sabato 28 febbraio 2009

Facciamoci del male

Nel 1987 gli italiani scelsero con un referendum di abbandonare l'energia nucleare. Nonostante ciò ed in barba alla volontà degli italiani, il nostro Presidente del Consiglio decide unilateralmente di rilanciare il nucleare in Italia.
Una scelta costosa, con enormi problemi ambientali e di sicurezza (in particolare lo smaltimento delle scorie che manterranno la radioattività per milioni di anni). Inoltre l'uranio, necessario al funzionamento delle centrali si sta esaurendo più velocemente del petrolio che vorrebbe sostituire.
Proprio nel momento in cui le potenze mondiali stanno puntando tutto sulle energie rinnovabili non costruendo più centrali, il nostro governo sceglie di rilanciare le centrali nucleari che saranno pronte, se tutto va bene, fra 15 anni; un lasso di tempo che la crisi economica attuale non può aspettare. Il nostro premier si è anche dimenticato di dirci dove sorgeranno le 4 centrali nucleari e di chiedere se i cittadini dei siti individuati saranno contenti di tale scelta.

martedì 24 febbraio 2009

L'età della roccia

La prima volta è stata a quindici anni e come molti anch'io pensavo “ provo solo per vedere com'è, poi smetto quando voglio ” e invece in un attimo è arrivata la dipendenza. In questi ultimi anni la situazione si è aggravata notevolmente e anche se sono seguito da uno specialista, Tito Pozzoli, la mia condizione non accenna a migliorare, più passa il tempo e più ne sento il desiderio, la necessità...
Questa è la presentazione che fa di sé, sul suo sito, Fabrizio Droetto, uno dei migliori arrampicatori sportivi attualmente in circolazione in Italia. Ha 26 anni e pratica questo sport da 11. Molto conosciuto nelle Valli di Lanzo, dove sta mettendo a punto nuovi itinerari, è stato atleta della nazionale, vincitore di numerosi trofei e uno degli italiani che ha realizzato i migliori piazzamenti nelle competizioni internazionali.
L’arrampicata, meglio conosciuta come free climbing, non è certo uno tra gli sport più conosciuti, ma merita sicuramente più attenzione. E noi, nel nostro piccolo, speriamo di aver dato un contributo per farla conoscere un po’ meglio.

lunedì 23 febbraio 2009

Nucleare sicuro? Mah...

Dopo qualche anno di silenzio, da un po’ di tempo si è tornati a parlare di energia nucleare. Gli Stati Uniti hanno introdotto i sussidi statali per nuove centrali (grazie Bush) e la corsa è ripartita. In Europa la Finlandia ha deciso di riprendere una strada che sembrava quasi abbandonata. Perché? Negli Usa si è fatta molto forte la lobby dell’atomo, forse la paura per la scarsità del petrolio, ufficialmente hanno tirato in ballo i cambiamenti climatici. Ovvero, costruiamo le centrali nucleari così possiamo continuare a consumare un sacco di energia senza emettere anidride carbonica, quindi abbiamo la coscienza a posto.
E’ questo il caso della Finlandia (oltre che degli Stati Uniti). Anche se la scelta gli si sta ritorcendo contro.
La Finlandia anni fa si è trovata di fronte al dilemma: i nostri livelli di consumi energetici stanno aumentando, e allo stesso tempo dobbiamo ridurre un sacco le nostre emissioni, cosa facciamo? La decisione, inizialmente scartata, è stata quella di costruire una centrale nucleare. La prima di nuova generazione, la famosa “quarta”, che promette maggiore efficienza e sicurezza, ovviamente solo sulla carta.
E così nel 2002 il parlamento finlandese ha votato per la costruzione di un bel reattore ad Olkiluoto, con l’idea che fosse pronto entro il 2012 e permettesse il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del protocollo di Kyoto. L’alternativa sarebbero stati una serie di impianti a gas.
Siamo nel 2009, a che punto siamo? Male, siamo messi male. La centrale di Olkiluoto ha subito un sacco di ritardi, costerà, per ora, almeno 50% in più e non sarà pronta per il 2012. Così il governo finlandese dovrà investire altri miliardi in crediti di emissione per rispettare i target di Kyoto. E la bolletta della luce, che doveva restare bassa e permettere spreghi a go-go, aumenta terribilmente. Ovviamente sono tutti contenti della cosa…
I ritardi nella costruzione sono dovuti a una causa semplice quanto allarmante: non si sa come costruire queste centrali. Prima di tutto il progetto lo si sta completando nei dettagli in corso d’opera, poi manca l’esperienza pratica nel fare in modo adeguato il cemento, i tubi di alluminio, ecc, mancano anche i materiali adeguati (c’è solo una ditta al mondo che produce alluminio pesante adatto alla costruzione del nucleo…) o gli ingegneri nucleari specializzati. E così è capitato più volte di dover rifare o mettere delle pezze, per ben 2200 volte. C’è da fidarsi dell’affidabilità e sicurezza di una centrale del genere?
Se mancano conoscenze tecniche e materiali, cosa stanno cercando di venderci come “nucleare sicuro di quarta generazione”?

