lunedì 8 febbraio 2010

Il colore dei soldi

E' di questi giorni il clamore suscitato dalle dichiarazioni del figlio dell'ex sindaco di Palermo, Ciancimino. In buona sostanza afferma che Milano Due - il fiore all'occhiello dell'imprenditore Berlusconi - è stato realizzato con i soldi della mafia, una specie di test event per trovare nuovi modi per ripulire enormi quantità di denaro sporco proveniente dalla attività illecite.
Le rivelazioni vanno prese con le molle, dunque non è proprio il caso di buttarticisi a pesce, ma il dubbio resta. Negli anni '80 erano in parecchi a segnalare come la mafia stessa riconvertendo parte delle sue attività illecite in imprenditorialità rispettosa delle regole: sono quelli gli anni dello smembramento della Venchi Unica a Torino (i più vecchi ricorderanno), della liquidazione di intere imprese storiche fatte fuori da un giorno all'altro da squali rampanti con il volto perennemente abbronzato, gli occhiali da sole e il doppiopetto blu. Sono gli anni in cui imprese sconosciute cominciano a vincere gli appalti di pulizia praticando ribassi impossibili... Sono gli anni in cui è venuta fuori la parte peggiore di questo paese.
Brunetta giustamente pretende che i redditi dei manager e dei dipendenti pubblici siano appunto pubblici. E' una questione di civiltà, di controllo sociale, di etica della democrazia.
A maggior ragione Berlusconi deve rispondere alla domanda che lo perseguita da ormai più di vent'anni: dove ha preso i soldi per cominciare la sua fortunata ascesa al vertici dell'imprenditoria nazionale?

venerdì 5 febbraio 2010

Lettera dal futuro

Caro ex Sindaco,
Avevo 15 anni al tempo in cui Lei era sindaco di Caselle e a quell’età gli interessi, si sa, sono ben altri che quelli di occuparsi di piani regolatori e costruzioni. Mi capitava talvolta di ascoltare i discorsi degli adulti al tempo della realizzazione del centro commerciale vicino all’aeroporto.
Caselle aveva già avuto un grande sviluppo edilizio nel capoluogo e nelle frazioni. Il buon senso e, soprattutto, l’amore per il paese dove Lei nacque e visse una buona parte della sua vita, avrebbe dovuto condurLa, come logica conseguenza, ad adoperarsi per proteggere il territorio da un’ulteriore, insostenibile invasione del mattone e dell’asfalto.
Ed invece la storia fu un’altra, quella che ben tristemente conosciamo. Fu così che quasi tutto il verde esistente e le costruzioni si sostituirono ai prati. Come sarebbe potuta andare diversamente la storia di Caselle se Lei fosse stato un sindaco coraggioso ed avesse fermato in tempo le pressioni delle imprese edilizie!
Adesso a Caselle siamo in tanti, tantissimi. Il comune, con i tagli continui operati dalle varie Finanziarie succedutesi, è sempre più in difficoltà nell’erogare ai propri cittadini adeguati servizi. Chi ci ha guadagnato in tutto questo? Non certo la qualità della vita dei casellesi.
Certo che se essi fossero stati meno distratti in quegli anni cruciali forse la storia sarebbe stata diversa… Troppo tardi, ormai facciamo parte della grande periferia di Torino insieme ai comuni nostri confinanti, e siamo tutti appassionatamente in coda al mattino ed alla sera dentro le nostre automobili…
Distinti saluti
Caselle, 3 febbraio 2027

mercoledì 3 febbraio 2010

Nuovo colpo di scena per Mappano

Non abbiamo finito di scrivere il post precedente che ecco arrivare il nuovo colpo di scena nella tormentata vicenda del referendum di Mappano. E' di ieri la notizia che il 14 marzo non si terrà il referendum consultivo. Se tutto va bene se ne parlerà dopo che sarà insediato il nuovo Consiglio regionale. Ma ricorsi e contro-ricorsi sono dietro l'angolo. La nostra sensazione è che il tira e molla continuerà a lungo. Chissà...
Qui sotto trovate il commento del prsidente del comitato per la costituzione di Mappano Comune, Francesco Grassi.

