mercoledì 8 aprile 2009

Legge ad associationem

Alcuni deputati del Pdl hanno presentato nei giorni scorsi una proposta di legge in base alla quale le associazioni ambientaliste che cercheranno di fermare le grandi opere rischiano di dover pagare risarcimenti multimilionari.
La proposta di legge si intitola “Modifica all’articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale“, ed è stata presentata il 10 marzo da numerosi deputati del Pdl. Primo firmatario: Michele Scandroglio.
Questa proposta stabilisce che il risarcimento danni potrà scattare se esse presenteranno ricorso e se il ricorso verrà respinto e si applica solo alle associazioni ambientaliste. Non tocca i ricorsi portati avanti da altri soggetti. Ma la Costituzione non dice forse che “la legge è uguale per tutti”?
La proposta di legge parte dal presupposto che “le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al territorio di riferimento”, determinando “un ritardo costante del cantiere Italia” per realizzare rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori.
Per inciso, ricordiamo che in Italia si contano sulla punta delle dita i risarcimenti per danni ambientali da parte di industrie che hanno provocato morti, malattie e disastri irreparabili; comunque, sempre per cifre irrilevanti.

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