venerdì 20 febbraio 2009

Sportello informativo per social card e bonus famiglia

Oggi segnaliamo l’iniziativa dei gruppi locali di Caselle, Borgaro e Mappano aderenti al movimento democratico Civica, che hanno aperto uno sportello per spiegare a chi lo desidera il funzionamento del bonus famiglia, del bonus per l’elettricità e della social card.
Ci sarà un esperto a disposizione per effettuare gratuitamente i calcoli, capire se una famiglia rientra o meno nelle fasce aventi diritto all'agevolazione e per spiegare come fare per richiederla.
Lo sportello informativo è aperto tutti i lunedì dalle 17.00 alle 19.00 presso la sede locale di Civica a Borgaro, in via Diaz 15, vicino alla stazione ferroviaria.
Per informazioni e prenotazioni è possibile telefonare al numero 340.6911301 oppure scrivere a caselle.civica@gmail.com.

mercoledì 18 febbraio 2009

Buone pratiche: detersivi self service

Abbiamo già avuto modo di parlarvi del latte alla spina. Ora vi vogliamo segnalare un’altra iniziativa che sta riscuotendo molto successo. Si tratta della vendita dei detersivi alla spina.
Il sistema è quanto di più semplice si possa immaginare: i consumatori, già dotati di proprio flacone o bottiglia rigorosamente vuoti, non devono far altro che presentarsi al distributore automatico, inserire il contante richiesto e riempire il contenitore. Tutto qui. Il flacone si acquista la prima volta e si riutilizza poi in seguito, con un duplice vantaggio: il costo del detergente inferiore alla media e il ridotto impatto ambientale che deriva dal mancato utilizzo di volta in volta di nuove confezioni e imballi.
Quanto alla tipologia dei prodotti, l’offerta è davvero assortita, visto che all’occorrenza è possibile acquistare praticamente ogni sorta di detersivo (lavaggio di piatti a mano, lana e delicati, capi scuri, ammorbidente, smacchiatore, pavimenti, vetri, multiuso, lavastoviglie liquido, lavatrice liquido ed ecologico, cera per pavimenti, ecc.).
Il progetto è promosso dalla Regione Piemonte, che ha riunito a un tavolo di lavoro le case produttrici del settore e le maggiori catene della grande distribuzione per favorire la diffusione dei distributori “fai da te”. La filosofia che sta alla base del progetto è quella di riutilizzare tutto ciò che può essere nuovamente usato e ridurre gli imballaggi per diminuire rifiuti, utilizzo di energia ed emissioni di anidride carbonica legate a processi produttivi e trasporti di materie prime e prodotti.
Tradotto in cifre, nei primi 20 mesi sono state risparmiate circa 10 tonnellate di plastica (pari a circa 280 mila bottiglie) e 5,6 tonnellate di cartone, evitando l’immissione in atmosfera di 28,1 tonnellate di anidride carbonica e facendo risparmiare 433,22 MWh di energia e 42,19 milioni di litri d’acqua.
Peccato che nella nostra zona i punti vendita siano ancora poco diffusi. E’ comunque disponibile un elenco dei punti vendita che hanno aderito all’iniziativa della Regione.

