L'ultimo numero de Il Canavese dedica una pagina alla situazione di una famiglia mappanese che versa in gravi difficoltà economiche. Una delle tante vittime di questa crisi che continua a mietere vittime, nonostante qualcuno si ostini a dire che la crisi è passata, anzi forse non c'è mai stata. Eppure questa famiglia non è che un altro piccolo numero che si aggiunge a tantissimi altri piccoli numeri. Numeri che in questo autunno sono diventati molto grandi e che già abbiamo snocciolato qui il mese scorso. Numeri che non accennano a fermarsi e continuano imperterriti a correre.In alcuni casi è crisi vera, soprattutto per artigiani, piccole imprese, ditte familiari. In altri casi invece è successo e sta succedendo che grandi gruppi abbiano approfittato della crisi per riempire le casse e diminuire il personale, grazie anche agli aiuti statali.
Così succede che il nostro vicino di casa sia ridotto alla disperazione e noi facciamo finta di non vederlo perchè non lo vogliamo vedere. Proviamo un senso di fastidio e ci convinciamo che il loro problema è un problema loro. Mentre invece è un problema sociale, e quindi anche nostro, che nessuno vuole affrontare seriamente perchè, sostengono, i veri problemi sono altri.
I problemi sono sempre altri quando nessuno li vuole affrontare.
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