di Noemi Letizia. Non è una questione di morbosità, ma vogliamo invece provare a riflettere su un passaggio dell'intervesta in questione. Lasciamo perdere il "papi Silvio", il "mi è stato sempre vicino", il "mi chiama e io lo raggiungo". Diciamo che sono fatti privati di Berlusconi. Concentriamoci sull'ultima parte dell'intervista (mai smentita da Berlusconi). "Alle regionali? No, no, mi candido alla Camera, tanto ci pensa Silvio". In questo passaggio è condensata tutta la logica berlusconiana, che si è fatta strada e ormai è dominante nella società italiana. Non si fa strada con il merito, ma solo con la raccomandazione. Allora voglio fare una provocazione: se allora sdoganiamo la raccomandazione e il parlamentare è semplicemente un lavoro in cui non si fa niente ma si viene pagati profumatamente, perchè allora non aboliamo il Parlamento? Se tanto a decidere è solo il capo e tutti gli altri dietro, allora aboliamo il Parlamento.
Ho sempre pensato che nelle istituzioni dovessero andare a rappresentarci le persone più competenti, più meritevoli. Non per forza con un livello d'istruzione elevato, va bene anche la terza media, ma persone oneste, che abbiano a cuore l'interesse collettivo e voglia di utilizzare parte del proprio tempo per risolvere i problemi degli altri. Non per garantirsi l'impunità e farsi gli affari propri. Fare politica per senso di servizio. Un concetto troppo alto di politica? Evidentemente sì.
Vi ricordate i tempi in cui i bambini dicevano che da grandi avrebbero voluto fare gli astronauti o i pompieri. Oggi tutti vogliono fare le veline o i politici (e spesso le due cose coincidono).
Ma non mi voglio arrendere. Un gabbiano come me non si arrende! Un gabbiano come me volerà nello spazio: sarà il primo gabbiano astronauta...

lunedì 11 maggio 2009

La sicurezza che non c'era

Di seguito pubblichiamo il sunto della relazione di Massimo Zucchetti, uno dei periti che hanno analizzato l'incendio alla Thyssen-Krupp dove nel dicembre 2007 morirono bruciati fra sofferenze atroci sette operai. Ogni commento crediamo sia superfluo.

In seguito all’incendio divampato il 6/12/2007, sulla linea di ricottura e decapaggio dello stabilimento Thyssen-Krupp di Torino (d’ora in avanti TKTO), che, inizialmente, causò la morte di 1 lavoratore, l’ustione di altri 7 di cui 6 in modo così grave che decedettero nei giorni seguenti, il sottoscritto prof.ing. Massimo Zucchetti, ordinario di Sicurezza e Analisi di Rischio presso il Politecnico di Torino, è stato nominato Consulente Tecnico di Parte Civile nel Procedimento Penale in corso. La presente relazione costituisce un iniziale contributo all’analisi.
Da quanto riportato dai fatti e dalle testimonianze si può riassumere quanto segue:

La linea 5 funzionava in perenne palese violazione delle norme di sicurezza relative agli impianti a rischio di incidente rilevante, in quanto – ad esempio - in costante presenza di olio sul fondo dell’impianto, di residui di carta oleati ovunque, di fiamme libere e piccoli incendi praticamente costanti, in mancanza di squadre antincendio addestrate, con gli estintori scarichi, eccetera.

La linea 5 funzionava oltre i normali regimi per sopperire a richieste pressanti di produzione non ottemperabili dal solo stabilimento di Terni. Gli operai erano costretti a turni straordinari massacranti.

La linea 5 presentava evidenti malfunzionamenti dovuti ad usura e scarsa manutenzione, primo tra tutti le perdite di olio, e i frequenti guasti di tipo elettrico e meccanico.

I vigili del fuoco, gli addetti ai gruppi di lavoro sulla sicurezza, i periti dell’assicurazione avevano ripetutamente raccomandato nel recente passato l’adozione di un sistema automatico di spegnimento per la linea 5, in conformità a quanto previsto per impianti soggetti a rischio rilavante di incendio come quello in esame. Questa raccomandazione, adottata per analoghi impianti presso altri stabilimenti della ditta, era stata disattesa e posposta, in quanto la linea stava per essere chiusa e trasferita a Terni entro breve.