lunedì 16 febbraio 2009

Mille proroghe, mille insidie

Forse qualcuno, in questi giorni, avrà sentito parlare del cosiddetto decreto “mille proroghe”. Si tratta di un unico decreto nel quale vengono inserite tutte quelle cose che non si è fatto in tempo a fare l'anno prima. Proviamo a dargli una sbirciatina per vedere l‘effetto che fa…
Tra i primi possibili effetti si profila la molesta rottura di scatole (telefoniche) ad opera di venditori di vini, materassi, enciclopedie, viaggi, mobili e immobili, visto e considerato che le aziende potranno usare le vecchie banche dati per il telemarketing, con buona pace della privacy.
In compenso i costruttori non saranno più obbligati a realizzare nuovi edifici alimentati (almeno in parte) con energia proveniente da fonti rinnovabili. In fondo tutti quei pannelli sono proprio bruttini e ingombranti… e pazienza per l’ambiente.
Ma possiamo stare tranquilli perchè non verranno eliminati i contributi ai giornali di partito, mentre la “class action”, la causa collettiva che permette a più soggetti di mettersi insieme e portare in tribunale grandi aziende (tipo Cirio e Parmalat), slitta di altri 6 mesi. Sarebbe dovuta diventare operativa dal 1 gennaio 2009, ma entrerà in vigore 1 luglio 2009. Forse…
Così come slitta di due anni l’emanazione del testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche di questo provvedimento, diciamo la verità, non si sentiva la necessità. Si può tranquillamente continuare a morire che tanto si continua a non fare niente. Ci sono vite di serie A, per le quali bisogna tenere aperto il Parlamento anche di sabato e di domenica, e ci sono vite di serie B, per le quali poco importa se la sera non tornano più a casa. E’ triste, ma è così.

venerdì 13 febbraio 2009

La fine di un albero e di un'illusione

Abbiamo ricevuto una bella lettera di un cittadino casellese, Dario Grua, che prendendo spunto dalla triste fine dell'olmo che fino a qualche giorno fa sorgeva in strada Aeroporto, tra la rotonda del Penny (quella con l'aereo) ed il semaforo di via Savonarola, vuole farci riflettere sul modo di gestire il territorio a Caselle.

