Nei giorni scorsi, a Moncalieri, è stato inaugurato un negozio che, al momento, è unico nel suo genere in Italia. Si tratta del primo negozio che acquista rifiuti: chi vi consegnerà carta, plastica, alluminio, vetro ,ecc. otterrà una ricompensa monetaria.L’idea è di un’azienda di San Gillio: Recoplastica, società specializzata nel riciclaggio dei rifiuti. Il meccanismo è abbastanza semplice: i cittadini che fanno la raccolta differenziata possono portare i sacchetti all’Ecopunto (è questo il nome del negozio) dove vengono pesati e pagati secondo le quotazioni di mercato. Approssimativamente, si ottengono circa 50 centesimi per un chilo di alluminio, 20 centesimi per il ferro, 18 centesimi per un chilo di polietilene e 5 centesimi per la carta. Una volta venduti, i rifiuti vengono compattati ed inviati alla Recoplastica.
L’idea ha suscitato molto interesse tanto da trasformarsi in un franchising ed in ottobre verranno aperti altri due negozi in provincia di Torino, a San Gillio e a Santena. E’ inoltre iIntenzione di Recoplastica aprire altri 50 negozi in tutta Italia entro il 2009.
Si tratta di un’iniziativa sicuramente lodevole, già sperimentata con successo in Svizzera e Germania, che contribuisce ad aumentare la sensibilità per la raccolta differenziata, soprattutto perché il cittadino viene incentivato economicamente a separare i rifiuti ed a portarli in un centro autorizzato, facendoli diventare un risorsa. Non ci resta quindi che aspettare che anche sul nostro territorio ci sia qualche piccolo imprenditore disposto a cimentarsi con questa iniziativa.


3 commenti:
questa è davvero una gran cosa perchè, finalmente, si potrà misurare il reale rendimento economico del riciclo dei rifiuti. perchè qualora si dimostrasse che il rendimento economico non solo è in grado di sostenere iniziative del genere, ma produce anche reddito, si potrebbe innescare un circolo virtuoso con l'apertura di altre aziende simili che potrebbero, nel loro complesso, costituire una direzione davvero eco-compatibile nel percorso di smaltimento dei rifiuti.
il problema probabilmente costituirà nel valorizzare i rifiuti raccolti, perchè se venissero pagati pochissimo (come temo) sarà difficile che aziende come questa siano in grado di rifornirsi di "materia prima" a sufficienza.
secondo me tra sei mesi/un anno potremo avere i primi risultati obiettivi e misurabili. speriamo che siano anche buoni...
L'incentivo monetario e' sempre una grande molla!
Parlare di mondo pulito (o un po' piu' pulito, di salvataggio del pianeta, del miglioramento delle risorse energetiche ecc...ecc...)non era sufficiente (non lo e'), a produrre differenziata. Se vien pagata....
Il malcontento nasce infatti dal fatto che pur effettuando la differenziata NON si vedono risultati immediati, che dovrebbero, come succede in Svizzera da millenni e in certe citta dell'Emilia, ad esempio, ridurre il costo procapite dello smaltimento. Non solo non accade ma le tariffe, grazie al passaggio da "Tassa" (raccolta rifiuti) a "Tariffa" (igiene ambientale), i prezzi sono raddoppiati, senza cioe' il contributo pubblico.
QUindi, anche se e' poco il guadagno, ben vengano iniziative come quella da te evidenziata, Jonathan. Chissa' che pure Caselle...
(Ma poi...avete visto quanto s'imbruttiscono le citta con tutti questi bidoni della differenziata? Ci sono bidoni ovunque!)
Ciao!
Loredana
Caro Jonathan ho fatto eco al tuo post.
Buon lavoro.
Loredana
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