Al di là dell’attendibilità ancora tutta da verificare delle dichiarazioni di Spatuzza e degli arresti dei latitanti Nicchi e Fidanzati, proviamo a riflettere se il governo Berlusconi è quello che ha fatto di più contro la mafia.
Se andiamo a vedere le statistiche del Ministero degli Interni non risulta nessuna variazione significativa negli arresti per reati di stampo mafioso. La variazione è sensibile sugli italiani in quanto è aumentata la copertura giornalistica televisiva.
Se guardiamo invece le azioni del Governo relative alla protezione dei reati finanziari, dove risiede il vero business della mafia, bisogna riconoscere che questo governo ha davvero fatto tanto.
Un esempio? L'attuale scudo fiscale introduce la norma di non segnalazione delle operazioni derivanti da chi ha usufruito di questa protezione. In pratica qualunque mafioso può depositare somme considerevoli su conti particolari e protetti anagraficamente e tutte le operazioni da e per tali conti avranno la garanzia che non verranno mai segnalate (importi, soggetti, beneficiari) alle autorità anti-riciclaggio e anti-terrorismo.
Nessuno scudo fiscale mondiale contiene tale norma, nemmeno i due di Tremonti dei governi passati.
A cosa serve arrestare qualche boss a reti unificate se poi la mafia può continuare a fare affari in tutta tranquillità?
1 commenti:
Ho partecipato al NO B DAY.
Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, è salito sul palco della manifestazione in piazza San Giovanni a Roma con un'agenda rossa in mano.
Un gesto simbolico in ricordo della famosa agenda del giudice ucciso nella strage di via D'Amelio sparita dopo l'attentato,
dichiara:
"Il vero vilipendio è che persone
come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni".
Per dovere di cronaca:
Prima che Mangano venga assunto da Berlusconi nella sua villa, c’è un incontro a Foro Bonaparte negli uffici della Edilnord di Berlusconi, tra i capi della Fininvest, dell’Edilnord e i capi della mafia, che all’epoca erano Stefano Bontate e Mimmo Teresi e c’era pure Francesco Di Carlo.
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