La raccolta rifiuti è un problema per molti, non solo per Napoli e per la Campania dove ha raggiunto limiti incredibili. Capita spesso anche a noi di lamentaci del servizio di raccolta porta a porta o della tariffa che viene applicata.In Lombardia abbiamo trovato un esempio di come funziona la raccolta dei rifiuti.
Il Consorzio dei Comuni dei Navigli, che raggruppa una serie di piccoli comuni della provincia di Milano e di Pavia, ha attivato ormai da una decina d'anni un sistema di raccolta differenziata che prevede, attraverso un sistema elettronico, il pagamento di una tassa dei rifiuti meno elevata per chi ricicla di più. Fantascienza? Niente affatto. Nelle strade dei Comuni che aderiscono al Consorzio sono scomparsi i cassonetti. Come da noi d’altronde. E come a Caselle è impossibile non fare la raccolta differenziata perché non si possono buttare i rifiuti da nessun altra parte (a meno di non caricarseli in auto e portarli altrove…).
Così nei comuni del Consorzio Navigli i rifiuti, a seconda della tipologia, vengono raccolti per strada, davanti alle abitazioni, con un calendario prestabilito. A ogni residente il Consorzio fornisce il contenitore in plastica per la raccolta dell'umido, i sacchi di diverso colore per la raccolta differenziata (biomais per l'umido), della plastica, e dei rifiuti indifferenziati (quello su cui si calcola la tassa dei rifiuti). Fin qui nulla che noi casellesi non conosciamo.
Ma ecco il sistema “rivoluzionario”. Oltre ai sacchi ad ogni famiglia viene fornito un blocchetto di tagliandi elettronici con i codici a barre (codice che identifica il residente o il nucleo familiare). E su ogni sacco bianco (che raccoglie i rifiuti che non vengono riciclati) viene posto un tagliandino con il codice a barre. Attraverso un lettore ottico si risale al nucleo familiare che ha gettato quel sacchetto. E a fine anno la tassa sui rifiuti viene calcolata tenendo conto di quanti tagliandini elettronici quel gruppo familiare ha utilizzato. Il sistema funziona e ha permesso di arrivare a livelli di raccolta differenziata molto elevati.
Si tratta nè più nè meno dell'applicazione della legge Ronchi che, oltre a invitare i comuni a ridurre la produzione di rifiuti e incentivare la raccolta differenziata, ha richiesto l’introduzione della tariffa quantità, secondo il principio di "chi più inquina, più paga". Determinante quindi per la riuscita di questo sistema è l'incentivo economico: il risparmio sulla tariffa. E, vogliamo pensare, la consapevolezza tangibile di inquinare meno.
Perché il nostro comune e Seta non prendono esempio? In fondo non ci vuole molto ad applicare un sistema simile.
2 commenti:
Ciao,
Buona l'idea del Blog, Buon lavoro (PS: puoi mettere www.mappano.it tra i siti amici!)
Francesco
Ci sono stati nel tempo vari "j'accuse" sulla gestione della raccolta differenziata organizzata dalla SETA.
Pur raggiungendo il 60 % paghiamo male, tanto e sbagliato!
Sarebbe una vera "rivoluzione" applicare l'esperienza dei Navigli cioè: differenziare e pagare per i rifiuti che uno produce con il controllo dei tagliandini a codice barre.
Forse, in questo modo non ci sarebbe la necessità di costruire ulteriori inceneritori....
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