La manutenzione sulla Linea 5 era insufficiente ed era peggiorata nell’ultimo periodo, in vista della prospettata chiusura entro breve tempo. Le squadre di manutenzione si erano ridotte e le frequenze degli interventi riguardavano per lo più la riparazione di guasti. Ancora, la sostituzione di alcuni pezzi meccanici non avveniva con il montaggio di pezzi nuovi ma con recuperi da altre linee o spostamenti sulla linea stessa

Le squadre di sicurezza e antincendio erano insufficienti o inesistenti, erano costitute da personale che non aveva completato (in nessun caso, neppure una persona) l’addestramento antincendio previsto dalla legge. Le procedure di emergenza e antincendio erano carenti e l’intero apparato di sicurezza al riguardo era in patente violazione con le prescrizioni di legge.

Gli operai della linea 5 dovevano frequentissimamente intervenire con estintori manuali per spegnere incendi che continuamente si formavano sulla linea, senza sospendere la produzione, in violazione con il loro mansionario e le procedure.

In caso di incendio di “grave entità” la procedura prevedeva non già l’immediato appello dei VVFF, ma la composizione di un numero di telefono per la chiamata della squadra antincendio, peraltro inadeguata in quanto non formata con appositi corsi completi e sprovvista di mezzi adeguati di spegnimento.

Non vi era alcuna prescrizione o specifica scritta o procedurale che indicasse quando un incendio era di “grave entità”. Le indicazioni dell’azienda erano di provare a spegnere con ogni mezzo l’incendio da parte degli operai con gli estintori prima di dare l’allarme.

Era fortemente radicato il concetto per cui si doveva sopperire a qualsiasi problema evitando di interrompere la produzione. I pulsanti di emergenza non dovevano mai venire azionati per evitare la interruzione della produzione. Gli operai avevano ricevuto espresse indicazioni al riguardo dall’azienda. Emerge chiaramente, anche dall’analisi di alcuni incidenti, che vi era la indicazione generalizzata ad affrontare situazioni di rischio particolarmente elevato in modo autonomo e non in ottemperanza alle misure di sicurezza, che non erano state comunicate ai lavoratori.

Il pulsante di emergenza non toglie l’alimentazione elettrica alla pompa oleodinamica , quindi l’olio rimane sempre in pressione fino ai banchi valvole anche in caso di attivazione dei pulsanti di emergenza. Anche la pressione di questi pulsanti, fortemente sconsigliata dall’azienda per non interrompere la produzione, non avrebbe evitato comunque l’incendio e l’incidente.

I sistemi individuali di spegnimento (estintori) erano al momento dell’incidente per la maggiorparte scarichi o inutilizzabili.

Nessuno dei presenti all’incidente aveva ricevuto alcuna formazione specifica sul tipo di intervento da effettuare e sulle procedure da seguire in caso di un incendio di tale entità.

Si erano verificati nel recente passato eventi incidentali analoghi presso altri stabilimenti dell’azienda, senza che nessun rimedio venisse adottato a seguito di questi incidenti sulla linea 5.

Alcuni sistemi di sicurezza automatici che segnalavano la presenza di carta spuria (costituente grave pericolo) nell’impianto a seguito di malfunzionamento erano al momento dell’incidente esclusi manualmente o addirittura guasti, in palese contrasto con le norme di sicurezza.

Nel luogo ove si è verificato l’incendio non vi era sistema automatico di rilevazione incendi

In ultima analisi, lo scrivente si stupisce come l’evento incidentale che ha causato la morte dei sette operai si sia verificato con tale ritardo, viste le condizioni in cui funzionava l’impianto, ovvero in palese violazione con ogni norma di sicurezza. Tutto quanto era umanamente possibile per rendere provabilissimo il disastro era stato fatto o omesso dall’azienda con incredibile e costante pervicacia. Una volta partito, la dinamica dell’evento incidentale è stata inevitabile, dati gli strumenti e la formazione dati agli operai a quali nulla si può imputare se non l’aver accettato, per non perdere il posto di lavoro, di lavorare in un impianto in simili condizioni.