E adesso l’albero non c’è più. Sono tornato a casa e l’albero non c’è più. Al suo posto un mucchio di segatura ed un ceppo. Questo albero ha una storia, ve la voglio raccontare.
Era un olmo, aveva 30 anni, era bello, perfettamente in salute ed aveva una colpa: era nato spontaneo, da un seme portato dal vento. Sua madre lo aveva generato per reazione ad una malattia gravissima, la grafiosi, un fungo che piano piano ti strozza, bloccandoti i vasi all’interno ed impedendoti di nutrire le foglie. La natura le aveva dato al forza di reagire, facendo di tutto per assicurare la continuità della specie, regalandole una stagione ricchissima di fiori e di semi. Semi alati, che il vento aveva portato dappertutto in Caselle. Ma il dappertutto in Caselle era cemento ed asfalto e così era nato solo lui; al margine di un marciapiedi scassato, al confine con la recinzione dell’ASL e di una strada. Era nato ed era vissuto 30 anni, nell’indifferenza di tanti e con il rispetto di pochi. Di pochi che apprezzavano la sua forza che racchiude la voglia della natura di riconquistare il verde e di ricacciare il nero dell’asfalto. Sui suoi rami stavano centinaia di storni che come dice il poeta “vagano come esuli pensieri”. Faceva ombra, riduceva il caldo d’estate e mitigava le piogge d’autunno, ricostruiva l’ossigeno che le auto bruciano, mangiava i gas di scarico dei tir puzzolenti, quelli che lasciano la nuvola quando passano. Aveva una colpa: i rami, e per questo è stato condannato a morte. La condanna, caso non unico ai nostri tempi, l’hanno decretata i veri colpevoli. Dava fastidio ai camion! A quei camion che ci avvelenano tutti i giorni e sotto i quali spesso moriamo. Ma che cosa ha l’Amministrazione di Caselle contro gli alberi? Che cosa ha contro i prati? Che cosa hanno fatto di tanto grave per volerli perseguire con tanta sordità, dovunque e comunque?
Non bastava condannarlo ad una pena lieve, a ringraziamento e a riconoscimento della sua gioia di vivere e di utilità per tutti? Non bastava dare una spuntatina ai rami?
Sempre di più mi accorgo che stiamo sbagliando, confondendo i buoni con i cattivi. C’è qualcun altro che se ne sta accorgendo oltre a me?
P.S. L’albero, per quei pochi che se ne sono accorti, era in strada Aeroporto, una strada che brilla per traffico, insicurezza, mancanza di alberi, di siepi, di mitigazioni per i pedoni, eccesso di velocità e di rumore ed in cui si permettono di costruire grandi parcheggi senza un albero, in modo da non avere poi il fastidio ed il costo di abbatterli.

mercoledì 11 febbraio 2009

Anche Caselle s'illumina di meno

Per il quinto anno consecutivo Caterpillar, la trasmissione di Radio 2 in onda tutti i giorni alle 18.00, lancia per il 13 febbraio 2009 M’illumino di meno, la grande giornata di mobilitazione internazionale in nome del risparmio energetico. Dopo il successo delle passate edizioni, i conduttori Cirri e Solibello chiederanno nuovamente agli ascoltatori di dimostrare che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio energetico. L’invito rivolto a tutti è quello di spegnere luci e dispositivi elettrici non indispensabili il 13 febbraio 2009 dalle ore 18.
Stando a quanto pubblicato su sito ufficiale del comune, quest’anno anche la Caselle ha aderito all’iniziativa, anche se al momento l’adesione non risulta ancora pervenuta all’organizzazione, dove invece è giunta quella dell’asilo nido “L’isola felice”. L’amministrazione casellese comunica che, in occasione di questa iniziativa saranno simbolicamente spente le luci di piazza Boschiassi, piazza don Amerano, portici di Palazzo Mosca, asilo nido di Caselle, oltre agli edifici pubblici, dove possibile.
Peccato che non risultino essere state promosse iniziative di sensibilizzazione sul risparmio energetico e che nessuno abbia provveduto a pubblicizzare l’iniziativa per tempo ed in maniera adeguata.
Speriamo che per l’anno prossimo ci si organizzi per tempo e si aderisca all’iniziativa non soltanto per far vedere che anche Caselle c’è, ma si riesca a fare un passo in più, partecipando in maniera convinta e consapevole.

lunedì 9 febbraio 2009

Progetti concreti per un mondo possibile

Il Circolo Berlinguer, in collaborazione con l'associazione Parole & Musica onlus, organizza per mercoledì 11 febbraio alle ore 21.00, nella sede di via Diaz 15 a Borgaro, un incontro con Ugo Zamburru dal titolo "Argentina: tre progetti per un mondo possibile".
Zamburru è un medico psichiatra che da qualche tempo è diventato un personaggio nazionale per il suo impegno solidale e per la sua bella creatura, il "Caffè Basaglia" di via Mantova a Torino. Inoltre è noto anche il suo impegno anche in Argentina, dove il prossimo mese partiranno tre progetti solidali in collaborazione con l'Arci.
Durante la serata, Zamburru illustrerà questi progetti e parlerà anche della realtà dell'America Latina. Verrà accompagnato da materiale e con la prospettiva che nel nostro territorio ci possa essere qualche volontario o volontaria che abbia voglia di mettersi in gioco.