La data del 14 marzo, probabilmente per la prossimità delle elezioni e la difficoltà di riconvocare il consiglio è stata scartata. Non dimentichiamo che si ha la certezza di impugnazione del decreto che indice il referendum. Esiste ancora la possibilità che il referendum venga convocato dopo le elezioni regionali e che il risultato venga ripreso dal nuovo consiglio regionale. Penso che la presidente, come ha decretato la data del 15 novembre con la chiara intenzione di istituire il comune di Mappano, oggi abbia l'intenzione di individuare una nuova data per consentire ai cittadini di andare alle urne, ma ha scelto una linea di prudenza. Da un colloquio avuto con l'assessore Deorsola ho ricevuto rassicurazioni in tale senso.
Ora non ci resta che attendere il decreto che dovrebbe arrivare entro la fine di febbraio.
Intanto Mappano resta ancora diviso...

lunedì 1 febbraio 2010

Mappano Comune: alle urne il 14 marzo

Forse è la volta buona. Salvo imprevisti e ricorsi dell'ultima ora, il 14 marzo saremo chiamati ad esprimerci sull'istituzione del Comune di Mappano. Dopo quanto successo lo scorso autunno, la prudenza è d'obbligo, ma chissà che non ci si avvii, in un senso o nell'altro, a determinare un percorso che chiuda una questione aperta da troppo tempo. Di seguito riportiamo uno stralcio del comunicato del Comitato per la costituzione di Mappano Comune, reso pubblico immediadamente dopo la notizia dell'indizione del referendum.

A seguito del presidio organizzato dal “Comitato per la costituzione di Mappano Comune” in Piazza Castello davanti al Palazzo della Regione sabato 23 gennaio, alle ore 13.20, la Presidente della Regione Mercedes Bresso ha accettato di incontrare il Presidente Francesco Grassi. Dopo un breve dibattito tecnico, davanti ai presenti ha dichiarato di aver deciso di indire il referendum per l’istituzione del Comune di Mappano per domenica 14 marzo 2010 poichè la Prefettura ha manifestato forti difficoltà a farlo coincidere con la data delle elezioni regionali. Nei giorni seguenti al voto si potrà quindi procedere alla convocazione del Consiglio per ratificare l’istituzione del Comune di Mappano.

venerdì 29 gennaio 2010

Salviamo la Costituzione

Sabato 30 gennaio, nelle principali città italiane il "Comitato 30 gennaio – pagina del Popolo Viola" ha organizzato dei sit-in in difesa della Costituzione. Di seguito pubblichiamo l'appello del comitato che spiega le ragioni della manifestazione.

Di fronte
all’ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione, che si concretizza principalmente nelle manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi (a partire dal nuovo Lodo Alfano) e nei proclami irresponsabili di qualche ministro che chiede addirittura la cancellazione dell’Art. 1 (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…), abbiamo soltanto due strade: o assistere passivamente al delirio distruttivo dell’establishment berlusconiano o reagire con la prontezza e la determinazione democratica che la situazione richiede. Noi scegliamo la seconda. La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile di una società che fonda le proprie basi sul principio di uguaglianza tra i cittadini e l’anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie. E’ per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.
Invitiamo i cittadini e le forze democratiche del Paese ad organizzare sabato 30 gennaio, contemporaneamente in tutte le città italiane, sit-in in difesa della Costituzione.

mercoledì 27 gennaio 2010

Giornata della memoria


Il 27 gennaio è la giornata della memoria. Vogliamo ricordarla anche noi con questa bella canzone.

lunedì 25 gennaio 2010

La Parigi-Dakar a Caselle?

Iniziamo la settimana dando spazio ad una lettera pubblicata da Cose Nostre che denuncia lo stato in cui versa strada Salga. Non è certo l'unica via di Caselle che si trova in questa situazione, ma da qualche parte bisogna pur iniziare.


Quotidianamente, e più di una volta al giorno, mi capita di dover percorrere quel fantastico patchwork d’asfalto che è diventato Strada Salga, soprattutto nell’ultimo tratto, quello compreso tra l’edificio della scuola media e l’innesto con via alle Fabbriche.

La sede stradale di via Salga ha più rattoppi del vestito di Arlecchino e vanta il sicuro e non invidiabile primato di possedere tutte le possibili tonalità di grigio e di rappezzo. Tra tombini che si ergono a tumulo, buche e spaccature, vi si coglie persino qualcosa di artistico e sovrannaturale, che però stringe il cuore.

Non lo fa sobbalzare, quello no, perché a ciò provvedono i sempre più stanchi ammortizzatori delle nostre auto, stremati da un percorso più simile a quello della Parigi – Dakar d’un tempo che a quello che dovrebbe garantire un città di quasi ventimila abitanti.

Non è da molto che abito a Caselle, ne apprezzo molti lati e molti aspetti, ma non sopporto i commenti dei nostri amici quando vengono a trovarci: che sia una strada da “quarto mondo” a far da biglietto da visita alla mia città d’adozione, bé’, mi fa proprio girare le scatole.