sabato 9 maggio 2009

L'intervista

venerdì 8 maggio 2009

Frastuoni molesti

Come già altre volte in passato, anche questa diamo spazio ad una riflessione di Stefano Rollero.
L’altra mattina (il 5 maggio) verso le ore 10, mi trovavo nel balcone/veranda di casa, con il cavalletto e tela, intento a finire un lavoro di pittura. Ad un certo punto si sentito un gran rumore di motore d'aereo da caccia (credo l’Eurofighter Typhoon) proveniente dalla pista. L’aereo salito rapidamente in quota, ad un certo punto ha virato in apparente silenzio, tornato verso terra, raggiunti forse i 500 metri dal suolo (ad inizio pista), ripartito rapidissimo con il massimo dei motori, tanto che si vedeva nitidamente il fuoco uscire dai due post-bruciatori, bi-motori.
Un rumore frastornante inimmaginabile, tale da creare panico, quasi da rompi timpani.
Nel balcone accanto un’anziana signora disabile, che prendeva il sole, è stata colta da parziale malore.
La nefandezza dell’esercitazione è proseguita per altri due o tre volteggiamenti, tutti in prossimità di inizio pista, quindi vicino alle abitazioni.
Ho telefonato al Comune per segnalare l’accaduto, naturalmente i vigili mi hanno risposto che l’aeronautica militare o Alenia hanno il diritto di svolgere i loro addestramenti.
Ora mi chiedo: e il diritti dei cittadini? Chi ci tutela? Ho il diritto di non essere danneggiato o infastidito dall' inaudito rumore dei caccia? Perché queste manovre non vanno a svolgerle dove non è abitato?
Pazienza assorbire l’inquinamento acustico degli aerei in atterraggio, ma queste "nefandezze da macchine" che considero da "guerra per bombardare e uccidere" no!

mercoledì 6 maggio 2009

La montagna di rifiuti

La montagna di scorie industriali gestite illegalmente dalle ecomafie in Italia ha raggiunto la vetta di 3.100 metri con una base di 3 ettari, un'altezza quasi quanto quella dell'Etna. Non è mai stata così alta. Questa la durissima denuncia contenuta nel rapporto Ecomafie 2009 di Legambiente.
Questa montagna di rifiuti speciali spariti nel nulla ha movimentato lo scorso anno un giro di affari di circa 7 miliardi di euro, contro i 4,5 miliardi del 2007. Dal 2002, anno di entrata in vigore del delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti, sono 123 le operazioni giudiziarie portate a termine contro i "signori dei veleni", raggiunti da ben 798 ordinanze di custodia cautelare, con 2.328 persone denunciate e 564 aziende coinvolte. Un risultato straordinario che testimonia tutta l'efficacia di quello strumento normativo. Ma il lavoro per gli investigatori certo non manca: per 31 milioni di tonnellate di rifiuti industriali è certa la produzione ma assolutamente ignota la destinazione finale.

Qui la notizia completa pubblicata dal sito di RaiNews 24

lunedì 4 maggio 2009

Una serata culturale a Borgaro

Mercoledì 6 maggio alle ore 21 il Circolo Berlinguer e Parole e Musica onlus hanno organizzato nella sede di via Diaz 15 a Borgaro (vicino alla stazione) un appuntamento culturale molto ghiotto. Protagonisti della serata saranno Gian Luca Favetto, scrittore e critico, presidente del premio letterario “Racconti Corsari” che, accompagnato dai Fanali di Scorta, presenterà i suoi due ultimi lavori letterari: “Mappamondi e Corsari”, una raccolta di poesie, e “La Stanza di Mogador”, ultimo suo racconto edito dalla casa “Edizioni Ambiente”. Nel libro di poesia la scrittura, "corsara"
anche nel segno di Pasolini, mette in gioco una molteplicità di "io" protagonisti di un viaggiare che è vivere, sperimentare, interrogarsi, costruire il mondo con i frammenti dei luoghi visti. "Ogni passo è il nome che soltanto il tempo dice" ma alla fine occorre che ci riporti a casa, sebbene per il poeta "non ha capolinea lo sguardo".
Nel romanzo
“La stanza di Mogador“ racconta di “Damir Babic un fotografo di Sarajevo, che vive in Italia dal 1997. È giovane, bravo, stimato e corteggiato da importanti testate giornalistiche. Per lui un semplice osservatore è uno che usa la “macchina”. Il fotografo invece è un pensiero che “scatta”. Per lui viaggiare è lavoro e piacere. Questa volta il viaggio lo porta in Sicilia, per un servizio su uno scultore contadino, un servizio interessante, divertente, semplice. Ma al suo arrivo all’Hotel Mogador qualcosa si complica.
Un appuntamento da non mancare come sono sempre gli incontri con Favetto che questa volta duetterà con i Fanali di Scorta che hanno dato alle “stampe” il loro ultimo cd “Mojito Express” un mix di ritmi che si rifanno alle tonalità degli anni ’70 mettendo in versi l’umanità odierna.

sabato 2 maggio 2009

1 maggio



Video realizzato da Alessandro Previati.