sabato 7 febbraio 2009

Diritti negati

Oggi diamo spazio alle posizioni di Gino Strada, fondatorte di Emergency, sull’emendamento al pacchetto sicurezza relativo alla denuncia dei clandestini da parte del personale sanitario.
A oggi, in Italia, una legge vieta al personale sanitario di denunciare gli immigrati conosciuti per ragioni di cura, anche se la loro presenza in Italia non fosse regolare. Un emendamento approvato al Senato intende sopprimere questa norma. Si metterebbero così gli individui nella condizione di scegliere fra l'accesso alle cure e il rischio di una denuncia; si spingerebbe parte della popolazionepresente in Italia nella clandestinita' sanitaria, con grandi rischi per sé e per la collettività.
Si vuole affidare ai singoli medici la scelta se garantire lo stesso diritto alla cura a tutti gli individui, nel miglior interesse del paziente e nel rispetto del segreto professionale, oppure se esercitare la facoltà di denunciare i loro pazienti "irregolari".
Secondo tutti i medici che ho conosciuto e apprezzato, l'unico modo giusto e civile per fare medicina è garantire a tutti la miglior assistenza possibile, senza distinzione alcuna riguardo a colore della pelle, sesso, convinzioni politiche, religiose o culturali, nazionalità o status giuridico. Questo è il modo in cui Emergency ha lavorato, per quindici anni in tredici diversi paesi, curando tre milioni di persone senza distinzioni. Questo è il modo con cui continuiamo a lavorare, anche in Italia, nel Poliambulatorio per migranti e persone indigenti di Palermo.
Anche di fronte all'inciviltà sollecitata da una norma stolta prima ancora che perversa, sono certo che i medici italiani agiranno nel rispetto del giuramento di Ippocrate, nel rispetto della Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Nel rispetto, soprattutto, di chiunque si rivolga a loro avendo bisogno di un medico.

venerdì 6 febbraio 2009

Seta scura

Oggi vi vogliamo parlare di Seta, l'azienda a partecipazione pubblica che gestisce la raccolta rifiuti a Caselle come in altri comuni della zona, che ultimamente sta diventando protagonista di alcune vicende poco chiare.
Dapprima è stata protagonista, senza che nessuno dicesse nulla, comune di Caselle compreso, di un aumento del 12% della tariffa rifiuti. Aumento avvenuto in maniera molto subdola in quanto la bolletta arrivata a casa riporta grosso modo lo stesso importo dello scorso anno, salvo poi scrivere (in piccolo ovviamente) che quello è solo un acconto dell’88%...
In seguito è balzata all’onore della cronaca per la difficile situazione economica che sta attraversando: molti fornitori attendono da mesi di essere pagati, mentre il consiglio di amministrazione grava sui contribuenti per 154.800 euro all’anno.
Nei giorni scorsi invece si è scritto sui giornali locali di una richiesta di informazioni alle aziende di Caselle in merito alle planimetrie ed ai dati catastali dei fabbricati. Questione sollevata da un’interpellanza presentata in Consiglio comunale dal centro destra.
Ma che stanno facendo i comuni soci di questa società che anziché tutelare i propri cittadini sembrano starsene con le mani in mano?

mercoledì 4 febbraio 2009

La battaglia ha inizio

Torniamo ad occuparci della campagna per la tutela del territorio avviata da poco a livello nazionale da un comitato, a cui ha aderito anche NonSoloCaselle, che promette di farsi sentire. Ne pubblichiamo con piacere il comunicato che ci ha inviato.


