mercoledì 11 marzo 2009

Piove sempre sul bagnato

Ecco arrivare un’altra trovata del nostro governo per far sorridere compiaciuti palazzinari e cementificatori. L’idea riguarderebbe lo snellimento delle pratiche per le concessioni edilizie, con l’autorizzazione del Comune che lascia il posto ad una perizia giurata di un tecnico, un architetto o un ingegnere.
Inoltre ci sarà anche la possibilità di aumentare del 20%, sia nel caso di edilizia residenziale che commerciale, la cubatura degli immobili esistenti; del 30% nel caso di abbattimento e ricostruzione di edifici obsoleti; del 35% nel caso il nuovo edificio sia ricostruito con le regole della bioedilizia e del risparmio energetico. Allo studio ci sono anche nuovi sgravi fiscali.
La teoria del presidente del Consiglio è che “quando l’edilizia va, tutto il resto va di conseguenza” bisogna dare “una scossa all’economia che ricordi quella del Dopoguerra e consenta il rinnovamento edilizio del Paese”.
A leggere queste dichiarazioni si potrebbe pensare che in Italia il settore dell’edilizia sia fermo da anni a causa di chissà quali vincoli e lacciuoli: in realtà la cementificazione del territorio, senza contare le innumerevoli costruzioni abusive, non si è mai fermata e nuovi palazzi nascono ogni giorno. Caselle ne è un esempio. Negli ultimi anni l’edilizia non si è fermata un attimo e non sembra aver trovato ostacolo. Anzi. Senza contare le costruzioni commerciali, che hanno già ricoperto o stanno per ricoprire una parte consistente del territorio: anche per quelle non sembrano esistere poi tanti ostacoli.
Ma c’è proprio bisogno di incentivare l’edilizia? E chi le comprerà queste case visto che si fa sempre più fatica ad arrivare a fine mese? Non ci stupiremmo se ci pensasse qualche istituto bancario o immobiliare per poi rivenderle tra qualche anno, una volta rientrata la crisi, a prezzo decisamente maggiorato. Ecco chi ci potrebbe guadagnare: i soliti furbetti.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Con il piano del governo non ci sarà nessuna cementificazione, si tratta di una legge di assoluto buon senso e non ci sarà nessuna negazione delle leggi urbanistiche.
Ci si rivolge a tutte quelle famiglie italiane che abitano in una casa monofamiliare o bifamiliare e sono quasi il 50%.
Il 50% di famiglie che hanno avuto la casa bloccata tra pratiche burocratiche inenarrabili con i Comuni e che con una semplice lettera di inizio lavori al Comune e con un progetto firmato sotto la responsabilità di un professionista, un architetto o un ingegnere, potranno ampliare del 20% la propria casa sul proprio territorio di pertinenza e certamente faranno qualcosa che renderà più bella e più preziosa e di maggior valore la propria abitazione. Non credo che ci sia nessuno così sciocco da voler fare un qualcosa che diminuisca il valore della sua proprietà.
Saranno le Regioni a doverla fare propria. La Giunta del Veneto l'ha approvata e l'approverà anche la Giunta della Sardegna e che anche la Calabria vuole adottarla.
Insomma credo sia una legge di assoluto buon senso e che non porterà a nessuna negazione delle leggi urbanistiche perché le case sono naturalmente là dove gli strumenti urbanistici permettano che ci siano e a questo possiamo aggiungere il fatto che ove ci siano degli edifici brutti e obsoleti c'è la possibilità per chi volesse rifarli con le nuove tecniche ad esempio per trattenere il calore o per utilizzare l'energia nucleare. Naturalmente le singole regioni potranno fare delle leggi di contenimento maggiore perché quello del 20-30% è il limite massimo a cui si potrà arrivare e credo che questo metterà di nuovo in moto l'edilizia e siccome c'è un vecchio motto che dice quando l'edilizia va tutto segue credo che questo sarà qualcosa di utile per l'economia.

Distinti Saluti Gabbiano Jonathan 2

L'arte, l'artista. ha detto...

Sul “Piano casa” Legambiente ricorda il capolavoro di Francesco Rosi “Mani sulla città”, che raccontava la cementificazione in una Napoli in mano alle lobby camorristiche: “Sembra di ritornare nella situazione descritta in quel film” afferma l’associazione ambientalista, “al tempo in cui, in barba a qualsiasi norma, Piano o regolamento edilizio, negli anni ’60 in Italia, speculatori, anzi banditi, senza scrupoli hanno potuto ampliare, demolire, ricostruire edifici brutti e insicuri”.

Si tratta di pagine della nostra storia, continua Legambiente, “nelle quali la speculazione edilizia ha avuto il sopravvento, costruendo periferie squallide e invivibili”.

"Si rischiano di abolire 10 anni di regole edilizie.
Un conto è l’autocertificazione per la demolizione o l’ampliamento di fabbricati già esistenti; molto diverso è prevederlo ex novo per ogni genere di costruzione".

Le conseguenze?
"Gli enti locali, i Comuni, non verranno più a sapere se una costruzione è a norma o meno.

Significa che in metà Italia ognuno potrà fare quello che vuole, con tutto quello che comporta in un paese in cui metà del territorio è a rischio sismico".

Non solo rischi ambientali, quindi. "Stiamo parlando di pericoli seri per la sicurezza degli edifici, oltre, naturalmente, al deturpamento di aree ambientali e storiche. È una follia.
Ci si aspetta,dalle leggi, quantomeno, un inasprimento delle sanzioni per i "banditi che costruiscono abusivamente".
E invece si sta andando nella direzione opposta.