Egr. Signor Sindaco,
innanzitutto voglio ringraziarLa per la lettera di auguri con cui l’Amministrazione accoglie i nuovi nati: un’iniziativa davvero apprezzabile.
Leggendo la lettera mi sono balzate in mente alcune riflessioni che voglio condividere con Lei. Mi riferisco in particolare alla parte relativa all’impegno ed allo sforzo affinché i nostri bambini possano godere di strutture e servizi efficienti.
Caselle negli ultimi anni è cresciuta. Non è più un paese, ma una vera e propria cittadina. Trovandomi a portare a spasso mia figlia con il passeggino ho pensato a quanto fossi fortunato ad avere un bel viale alberato con un percorso protetto lungo cui camminare. In tutta Caselle, però, non ci sono altri percorsi simili. A volte si fa fatica a trovare dei marciapiedi che siano tali.
Tra un paio d’anni mia figlia potrà scegliere se andare a giocare nel parco giochi di via Suor Vincenza o quello di via Che Guevara. Anche qui è molto fortunata: in molte zone della nostra città queste aree non esistono.
Teniamo presente che i bambini non sono i cittadini di domani, ma sono già cittadini, con i propri diritti e bisogni, con le proprie esigenze, i propri sogni e giochi. Hanno bisogno di spazi dove poter crescere possibilmente sani.
Mi ricordo quando, da bambino, andavo a giocare a pallone con gli amici al prato della fiera o in qualche prato sperduto in campagna. Oggi il prato della fiera è diventato un parcheggio ed i prati sono sempre meno sperduti e sempre più rari. Gli spazi per i nostri figli che, come giustamente ricorda Lei, rappresentano il prezioso futuro della nostra città, sono sempre di meno e sempre più angusti.
Noi abbiamo avuto la possibilità di crescere in un certo modo. Perché la stessa possibilità non possono averla i nostri figli? Che cosa ci hanno fatto di male?
Mi piacerebbe che queste domande ce le ponessimo noi tutti ogni giorno e che cercassimo di dare risposte concrete, sia nel modo di crescere ed educare i nostri figli, sia nelle piccole e grandi scelte che siamo chiamati quotidianamente. Scelte che possono incidere a determinare le condizioni in cui consegneremo loro questa piccola porzione di mondo che ci hanno affidato temporaneamente. Non deludiamoli!
RigraziandoLa per l’attenzione e per l’impegno Suo e dell’Amministrazione, che so essere arduo, porgo cordiali saluti.
innanzitutto voglio ringraziarLa per la lettera di auguri con cui l’Amministrazione accoglie i nuovi nati: un’iniziativa davvero apprezzabile.
Leggendo la lettera mi sono balzate in mente alcune riflessioni che voglio condividere con Lei. Mi riferisco in particolare alla parte relativa all’impegno ed allo sforzo affinché i nostri bambini possano godere di strutture e servizi efficienti.
Caselle negli ultimi anni è cresciuta. Non è più un paese, ma una vera e propria cittadina. Trovandomi a portare a spasso mia figlia con il passeggino ho pensato a quanto fossi fortunato ad avere un bel viale alberato con un percorso protetto lungo cui camminare. In tutta Caselle, però, non ci sono altri percorsi simili. A volte si fa fatica a trovare dei marciapiedi che siano tali.
Tra un paio d’anni mia figlia potrà scegliere se andare a giocare nel parco giochi di via Suor Vincenza o quello di via Che Guevara. Anche qui è molto fortunata: in molte zone della nostra città queste aree non esistono.
Teniamo presente che i bambini non sono i cittadini di domani, ma sono già cittadini, con i propri diritti e bisogni, con le proprie esigenze, i propri sogni e giochi. Hanno bisogno di spazi dove poter crescere possibilmente sani.
Mi ricordo quando, da bambino, andavo a giocare a pallone con gli amici al prato della fiera o in qualche prato sperduto in campagna. Oggi il prato della fiera è diventato un parcheggio ed i prati sono sempre meno sperduti e sempre più rari. Gli spazi per i nostri figli che, come giustamente ricorda Lei, rappresentano il prezioso futuro della nostra città, sono sempre di meno e sempre più angusti.
Noi abbiamo avuto la possibilità di crescere in un certo modo. Perché la stessa possibilità non possono averla i nostri figli? Che cosa ci hanno fatto di male?
Mi piacerebbe che queste domande ce le ponessimo noi tutti ogni giorno e che cercassimo di dare risposte concrete, sia nel modo di crescere ed educare i nostri figli, sia nelle piccole e grandi scelte che siamo chiamati quotidianamente. Scelte che possono incidere a determinare le condizioni in cui consegneremo loro questa piccola porzione di mondo che ci hanno affidato temporaneamente. Non deludiamoli!
RigraziandoLa per l’attenzione e per l’impegno Suo e dell’Amministrazione, che so essere arduo, porgo cordiali saluti.
Un neo papà

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