Dopo la prima affollata assemblea nazionale dello scorso 24 gennaio a Cassinetta di Lugagnano (primo Comune d’Italia ad essersi dotato di un piano regolatore a "crescita zero"), la campagna nazionale del neonato Movimento per lo “Stop al Consumo di Territorio” inizia la sua azione sui singoli territori.
L’avvio spetta ai cittadini piemontesi del Monferrato, del Roero e delle Langhe, primi promotori del Movimento, con due assemblee territoriali: ad Asti (sabato 7 febbraio) e ad Alba (sabato 14 febbraio).
In queste prime settimane alla segreteria del Movimento stanno giungendo decine di segnalazioni (in gran parte di drammatica “emergenza”) relative a situazioni in corso di pianificazione o realizzazione in ogni angolo del nostro Paese, che cercheremo di rappresentare anche graficamente sul sito della campagna e che testimoniano l’urgenza di sollevare ovunque la prima questione essenziale evidenziata dal nostro manifesto nazionale: la richiesta ufficiale dei cittadini ai loro amministratori - a livello di ciascun Comune italiano – affinché si sospendano i piani regolatori, le lottizzazioni in corso, le varianti in discussione ecc. e si provveda ad una necessaria e non più rinviabile opera di censimento del patrimonio edilizio esistente e sulla base di quei dati (misurati in termini di metri cubi cementificati, di abitazioni vuote e di capannoni abbandonati ovvero non occupati da attività), riconsiderare ogni tipo di pianificazione futura.
Non possiamo, evidentemente, attendere oltre: i segnali che arrivano da Comitati, Gruppi, singoli cittadini vanno esattamente in questa direzione, e in molte parti d'Italia ci si sta organizzando per sostenere quella che è innanzitutto una battaglia culturale.

lunedì 2 febbraio 2009

Nuovo Statuto: dalle buone intenzioni ai fatti

A fine anno, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Statuto. Rispetto alla versione precedente ci sono sicuramente stati dei miglioramenti, anche se, in taluni casi, si poteva osare di più.
Oltre a sottolineare l’importanza di valori come la pace, la solidarietà, la fratellanza, la famiglia (tradizionale e di fatto) e le pari opportunità, il nuovo Statuto riconosce l’importanza della tutela dell’ambiente, della tutela della bambine e dei bambini, promuove la partecipazione dei giovani istituzionalizzando il Consiglio comunale dei ragazzi. Altro riconoscimento importante è quello relativo agli eventuali comitati di zona che saranno consultati dall’Amministrazione qualora se ne presentassero i presupposti.
Dicevamo che forse si poteva osare di più: si sarebbe potuto abbassare dal 15% al 10% la percentuale del corpo elettorale che può richiedere il referendum, che è pur sempre solo consultivo. Così come si sarebbe potuto ridurre sempre al 10% la percentuale per le proposte di modifica dello Statuto, anche perché a decidere è pur sempre il Consiglio comunale.
In materia di trasparenza amministrativa, si sarebbe potuto prevedere una qualche forma per rendere pubblico l’operato di aziende ed enti dipendenti e partecipati dal comune, visto e considerato che sempre più servizi vengono affidati a queste società finanziate dai comuni, ma che non rispondono a nessuno del proprio operato.
In ogni caso sarebbe già un successo applicare e mettere in pratica ciò che di positivo c’è in questo Statuto, affinché non sia solo un elenco di buone intenzioni, ma un vero e proprio strumento di trasparenza e partecipazione democratica. Quindi che si cominci da subito a predisporre ed approvare i vari regolamenti previsti, ad istituire il difensore civico, rimasto sempre e solo sulla carta. Si dia attuazione al principio di trasparenza pubblicando sul sito internet del comune tutte le delibere e gli atti dei vari organi comunali. Ma soprattutto si cominci a non convocare il Consiglio comunale il venerdì pomeriggio prima di Natale, quando si devono discutere questioni importanti per il futuro della città (vedi aree Ata e lo Statuto stesso), di modo che la partecipazione dei casellesi sia ridotta ai minimi termini e tutto passa in secondo piano.
Dopo i buoni propositi facciamo sì che siano i fatti a parlare.